Pandemic Resistance Museums: tutto il bello che sarà

di Alice Cantino, Laura Petronella e Giulia Tonci Russo

Il 29 aprile 2020 il team di PRM veniva intervistato per la rubrica del TG2 “Tutto il bello che c’è”. Il servizio raccontava il nostro progetto e noi presentammo alcune delle iniziative più esemplari di musei italiani e non. A poco più di un anno trascorso lentamente per la situazione straordinaria che stiamo vivendo e la varietà di eventi accaduti, i musei sono stati aperti, richiusi e poi riaperti, oscillando tra numeri e colori. Questa settimana, in Italia, essi finalmente rivedranno la luce del sole e spalancheranno le proprie porte a visitatori stanchi di aspettare. Per celebrare questa bella notizia vorremmo quindi riprendere in questo articolo gli stessi musei che abbiamo analizzato un anno fa e raccontarne le iniziative di oggi.

Pinacoteca di Brera, Milano:

Un anno fa, le iniziative nate durante il lockdown avevano rafforzato le numerose proposte di fruizione digitale che la Pinacoteca e la Biblioteca di Brera già offrivano. Infatti, le attività non si sono mai fermata grazie alla piattaforma online Brera Plus+ e alle numerose attività proposte online e la Pinacoteca di Brera riaprirà finalmente le sue porte dal 4 maggio. Il museo, inoltre, presenta la nuova BreraCARD, acquistabile su brerabooking.org dal 2 maggio. Si tratta di una tessera nominale con cui si potrà visitare le sale del museo fisico per tre mesi (con prenotazione obbligatoria) e ad accedere per un anno alle stanze del museo virtuale, Brera Plus+. L’iniziativa vuole stimolare la partecipazione e il senso di appartenenza dei visitatori del museo, difendendo quel sentimento di comunione e condivisione che la Pinacoteca, fin dall’inizio della pandemia, si è impegnata a creare. Se un anno fa la Pinacoteca si era messa in ascolto dei suoi visitatori, ora tende la mano e li porta nuovamente tra le sue sale.

Triennale, Milano:

La Triennale di Milano, durante i mesi di lockdown, ci aveva tenuto compagnia con la sua versione del Decamerone, trasmettendo ogni giorno sul loro canale Instagram le storie di artisti, designer, intellettuali, scrittori. Un anno dopo, il museo riapre con una granda mostra artistica dedicata a Barilla, gran finale dell’ampio progetto artistico Grani D’Autore: dalla semina al raccolto del grano duro Barilla, visitabile dal 28 aprile al 1° maggio – dalle ore 11 alle ore 20.30.

Inoltre, è possibile visitare la mostra Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli fino al 12 settembre 2021, in cui vengono raccontati gli oltre 60 anni di attività di uno dei principali maestri e teorici del design italiano. La mostra è accompagnata da una nuova serie podcast dedicata ai bambini dai 6 ai 10 anni, per far loro scoprire alcune delle opere più celebri di Enzo Mari: Enzo Mari spiegato ai bambini è un racconto in quattro episodi a cura di Umberto Angelini, Damiano Gullì e Marco Sammicheli. Il museo continua ad offrire numerosi eventi fruibili virtualmente, utilizzando il loro attivissimo profilo social Instagram per proporre tutte le novità.

Peggy Guggenheim, Venezia:

Uno dei musei italiani rimasti più attivi nel mondo virtuale proponendo interessanti iniziative, è sicuramente il Peggy Guggenheim di Venezia. Durante questi lunghi mesi di chiusura e infinite giornate trascorse tra le nostre mura di casa la Collezione Peggy Guggenheim non ci ha lasciati soli, continuando a dialogare a distanza con il proprio pubblico. Durante i primi mesi di pandemia il museo ha proposto varie iniziative online al proprio pubblico, come le “Art Talk”, i “Kids Day”, i podcast sulla vita di Peggy Guggenheim e “l’Art Quiz”; oltre ad aver ampliato questi contenuti lo staff ha continuato a proporre e creare nuove attività social e digital, come “Dentro l’opera / A closer look into”, “5 FACTS ABOUT”, “LEARN WITH THE PGC”, “Colors: a journey through art and design” e ancora i corsi di storia dell’arte “L’Arte è Vita” e i workshop del progetto per gli under 25 “SuperaMenti”.

Dopo il successo di “Incontri” con cui ad aprile la Collezione Peggy Guggenheim ha portato per la prima volta online una serie di lezioni di storia dell’arte,  con “L’Arte è Vita”, il museo propone un nuovo corso, diviso in due cicli di quattro lezioni ciascuno su Zoom, riservato ai soci del museo. A conduzione di Alessandra Montalbetti, Pinacoteca di Brera, il museo porta avanti la sua missione educativa continuando a condividere contenuti sempre di alta qualità. Il progetto “SuperaMenti” si compone invece di un ciclo di quattro workshop dedicati agli young adult condotti da artisti di calibro internazionale. La Collezione Peggy Guggenheim invita i ragazzi a superare la condizione presente tramite la pratica artistica. I laboratori sono immaginati come attivatori virtuosi di meccanismi di ricaduta sulla comunità e come i catalizzatori di azioni volte alla riappropriazione degli spazi pubblici e alla ridefinizione dei paradigmi sociali.

Finalmente dal 27 aprile 2021 il museo riapre le sue porte, facendoci tornare a vivere l’arte e la cultura di persona. Il museo di Palazzo Venier dei Leoni spalanca i suoi cancelli per sei giorni a settimana dalle 10.00 alle 18.00, invitando i suoi visitatori ad immergersi nel nuovo allestimento della sua collezione, ricreato per l’occasione e per i 1600 anni della Serenissima.
La direttrice Karole P. B. Vail invita caldamente i cittadini a far visita al museo: “Siamo entusiasti di poter tornare ad accogliere i visitatori […], ed offrire loro un po’ di respiro e bellezza”. Ringrazia inoltre il pubblico e soprattutto coloro che hanno contribuito alla campagna di raccolta fondi “Insieme per la Collezione Peggy Guggenheim”, di grande importanza per continuare a lavorare alle attività della Collezione, da remoto e in presenza. Lo staff del museo attende il suo pubblico in un’atmosfera calma e riflessiva, che offre la possibilità ai visitatori di muoversi nelle sale ponendosi in ascolto dell’arte, in contatto diretto con la magia enigmatica delle tele di René Magritte, il mistero assoluto delle opere di Jackson Pollock, immergendosi nei colori avvolgenti delle opere di Gino Severini e Grace Hartigan e perdendosi nel gesto possente dei lavori di Emilio Vedova.

Moma, New York:

Sulla scena Newyorkese avevamo analizzato e osservato come anche il Moma faceva la sua parte per rendere più interattivo questo duro periodo, offrendo diversi contenuti sulle varie piattaforme con l’hashtag #MuseumFromHome. Oltre al vastissimo catalogo online, il museo offre ancora oggi tour virtuali #momavirtualviews, attività per le famiglie sia in inglese che in spagnolo, video lezioni con il programma Moma Education e corsi online gratuiti, disponibili in diverse lingue, per dare a chiunque la possibilità di approfondire aspetti importanti e stimolanti di questo settore.

I corsi online sono disponibili sul sito Coursera e spaziano per diversi argomenti, tra cui fotografia, moda, design e arte contemporanea. Al termine del corso viene rilasciato un diploma che attesta la partecipazione alle lezioni e alla risoluzione di test, prove e quiz.

Da notare però, a seguito della riapertura del 27 agosto 2020, l’arrestarsi di nuove iniziative, pur rimanendo comunque attivo sui social, come Instagram, il museo aggiorna quotidianamente diversi contenuti che amplificano il dialogo con i propri visitatori/fruitori.

Una novità interessante sicuramente è rappresentata da Moma Magazine che offre diverse prospettive su arte, artisti e idee attuali sulla cultura odierna. Il Magazine è suddiviso in diverse sezioni: “Read”, “Watch”, “Listen”, “Look” e “Virtual Views” e accontenta i gusti del pubblico. Il programma è ricco anche di Podcast come ad esempio il ciclo di quattro episodi “Welcome to the Broken Nature Podcast”, tenuti dalla Curatrice Paola Antonelli, nel quale gli ospiti esaminano i delicati legami tra l’uomo e l’ambiente.

Avendo riaperto già da tempo la collezione si è arricchita di diverse nuove esposizioni, qui  alcuni dei titoli delle mostre visitabili: “Reconstructions – Architecture and Blackness in America”, “Private Lives Public Spaces”, Alexander Calder in “Modern from the Start”, Niki de Saint Phalle in “Structures for Life” e “Projects: Gabrielle L’Hirondelle Hill”. Non resta che viaggiare con la fantasia e raggiungere le porte del celebre Moma di New York, restando comodamente sul nostro divano e collegandosi al sito ufficiale, oppure, per i più fortunati che si trovano nella Grande Mela, visitare la collezione dal vivo.

Rijksmusem, Amsterdam:

Fin dagli inizi della pandemia il Rijksmuseum si era delineato come una delle realtà museali più interessanti dal punto di vista di proposte digitali e attività online. Con l’imminente riapertura del museo il 25 maggio 2021, Nanet Beumer, capo del digitale al Rijksmuseum, ha dichiarato la necessità di continuare ed implementare la presenza del museo sui propri canali digitali. É stato proprio guardando le proprie attività digitali più popolari pre-Covid che il museo ha delineato una strategia per raggiungere quanto più pubblico durante il lockdown.

É nata così “Rijksmuseum from Home”, una serie di filmati caricati su tutti i canali social e sul sito ufficiale che ha portato il pubblico nelle case di alcuni degli esperti che lavorano al museo per condividere le storie di alcuni dei loro oggetti preferiti della collezione. A confronto dei molti contenuti pionieristici che il Rijksmuseum ha creato successivamente su YouTube, come il RijksTube e RijksCreative, questa programmazione si differenzia in quanto filmata per lo più con i telefoni e una qualità più “vera” e diretta grazie anche alla pochissima post produzione dei contenuti. Il Rijksmuseum from Home si è dimostrato popolare con il pubblico, successo che Beumer attribuisce all’autenticità dei filmati e alla tempistica, in quanto è stato lanciato proprio quando i musei hanno chiuso le loro porte.

Il tour “Masterpieces Up Close” che hanno creato mette il pubblico faccia a faccia con alcune delle opere più famose del museo. Quest’ultimo ha anche cercato di aggiungere un elemento divertente di gamification con una caccia al tesoro che sfida i visitatori a trovare chiavi nascoste nella galleria, che rivelano curiosità e fatti meno conosciuti sull’opera d’arte. Oltre a offrire tour virtuali on-demand sul sito del Rijksmuseum, il museo ha anche offerto tour dal vivo su TikTok, sia focalizzati su un target di pubblico locale che con un focus internazionale, come un tour in giapponese rivolto a potenziali futuri visitatori che attualmente non possono recarsi nei Paesi Bassi.

Louvre, Parigi:

Come tutti gli spazi culturali e musei parigini, dopo la riapertura di quest’estate, il Louvre ha chiuso le sue porte ad ottobre 2020, affrontando la sua chiusura più lunga dalla Seconda Guerra Mondiale. Questo tuttavia ha dato l’opportunità a curatori e restauratori di apportare lavori alle opere del museo più visitato al mondo, conclusasi a fine febbraio. In un’intervista di gennaio 2021 al New York Times, il direttore e curatore generale del museo Sebastièn Allard ha dichiarato che “il lockdown ci ha consentito di fare in cinque giorni quello che avremmo fatto in cinque settimane”, dovendo effettuare gli interventi di settimana in settimana durante l’unico giorno di chiusura. I lavori hanno compreso la pulizia di numerose opere d’arte nonché la modernizzazione dell’allestimento, una nuova disposizione nella sala delle Antichità egizie e un nuovo piano nell’Ala Sully del museo.

Quanto a iniziative online, sul sito è disponibile il tour virtuale di tutte le collezioni mentre sui social è stato lanciato ad ottobre 2020 l’hashtag #LouvreChezVous. Inoltre sono disponibili sul sito numerose esperienze interattive con le opere d’arte, workshops in cui attori ricreano davanti alle opere d’arte dei tableaux-vivant delle stesse e lezioni a distanza di “Yoga al Museo” davanti ai capolavori di Jacques-Louis David e di Ruben. “É un modo per dire che il Museo è ancora vivo e che le persone hanno il diritto di fare tutte queste attività qui, riportando la vita al suo interno” ha dichiarato Marina-Pia Vitali, vice direttore dell’interpretazione che supervisiona i progetti. “Nessuno sta celebrando il virus”, continua, “ma stiamo cercando di cogliere il meglio da questa situazione migliorando il Museo in attesa della riapertura”.

Per resistere alla crisi, l’istituzione sta inoltre puntando alla diversificazione delle entrate, processo che è stato potenziato dall’inizio dell’emergenza. Sono nate così collaborazioni con brand di moda e design, come quella con Uniqlo, brand giapponese che da febbraio ha messo in vendita capi d’abbigliamento con le opere più famose del museo reinterpretate da Peter Saville, graphic designer inglese. Altra collaborazione interessante è stata quella con Netflix che ha reso il Louvre ambientazione principale per la serie “Lupin” uscita quest’inverno sulla piattaforma di streaming. Non sono mancate poi le sfilate di moda durante la fashion week parigina di marzo. Louis Vuitton, da anni finanziatrice del Louvre, ha utilizzato gli ambienti museali per far dialogare le creazioni di Nicholas Ghesquière con sculture greche, romane ed etrusche e creare una narrazione che unisce il mondo classico a quello contemporaneo, essendo la sfilata interamente svolta in digitale.