{"id":783,"date":"2020-07-07T16:55:13","date_gmt":"2020-07-07T14:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=783"},"modified":"2026-07-13T21:25:41","modified_gmt":"2026-07-13T19:25:41","slug":"carol-rama-dipingere-per-guarirsi-lartista-la-donna-e-la-ricetta-per-unautotrasformazione-che-puo-essere-chiamata-guarigione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/carol-rama-dipingere-per-guarirsi-lartista-la-donna-e-la-ricetta-per-unautotrasformazione-che-puo-essere-chiamata-guarigione\/","title":{"rendered":"Carol Rama, dipingere per guarirsi.  L\u2019artista, la donna e la ricetta per un\u2019autotrasformazione che pu\u00f2 essere chiamata \u201cguarigione\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Matilde Puleo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"350\" height=\"493\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/portrait_carol-rama.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-784\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/portrait_carol-rama.jpeg 350w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/portrait_carol-rama-213x300.jpeg 213w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption>Portrait of Carol Rama<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Nella critica d\u2019arte si parla molto della funzione metalinguistica, secondo la quale la lingua ha in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di commentare o di chiarire s\u00e9 stessa. Un\u2019opera d\u2019arte figurativa svolge la stessa funzione perch\u00e9 crea il suo specifico metodo di lettura. Dunque gesto, luci, colori e composizioni diventano elementi da trattare come strutture fondanti di una lingua particolare, creata dall\u2019artista. Una lingua da conoscere non solo con gli occhi perch\u00e9 la sua grammatica non si riferisce esclusivamente alla mente logica. Al contrario, un\u2019opera d\u2019arte visiva permette all\u2019artista di comunicare su molti piani, sia a s\u00e9 stesso che all\u2019osservatore. La questione del linguaggio quindi \u00e8 cos\u00ec stratificata, affascinante e complessa da stimolare la nostra curiosit\u00e0 verso le relazioni e i significati che possono sorgere ad un\u2019artista visiva che dice perch\u00e9 dipinge. Ed \u00e8 l\u2019unione dei due linguaggi (quello visivo e quello verbale) e la capacit\u00e0 di aderire a ci\u00f2 che poi si trover\u00e0 nei suoi lavori a rendere interessante una frase che non \u00e8 da lasciare l\u00ec come semplice citazione. La frase \u00e8 quella detta da Carol Rama \u201cio dipingo per guarirmi\u201d alla quale vorrei assegnare un peso importante. Quello stesso peso che fa dichiarare alla semiotica artistica che \u00e8 innegabile l\u2019aiuto fornito dal linguaggio per interpretare un\u2019opera figurativa e che rende possibile chiedere alle parole e alle opere di un\u2019artista quale sia la malattia e soprattutto quale la ricetta messa a punto nel corso di una vita.\u00a0 Ed \u00e8 infatti la vita privata dell\u2019artista a risponderci. \u00c8 dalla sfera riservata e familiare che veniamo a sapere che la malattia \u00e8 la rottura dell\u2019equilibrio tra il volere personale e la norma stabilita. Che i suoi sintomi sono il morso allo stomaco e l\u2019inquietudine, il senso di inadeguatezza verso i dettami delle convenzioni sociali e l\u2019orrore della condizione femminile verso le capacit\u00e0 distruttive dell\u2019uomo. Della cura invece, della guarigione ne parla l\u2019arte.\u00a0 Quella dimensione creativa che le impone di considerare il dolore come fonte di conoscenza, in modo da avere una risorsa liberatoria che ristabilisce la salute mentale ed emotiva. Quell\u2019attivit\u00e0 che concepisce una superficie bidimensionale come luogo per appoggiarci il dolore e vederlo come capitale attivo da mettere in gioco senza veli. Carol Rama scopre cos\u00ec che il suo dolore \u00e8 il riflesso del mondo interiore ma anche messaggio auto educativo. Un messaggio detto in una lingua interiore che si fa balsamo da mettere sulla ferita.\u00a0 Carol Rama cerca e conosce piano piano questo linguaggio. Sa che \u00e8 necessaria la curiosit\u00e0 e che il compito \u00e8 quello di dipingere lucidamente ci\u00f2 che vede e sente in modo da costruire la ricetta per l\u2019autotrasformazione che lei chiama <em>guarigione<\/em>. Guarire dall\u2019oppressione del potente e dalle relazioni affettive trasformate in giochi di supremazia per\u00f2, pretende un processo lungo fatto di parole e di significati da assegnare a ci\u00f2 che si fa. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"739\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Appassionata-1940-acquerello-e-matita-su-carta-Fondazione-Guido-ed-Ettore-De-Fornaris-739x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-785\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Appassionata-1940-acquerello-e-matita-su-carta-Fondazione-Guido-ed-Ettore-De-Fornaris.jpg 739w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Appassionata-1940-acquerello-e-matita-su-carta-Fondazione-Guido-ed-Ettore-De-Fornaris-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Appassionata-1940-acquerello-e-matita-su-carta-Fondazione-Guido-ed-Ettore-De-Fornaris-693x960.jpg 693w\" sizes=\"(max-width: 739px) 100vw, 739px\" \/><figcaption>Carol Rama, <em>Appassionata<\/em>, 1940, acquerello e matita su carta, Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Carol Rama ha un pennello da adoperare come riparo e arma. In sette decenni d\u2019attivit\u00e0 questa ricercatrice inventa un abecedario visivo atto a raccontare il corpo femminile e la sua sessualit\u00e0 sia in et\u00e0 consone che nella scandalosa vecchiaia. La sessualit\u00e0 di corpi sani e malati che bramano e si confrontano col dover fare. In questo nuovo lessico, il corpo femminile presenta varianti mutilate e minacciose, violente ma anche cariche di desiderio, e ci\u00f2 che si vede \u00e8 sempre attivo e vitale. La tavolozza espressionista ha il solo compito di puntellare l\u2019intensit\u00e0 coloristica di quelle vulve e di quelle lingue sicuramente sovversive.\u00a0 Immagini ribelli che guardate oggi testimoniano ancora una resistenza attiva alle forze che vorrebbero dominarle e alle istituzioni che vorrebbero soggiogarle. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"641\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Dorina-1945-acquerello-su-carta-Collezione-La-Gaia-Busca-Italia-641x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-786\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Dorina-1945-acquerello-su-carta-Collezione-La-Gaia-Busca-Italia.jpg 641w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Dorina-1945-acquerello-su-carta-Collezione-La-Gaia-Busca-Italia-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Carol-Rama-Dorina-1945-acquerello-su-carta-Collezione-La-Gaia-Busca-Italia-601x960.jpg 601w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><figcaption>Carol Rama, <em>Dorina<\/em>, 1945, acquerello su carta, Collezione La Gaia, Busca, Italia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Carol Rama non studiava la semplice variazione di un tema pittorico; non le premeva il mercato e chiaramente la disattenzione era reciproca. Perfino gli storici dell\u2019arte si accorgono molto tempo dopo di lei eppure, l\u2019artista \u00e8 stata interprete di uno specifico momento storico e artistico pur non avendo mai fatto parte di alcun raggruppamento, n\u00e9 nella sua citt\u00e0 Torino n\u00e9 altrove. Con lei come dicevo la questione sta nel linguaggio e nel significato da assegnare alle parole che sarebbero diventate norme di vita, come libert\u00e0\/necessit\u00e0. Parole che le permettono di attraversare periodi e movimenti artistici con la libert\u00e0 \u2013 appunto &#8211; di chi saggia il cuore per constatare lo stato di salute. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/appassionata-I-1998-acquaforte-su-zinco.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-787\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/appassionata-I-1998-acquaforte-su-zinco.jpg 600w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/appassionata-I-1998-acquaforte-su-zinco-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption>Carol Rama, <em>Appassionata I<\/em>, 1998, acquaforte su zinco.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> L\u2019attenzione al quotidiano le apre ovviamente infinite possibilit\u00e0 espressive.\u00a0 La volont\u00e0 di interrogarsi la avvicina nel 1944 alla carnalit\u00e0 dell\u2019Informale pi\u00f9 materico.\u00a0 Evidentemente era questo il solo modo di trattare l\u2019autobiografia di una donna autentica che protesta, soffre e osserva la vita di una madre chiusa in ospedale psichiatrico e di un padre suicida. Poi, l\u2019avvenuta catarsi e il bisogno di pulizia e rigore. Quelle che trova nell\u2019ortodosso astrattismo del MAC. Dimensione spirituale alla quale non rimane affezionata nonostante la portasse a sperimentare una fervida attivit\u00e0 espositiva. Lei non si ferma. \u00a0La stima e l\u2019amicizia di Felice Casorati e di Italo Calvino non la fermano, cos\u00ec come non la ferma la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia. L\u2019arte come sempre si fonde alla vita e quel destino che le riserva drammi reclama qualcosa di diverso dal rigore. Evidentemente il formalismo ora la limita e le impedisce di gestire i furori che la animano. Arriva cos\u00ec ai cosiddetti <em>bricolage<\/em> degli anni &#8217;60, dove a cinquant\u2019anni l\u2019artista impara a dosare le sue forze, senza nulla togliere all&#8217;espressivit\u00e0. Informale, espressionismo astratto e neo-dadaismo convergono in un linguaggio unico che ruota intorno al bisogno di aderire a s\u00e9 stessa. Solo in questa chiave metanarrativa \u00e8 possibile comprendere come ogni passaggio stilistico segua l&#8217;altro con la consequenzialit\u00e0 della vita vissuta. Da questa auto-osservazione, ogni opera diventa testimone e traduce il cambiamento artistico in una partitura nella quale il pennello \u00e8 chiamato a scrivere il cambiamento di s\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/48079-Carolo_Rama_-_Gotica_2005.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-788\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/48079-Carolo_Rama_-_Gotica_2005.jpg 600w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/48079-Carolo_Rama_-_Gotica_2005-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption>Carol Rama, <em>Gotica<\/em>, 2005.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Questa perenne domanda a proposito delle azioni che pu\u00f2 o non pu\u00f2 fare e delle aspettative che il mondo ha sulla sua persona le dimostra come le inquietudini non vengano mai sopite. Negli anni &#8217;70 l&#8217;artista nata nel \u201818 raggiunge un\u2019astrazione concettuale, che racconta la distensione e la capacit\u00e0 meditativa dell\u2019intellettuale. \u00c8 qui che si collocano le camere d&#8217;aria di bicicletta stirate, lisce e in tensione. Metafora di organi sessuali appesi a ganci metallici, le gomme non sono mai trattate come semplice oggetto di rifiuto, ma come materie simili alla pelle umana prodotte in serie, frutto di un processo costruttivo terribilmente freddo e artificiale. Ancora corpi dunque che nel decennio successivo recuperano l\u2019esigenza verso la figurazione e la portano di nuovo verso la pittura. Lasciando aperto il varco della memoria, compaiono corporature senza mediazioni, masse esibite nelle stesse nudit\u00e0 degli anni \u201840 con vagine esposte, angeli e geometrie disegnate su carte preesistenti, a narrare ancora una volta la stratificazione di una vita in continuo divenire.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-passione-secondo-Carol-Rama-exhibition-view-at-GAM-Torino-2016-photo-Giorgio-Perottino-10-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-789\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-passione-secondo-Carol-Rama-exhibition-view-at-GAM-Torino-2016-photo-Giorgio-Perottino-10.jpg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-passione-secondo-Carol-Rama-exhibition-view-at-GAM-Torino-2016-photo-Giorgio-Perottino-10-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/La-passione-secondo-Carol-Rama-exhibition-view-at-GAM-Torino-2016-photo-Giorgio-Perottino-10-768x511.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>La passione secondo Carol Rama<\/em>, exhibition view at GAM Torino, 2016, photo Giorgio Perottino.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nEsattamente come quelle che appartenevano alla serie intitolata\nAppassionata, anche queste ritraggono paure, metamorfosi, bambole e manichini\nsu letti di contenzione o su sedie a rotelle, con cappelli eleganti o fiori sui\ncapelli, come segni erotici e trasgressivi. La stessa carica erotica che le\nvedevi nel 1980 quando Lea Vergine la coinvolse nel suo recupero della\ndimensione femminile dell\u2019arte d\u2019avanguardia e poi nel \u201993 nella sua sala\npersonale alla Biennale, quando parlando di s\u00e9 la vedevi fermarsi un attimo,\nlasciandoti il tempo per ammirare la fronte incorniciata dalla lunga treccia di\ncapelli dorati, segno evidente del fatto che fosse finalmente <em>guarita<\/em>. Rifiorita\ne curata da un realismo porno brut da dove esplorare l\u2019ignoto. Rimedio efficace\nche le ordinava il coraggio di dire di s\u00e9 fino in fondo. Perch\u00e9 \u00e8 da qui che la\ndisfatta viene sorretta.\n\n\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matilde Puleo Nella critica d\u2019arte si parla molto della funzione metalinguistica, secondo la quale la lingua ha in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di commentare o di chiarire s\u00e9 stessa. 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