{"id":550,"date":"2020-04-25T13:32:21","date_gmt":"2020-04-25T11:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=550"},"modified":"2026-07-13T21:25:41","modified_gmt":"2026-07-13T19:25:41","slug":"25-aprile-2020-litalia-e-un-paese-strano-se-non-ora-quando","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/25-aprile-2020-litalia-e-un-paese-strano-se-non-ora-quando\/","title":{"rendered":"25 APRILE 2020 &#8211; \u201cL\u2019ITALIA \u00c8 UN PAESE STRANO\u201d, SE NON ORA, QUANDO?"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Eirene Campagna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"248\" height=\"372\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-13.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-551\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-13.jpg 248w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-13-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Chaim,\nuno degli ultimi personaggi che incontriamo in <em>Se non ora, quando?<\/em> aveva combattuto per la liberazione d\u2019Italia. Quando\na Milano incontra la Brigata Ebraica partigiana di Gedale, in viaggio da molto\ntempo, Chaim afferma: <strong>\u00abL\u2019Italia \u00e8 un\npaese strano. Ci vuole molto tempo per capire gli italiani, e neanche noi, che\nabbiamo risalito tutta l\u2019Italia da Brindisi alle Alpi, non siamo ancora\nriusciti a capirli bene; ma una cosa \u00e8 certa, in Italia gli stranieri non sono\nnemici. Si direbbe che gli italiani siano pi\u00f9 nemici di s\u00e9 stessi che degli\nstranieri: \u00e8 curioso ma \u00e8 cos\u00ec\u00bb <\/strong>(Primo\nLevi, <em>Se non ora, quando?, <\/em>Torino\n1982, p. 304).<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In Italia, la caduta del fascismo e le successive divisioni fra gli orientamenti politici, hanno portato qualcuno a credere che l\u20198 settembre 1943 sia stata la morte dell\u2019identit\u00e0 nazionale, altri hanno ritenuto che si trattasse di un nuovo inizio. In ogni caso, si sottovaluta la fragilit\u00e0 del terreno sui cui i partigiani muovono i primi passi: la Resistenza italiana resta un\u2019azione realizzata da una minoranza.  Chaim prosegue, nel corso delle pagine, a parlare degli italiani in questo modo: \u00abForse questo viene dal fatto che agli italiani non piacciono le leggi, e siccome le leggi di Mussolini, e anche la sua politica e la sua propaganda, condannavano gli stranieri, proprio per questo, gli italiani li hanno aiutati. [\u2026] Ma a questo punto vi devo dire la cosa pi\u00f9 strana di tutte: gli italiani si sono mostrati amichevoli con tutti gli stranieri\u00bb. (Ibidem) <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"546\" height=\"410\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-13.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-552\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-13.jpg 546w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-13-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><figcaption>Ex-Campo di concentramento di Fossoli, <em>resti delle baracche<\/em>, \u00a9 Eirene Campagna, 2020, Fossoli<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><strong>Parte della storia italiana legata alla Resistenza la si ritrova raccontata, direttamente e indirettamente, nell\u2019ex Campo di Fossoli e nel Museo Monumento al Deportato politico e razziale di Carpi, cos\u00ec come in questi luoghi \u00e8 possibile rintracciare quell\u2019atteggiamento \u201camichevole degli italiani verso gli stranieri\u201d<\/strong>. Nel dicembre del 1955, a conclusione delle celebrazioni per il decennale della liberazione, si tenne a Carpi la <em>Celebrazione della Resistenza nei campi di concentramento nazisti, <\/em>una celebrazione che segna una svolta in Italia sul concetto di deportazione e soprattutto mette in una nuova luce il campo di Fossoli. Ancora, in quell\u2019occasione venne allestita per la prima volta la <em>Mostra nazionale dei lager nazisti<\/em> che finalmente far\u00e0 alzare il velo sul fenomeno della deportazione in Italia e ad individuare in Fossoli uno dei principali luoghi di memoria italiani: non solo un campo di concentramento, ma luogo di memoria nazionale.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"553\" height=\"415\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-553\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-10.jpg 553w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-10-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><figcaption>Museo al Deportato di Carpi,<em> particolare<\/em>, \u00a9 Eirene Campagna, 2020, Carpi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il campo presenta una storia\nunica e composita, costruito durante la Seconda Guerra Mondiale, nel corso del\ntempo \u00e8 utilizzato con diversi scopi. Inizialmente \u00e8 adibito a campo di\nprigionia, dopo l\u20198 settembre 1943 l\u2019esercito tedesco occupa il campo, alla\nfine di settembre il trasferimento forzato dei prigionieri si concluse e le\nbaracche vengono lasciate in uno stato di abbandono. Nel dicembre dello stesso\nanno la Repubblica sociale italiana apre a Fossoli il <em>Campo di concentramento speciale per ebrei: <\/em>il campo assolver\u00e0 a\nquesta funzione per nove mesi, fino all\u2019agosto 1944, nel corso dei quali\ndiviene un punto cruciale dell\u2019azione repressiva contro qualsiasi forma di\nopposizione e resistenza, soprattutto, diventa il luogo di partenza di miglia\ndi persone per i campi di sterminio della Germania nazista. Nel 1944 le SS\nassumono il controllo del campo, questo contemporaneamente \u00e8 diventato luogo di\nprigionia anche per gli internati politici. I convogli ferroviari che partono\nda Fossoli sono diretti ad Auschwitz, Mauthausen, Bergen Belsen, Ravensbr\u00fcck,\nBuchenwald e Flossenb\u00fcrg. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Al momento della liberazione\nil campo \u00e8 in stato di abbandono da mesi, le baracche sono state danneggiate\nsia dalle operazioni belliche che dall\u2019incuria. Una parte del campo, denominata\n<em>Campo Vecchio<\/em>, perch\u00e9 la prima ad\nessere costruita, sar\u00e0 messa a disposizione dal sindaco Bruno Losi fin dal 1946\nper cercare di far fronte ad un nuovo problema: la disoccupazione e la mancanza\ndi sostentamento che la popolazione si trova ad affrontare in quegli anni. Il\nCampo Vecchio sar\u00e0 cos\u00ec definitivamente smantellato, mentre nel 1946 il <em>Campo Nuovo<\/em> \u00e8 ripristinato come prigione\nper rinchiudere fascisti, criminali, persone ritenute pericolose, poi diventer\u00e0\nun <em>Centro di raccolta per gli stranieri\nindesiderabili<\/em>, ultimo capitolo della vicenda bellica di Fossoli. Nel 1947\nil sacerdote Zeno Saltini d\u00e0 vita ad un centro di accoglienza per orfani a cui\nd\u00e0 il nome di Nomadelfia, che rester\u00e0 a Fossoli fino al 1952, quando la\ncomunit\u00e0 \u00e8 costretta a lasciare Fossoli e a trasferirsi sulle colline del\ngrossetano. Due anni dopo a Fossoli, ora chiamato Villaggio San Marco, venne\ndata ospitalit\u00e0 a 150 famiglie istriane in esilio, che successivamente si trasferirono\na Carpi. Solo nel 1984 il Comune di Carpi, dopo un decennio di trattative\navviate dopo l\u2019apertura del Museo Monumento, riusc\u00ec ad ottenere dallo Stato la\npropriet\u00e0 dell\u2019area. Fossoli si prepara a diventare, da questo momento in poi,\nun luogo di Memoria Nazionale, rivestendo una funzione sia pratica che\nsimbolica.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><strong><em>Una nota personale<\/em><\/strong><strong>: <\/strong> Il campo di Fossoli e il Museo al Deportato di Carpi sono stati oggetto della mia ultima trasferta di ricerca, il <strong>21 febbraio 2020<\/strong>: intorno alle 7 del mattino, mi incamminavo nella nebbia milanese per raggiungere Carpi. L\u00ec, una persona si era offerta per farmi da guida e per accompagnarmi nel vicino campo di Fossoli, viene a prendermi alla stazione di Carpi, da cui inizia la mia visita. Il museo di Carpi mi stupisce particolarmente per l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019esposizione, realizzata negli anni Settanta dal gruppo BBPR, mantiene intatto il suo messaggio: mantiene vivi quei condannati a morte, che, prigionieri, sono morti per la libert\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"571\" height=\"413\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-554\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-7.jpg 571w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-7-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 571px) 100vw, 571px\" \/><figcaption>Museo al Deportato di Carpi, <em>particolare<\/em>, \u00a9 Eirene Campagna, 2020, Carpi<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il mio viaggio di ritorno mi\nmetteva, per la prima volta, faccia a faccia con il virus, il Covid-19: a causa\ndi un tragico incidente sulla linea ferroviaria Milano-Bologna, il treno oltre\nad impiegare tantissime ore per riportami a Milano, si ferma a Codogno per un\ncambio. Ecco, quella sarebbe stata la prima volta che percepivo la presenza di\nquella che, nel corso delle settimane, si sarebbe rivelata una pandemia, che\noggi ci tiene fermi nelle nostre case, ma che non impedisce ad ognuno di noi di\ntentare di aiutare, con piccoli o grandi gesti solidali, gli altri. La\npandemia, oltre ad essere una grande problematica legata alla salute fisica\ndelle persone, ha cominciato, un po\u2019 alla volta, a cambiare il modo di vivere, il\nmodo di relazionarsi gli uni agli altri, sicuramente solo temporaneamente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Qualche giorno dopo lasciavo\nMilano, pensando che la settimana successiva sarei potuta tornare, quindi non\nho selezionato i libri da prendere e quelli da lasciare, non ho pensato alla quantit\u00e0\ndi libri presi in prestito nelle biblioteche i giorni precedenti; sono tornata\na Salerno sicura che in pochi giorni tutto sarebbe tornato alla normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">I primi giorni di marzo la\nprimavera graziava tutti, e per un campano il richiamo del mare \u00e8 un richiamo quasi\nnaturale, quindi in un\u2019ultima serena passeggiata a Salerno, faccio la mia tappa\nfissa in libreria e acquisto <em>Se non ora,\nquando?<\/em> di Primo Levi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nell\u2019aprile del 1982 viene\npubblicato <em>Se non ora, quando? <\/em>nell\u2019aprile\n2020 la mia lettura termina. Primo Levi aveva pubblicato il libro ottenendo\nimmediato successo, e per la prima volta il chimico torinese si prefissava di\nnon scrivere una storia vera, bens\u00ec di ricostruire l\u2019itinerario \u00abplausibile ma\nimmaginario\u00bb di una banda partigiana ebraica, che ha combattuto contro i\ntedeschi, quasi sempre in condizioni disperate. I personaggi, quindi, sono\ntutti immaginari, ma la fonte \u00e8 reale: un amico di Milano che, nell\u2019estate del\n1945, aveva prestato la sua opera nell\u2019ufficio di assistenza, dove la banda\ngiunge nell\u2019ultimo capitolo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il racconto di Levi si ferma\na Milano, e la sua lettura mi ha aiutato soprattutto a comprendere che la mia\nnon \u00e8 una vera e propria resistenza, che in questo momento storico non si sta\ncombattendo una guerra, ma si sta affrontando una situazione sicuramente\ninedita e drammatica, che mette alla prova la nostra capacit\u00e0 di adattarci ad\nuno scenario di vita diverso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In queste settimane sono\nstate sempre di pi\u00f9 le iniziative virtuali-culturali, che hanno tentato,\nriuscendoci, di rendere meno dura la permanenza forzata in casa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Per il 25 aprile le\niniziative sono gi\u00e0 in corso, tra le tante, ascolto mentre scrivo l\u2019evento web <em>\u201cI luoghi della memoria: un patrimonio della\nDemocrazia\u201d. Incontro in videoconferenza in occasione del 75\u00b0 Anniversario\ndella Liberazione<\/em>, oggi pi\u00f9 che mai, \u00e8 importante ricordare, sapere da\nquale storia veniamo, senza banalizzarla n\u00e9 inficiarla, ma cercando di incidere\nsul&nbsp; sapere storico per produrre conoscenza\nreale e coscienza civica. \n\nConcludo riflettendo su come\nil flusso continuo della memoria non si fermi mai: ovunque sui social i diversi\nmusei e memoriali dedicati alla Shoah o alla memoria italiana della\nDeportazione e Resistenza, fanno sentire la loro presenza, ci sono, restano\nchiusi ma ricordano, alcuni predispongono dei tour virtuali, altre associazioni\ne organizzazioni sono pronte per la giornata di commemorazione per il 25\naprile, per celebrare, anche quest\u2019anno, a denti stretti, la Liberazione\nitaliana.\n\n\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eirene Campagna Chaim, uno degli ultimi personaggi che incontriamo in Se non ora, quando? aveva combattuto per la liberazione d\u2019Italia. 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