{"id":541,"date":"2020-04-24T10:45:48","date_gmt":"2020-04-24T08:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=541"},"modified":"2020-04-24T10:45:48","modified_gmt":"2020-04-24T08:45:48","slug":"francofonia-il-valore-dellarte-secondo-sokurov","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/francofonia-il-valore-dellarte-secondo-sokurov\/","title":{"rendered":"FRANCOFONIA: IL \u201cVALORE\u201d DELL\u2019ARTE SECONDO SOKUROV"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Giulia Tonci Russo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> \u201cChi vorrebbe una Francia senza Louvre? O una Russia senza Hermitage? Chi saremmo noi senza musei?[&#8230;] Chi sarei stato se non avessi potuto vedere gli occhi di coloro che vissero prima di me?\u201d Questi interrogativi aprono il film-documentario di Alexander Sokurov <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gp0oFFptUc4\"><em>Francofonia<\/em><\/a> (2015), un riepilogo della storia del Louvre con attenzione particolare al periodo dell\u2019occupazione nazista della Francia e di Parigi, raccontato attraverso il rapporto tra il direttore del museo Jacques Jaujard e l&#8217;ufficiale tedesco e conte Franziskus Wolff-Metternich. La narrazione tuttavia non si limita ai casi e ai soggetti specifici ma allude, non troppo velatamente, ad una ricerca di potenza esistenzialista: qual \u00e8 il rapporto dell&#8217;uomo con l\u2019arte? Perch\u00e9 esiste l\u2019arte? Perch\u00e9 esistono i musei? <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"481\" height=\"238\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-542\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-12.jpg 481w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-12-300x148.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 481px) 100vw, 481px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Secondo <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7M3kHTwLyn0\">Salvatore Settis<\/a> (in una presentazione al cinema <em>Arsenale<\/em> di Pisa) il film di Sokurov potrebbe essere inserito in una trilogia ideale, \u201cpreterintenzionale\u201d, che si incentra sul ruolo dell\u2019arte nelle comunit\u00e0 umane. Il primo di questa trilogia, il documentario sull\u2019arte paleolitica <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wmMUlNeLApU\"><em>Cave of forgotten dreams<\/em><\/a> (2011) di Werner Herzog, \u00e8 frutto dell\u2019idea che \u201craccogliere immagini dentro un solo luogo \u00e8, per cos\u00ec dire, necessario\u201d, ponendo quindi le basi dell\u2019esistenza stessa del museo. Il secondo passaggio \u00e8 costituito dal film di Frederick Wiseman <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zFBdqfwSeW4\"><em>National Gallery<\/em><\/a> (2014) che racconta la storia della nascita del Museo come istituzione. In questa trilogia immaginaria Sokurov si propone quindi come tesi ultima, la conclusione di un discorso pi\u00f9 ampio. Egli tuttavia non presenta una soluzione ma un quesito, creando un discorso che ricapitola ci\u00f2 che \u00e8 venuto prima e progetta ci\u00f2 che verr\u00e0 poi: qual \u00e8 il destino dell\u2019arte nel futuro? Ed \u00e8 in questa conversazione che il cinema diventa mezzo necessario e fondamentale per ripercorrere il passato: nulla pu\u00f2 mostrare e illustrare pi\u00f9 delle immagini stesse, rendendo palpabile un futuro gi\u00e0 presente, un futuro di cui al momento siamo testimoni. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"480\" height=\"287\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-543\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-12.jpg 480w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-12-300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> In fondo di cosa narra un museo \u201cse non di uomini che soffrono, amano, uccidono, mentono e piangono\u201d? Di cosa parla un museo se non dell\u2019uomo stesso? La memoria dell\u2019arte, sembra suggerire Sokurov, non \u00e8 altro che la memoria stessa e il Louvre, in questo, diventa una sorta di Arca di No\u00e8. Il museo pi\u00f9 visitato al mondo \u00e8, in questo senso, anomalo: non nasce infatti dal proprio territorio circostante ma con l\u2019ambizione di essere il \u201cMuseo Universale\u201d formatosi dalle razzie rivoluzionarie del 1794 e napoleoniche. \u00c9 durante la Rivoluzione Francese che cambia l\u2019ideologia dell\u2019arte: citando Winckelmann, essa diventa \u201cpatria della libert\u00e0\u201d in quanto \u201clibert\u00e0, democrazia e arte sono un tutt\u2019uno\u201d. I rivoluzionari portavano la libert\u00e0, erano essi stessi la democrazia e, quindi, autorizzati a portare tutta l\u2019arte del mondo nell\u2019unico posto dove vigevano questi principi: la Francia, Parigi. Il fantasma della Rivoluzione si aggira ancora nel Louvre di Sokurov, come quello degli zar abita ancora le sale dell\u2019Hermitage dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.dailymotion.com\/video\/x2koa03\"><em>Arca russa<\/em><\/a>(2002): Marianne, la personificazione della Libert\u00e0, vaga per il Palazzo ripetendo il suo mantra \u201cLibert\u00e9, fraternit\u00e9, egalit\u00e9\u201d ancora e ancora, instancabile, imperitura. Accanto a lei un altro fantasma, Napoleone che, in preda a deliri di onnipotenza, grida \u201cLe Louvre c\u2019est moi! Je suis le Louvre!\u201d, affermazioni, alla fine dei conti, non del tutto false. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"455\" height=\"303\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-544\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-9.jpg 455w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-9-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> In un\u2019opera come questa il montaggio \u00e8 essenziale, guidato dalla voce dell\u2019autore, dal suo modo di ragionare e di tenere insieme le fila di un discorso teorico universale, che mescola spazio e tempo in un continuum unico nel suo genere paragonabile al suo protagonista, il Louvre. Al suo interno si mescolano personaggi, storie, passato e presente: un popolo riconoscibile, che appartiene al proprio tempo ma che ne \u00e8 contemporaneamente astratto, reso immutabile ed immortale dall\u2019arte stessa. \u201cSenn\u00f2 perch\u00e9 avrei fatto la guerra? Per questo! Per l\u2019arte! Per l\u2019arte ho fatto la guerra!\u201d continua a gridare Napoleone nelle enormi stanze vuote del museo. Ed \u00e8 per l\u2019arte che Sokurov ha raccontato la storia del Louvre, per ricordarci che c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo della politica e della storia, qualcosa che sfugge a qualsiasi regola ma che viene intrappolato solo dall\u2019arte, che ricorda al suo creatore la propria transitoriet\u00e0 e fragilit\u00e0 e, al contempo, la propria forza, dignit\u00e0, magnificenza e bellezza. La Gioconda, il cuore del Louvre, guarda ironicamente noi, in un continuo e ripetuto affanno, e i fantasmi della nostra storia, Marianne e Napoleone che, incantati, rimangono finalmente muti davanti al fine ultimo delle proprie vite. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"423\" height=\"297\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-545\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-6.jpg 423w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04-6-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giulia Tonci Russo \u201cChi vorrebbe una Francia senza Louvre? O una Russia senza Hermitage? 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