{"id":466,"date":"2020-04-15T10:17:31","date_gmt":"2020-04-15T08:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=466"},"modified":"2020-04-15T10:17:31","modified_gmt":"2020-04-15T08:17:31","slug":"il-museo-che-non-ce-i-tesori-della-storia-in-mostra-allateneo-di-bari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/il-museo-che-non-ce-i-tesori-della-storia-in-mostra-allateneo-di-bari\/","title":{"rendered":"Il museo che non c&#8217;\u00e8: i tesori della storia in mostra all&#8217;Ateneo di Bari"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Laura Petronella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"203\" height=\"201\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-467\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-6.jpg 203w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01-6-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Su Radio 3 a partire dalle ore 22.30 del 15 aprile \u00e8 disponibile il podcast sulla mostra \u201cIl Museo che non c\u2019\u00e8. Arte, collezionismo, gusto antiquario nel Palazzo degli Studi di Bari (1875-1928)\u201d curata da<strong> Luisa Derosa e Andrea Leonardi<\/strong>. Il podcast \u00e8 parte della serie <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/articoli\/2020\/03\/Mostre-impossibili-0ea53f3c-f03a-4b39-bc1a-6134ee41bd36.html\"><em>Mostre Impossibili, Visite guidate ai Musei Italiani<\/em><\/a> di Rai &#8211; Radio 3. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"297\" height=\"298\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-468\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-6.jpg 297w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02-6-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La mostra,\ninaugurata a Bari lo scorso febbraio nel Salone degli Affreschi dell\u2019attuale\nAteneo, in origine sede dell\u2019antico Museo Provinciale, si sofferma sulla\nnascita di un&#8217;istituzione che \u00e8 stata fondamentale per la tutela e la\nvalorizzazione del patrimonio storico e artistico del Meridione. Il Museo\nprovinciale \u00e8 stato sempre un punto di riferimento per lo studio del Medioevo\nche per il collezionismo di et\u00e0 moderna, attirando nel corso degli anni\npersonalit\u00e0 note del territorio italiano come Gustavo Frizzoni, Mario Salmi,\noltre che studiosi di fama internazionale come Martin Wackernagel, Arthur\nHaseloff, Bernard Berenson e Edward Perry Worren. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Attraverso questa \u201cmostra di ricerca\u201d, cos\u00ec definita dal suo curatore Andrea Leonardi, e un originale progetto espositivo che racconta non solo quello che \u00e8 accaduto \u201cdentro\u201d al Museo Provinciale, ma anche quello che \u00e8 avvenuto \u201cintorno\u201d e \u201cfuori\u201d, si \u00e8 invitati a riflettere e a lavorare per tornare a far vivere questa identit\u00e0 perduta di straordinario valore.<br> La mostra, supportata da un&#8217;attivit\u00e0 di ricerca documentaria, ha potuto contare su prestiti concessi da diverse istituzioni come I Tatti &#8211; The Harvard Center for Italian Renaissance Studies, l&#8217;Archivio Centrale dello Stato, la Pinacoteca Metropolitana di Bari Corrado Giaquinto, la Gipsoteca del Castello Svevo di Bari, il Museo Archeologico di Santa Scolastica, il Museo Jatta di Ruvo, l&#8217;Archivio di Stato di Bari e della Citt\u00e0 Metropolitana.  Infine, grazie al Finanziamento della Regione Puglia per il tramite del Fondo Speciale Cultura e Patrimonio Culturale, la mostra ha potuto prendere concretamente forma in collaborazione con il Polo Museale della Puglia. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"321\" height=\"242\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-469\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-4.jpg 321w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03-4-300x226.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><figcaption>Veduta della mostra<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La prima \u201copera\u201d\ndella mostra \u00e8 proprio l\u2019edificio in cui ha trovato posto l\u2019antico Museo Provinciale,\nil Palazzo degli Studi di Bari, frutto di un progetto selezionato da una\npersonalit\u00e0 di raffinata cultura come Emilio De Fabris. Il visitatore ha la fortuna di poter apprezzare\nalcune planimetrie del palazzo che sono illustrative delle sue diverse funzioni\ne disegnate dal vincitore del concorso nazionale per l\u2019Ateneo della citt\u00e0 di\nBari<em>\n<\/em>presieduto\nda De Fabris, Giovanni Castelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Cardine dell\u2019esposizione barese rimane ovviamente il\nracconto dei diversi elementi che hanno contribuito alla costituzione del\n\u2018contenitore\u2019 museale. Accanto alla componente archeologico-antiquaria troviamo\nil Medioevo riscoperto con i cantieri di restauro degli edifici religiosi\npugliesi, splendidamente testimoniato dal \u2018Capitello degli Schiavi\u2019 del Maestro\ndella Cattedra dell\u2019abate Elia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il percorso espositivo prosegue presentando al centro della \u201cgran sala\u201d l\u2019opera\u2018Sant\u2019Antonio da Padova\u2019 (1467) di Antonio Vivarini. Infine, troviamo il capitolo sul contributo del mercato dell\u2019arte che si \u00e8 rivelato essenziale per questo museo di nuova fondazione, narrato attraverso lo \u2018Sposalizio mistico di Santa Caterina\u2019 attribuito al Guercino, ma ritenuto da Roberto Longhi opera del genovese Domenico Fiasella. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"588\" height=\"245\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-470\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05-1.jpg 588w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05-1-300x125.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><figcaption>Veduta dell&#8217;esposizione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Come accennato precedentemente l\u2019esposizione\nracconta non solo quello che \u00e8 accaduto \u201cdentro\u201d al Museo Provinciale, ma anche\nquello che \u00e8 avvenuto \u201cintorno\u201d e \u201cfuori\u201d. Come nel caso di Bernard Berenson il\nquale, giunto in Puglia per la prima volta nel 1897, scopr\u00ec per puro caso il\n\u2018San Felice in Cattedra\u2019 di Lorenzo Lotto. Egli visit\u00f2 inoltre il Museo nel\n1907 e, attratto dal nucleo di opere del Vivarini in esso conservato, rafforz\u00f2\nil suo rapporto con la Puglia durato sino al 1952.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il legame di Bernard Berenson con il territorio pugliese e i diari e gli schizzi di sua moglie hanno portato alla scelta di esporre in mostra il \u2018San Felice in Cattedra\u2019; il disegno di questa rappresentazione, accompagnato dalle considerazioni del celebre <em>connoisseur, <\/em>venne ritrovato tra le pagine del diario della signora Berenson. Per ci\u00f2 che concerne il \u201cfuori-museo\u201d, infine, esso \u00e8 ben rappresentato dalle inedite vicende di un collezionismo ottocentesco capace di dare forma a \u201ccontenitori\u201d che nascono privati, ma che sin dalla loro origine, vengono aperti anche al pubblico con la missione precisa di \u201ceducare al gusto\u201d. \u00c8 quanto accaduto con il \u201cmuseo\u201d della famiglia Jatta nel suo palazzo di Ruvo, oggi in parte sede del Museo Nazionale, da dove \u00e8 giunto per l\u2019occasione un preziosissimo <em>rhyton<\/em> in forma di sfinge. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <br> Sempre in questa sezione, si racconta ci\u00f2 che di eccezionale avvenne subito dopo il 1928, ovvero l\u2019impegno di Federico Hermanin, tedesco nato a Bari e direttore di Palazzo Venezia durante il ventennio, che invier\u00e0 nel capoluogo pugliese quadri dalle Gallerie Corsini e Barberini di Roma \u2013 tra cui il Luca Giordano in mostra \u2013 per inserirli tra i tesori conservati dell\u2019antico Museo Provinciale \u2013 il Museo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u2013 dando cos\u00ec vita a una nuova e autonoma Pinacoteca. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"259\" height=\"310\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-471\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06-1.jpg 259w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06-1-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><figcaption>Veduta dell&#8217;allestimento<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La notizia che\nannunciava il <em>lockdown<\/em> il 9 marzo\n2020 ci ha negato la possibilit\u00e0 di uscire, vivere la nostra quotidianit\u00e0,\ncoltivare i nostri hobby lasciandoci vuoti e, come noi, vuote sono rimaste le\nsale del museo. I<a href=\"https:\/\/www.canalearte.tv\/video\/reportage\/mostre\/li-museo-che-non-ce-piu-una-mostra-per-ricordare-il-museo-provinciale-di-bari\/\"> ripiani <\/a>del\nSalone degli Affreschi sono l\u00ec, imbarcati, a ricordarci del peso dei vasi e\ndelle suppellettili che incantarono Ungaretti e che ora non ci sono pi\u00f9.\nRiflettiamo e lavoriamo su come tornare a far vivere questa identit\u00e0 perduta di\nstraordinario valore. \n\nLa difficile situazione sanitaria tuttavia non ha\nfermato la volont\u00e0 di divulgare l\u2019intenzione primaria degli organizzatori di\nridare vita al significato storico del museo: essa \u00e8 stata invece occasione per rendere la mostra pi\u00f9\ninterattiva grazie alla pubblicazione di video-appuntamenti sulla pagina\nFacebook <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/unibartemoderna\/?__tn__=kC-R&amp;eid=ARCv-o1TarD2pLrCxhl7t-D8h6qlBgRJRzq32h8NORlE-WCN6R1IelOpt0DQMDsedu9UnuTxB2m7MR5E&amp;hc_ref=ARQyCxdtSWKw8zlPR6x6RE4lTXz2VBcZOo88sdIs8Dwe18Zn2SYtzhl5bag1a4f4ZnY&amp;ref=nf_target&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARCwgt-vcMKrI8BghTuGC6nLVFWJRyDRbnBqPhf3BUW_k6UFDPnQMmIP7xn9UGrhAj2d2hOalw8oofflywthl0sSPzRRaFnLOCQVomzT7R97H6Miy3ULfknsqK74QhMcPhqvgLEDz9X86GlQggigh5Zju_CktPx5FFafpethH_Lbl74FTV5gxpXAUeZ37D0ytbGq1sYNSKUxuPAbY3YOsHrvzmV3HXHtdGVUYeQVbIMc7M0ia-XRloAseDq5XnTdh4yTwA5GpA8bSd99A1nFFW-AizdlOl8KDLklILW0rwcXHMhd0qQSttOM9sHfbIhNgk6SXBh2G4JuhcBfr1uHos6VK7TV37zmn-1qgRHkZ7C1H3cIl8hTkGCHjsWvs8OXUTu-zEpzWgBXTsI8d225QeBTqj83PkV-aVZM1MnCwkDXuR4Z7MQVK_HIqEeqdHzIjqsSon6nPvXv5l73KKurL1AMa1A2jZFUuaWGssMJw32g6qeihMqxqtcb5hIdbxsNVsfXuDwIKr7jUKyVXahal90LUQInnVEN4gRVRqq7GXBN0PrsG6zyoAguMyh2g6wXpWUnf1DdzF7zSRwq6E7rzU7OeEr1Udf73gW-XyVkug7XH0b3qMXGJIOTggZk1ZAV9WkWbQAAefLFuyABNc2-O-PzpxSnLkvy0lQd4XOJau0xKufV5wgo0rhsrbpE8JbMfa9SonguvTz3ovkVGuID0TUAxudBum-Q-kd3Vz6uwjBOBAiSkY6vK9tNy6VtQm25Sbf-N5Dk5Bl0\">Storia dell&#8217;Arte Moderna &#8211; Universit\u00e0 degli Studi di\nBari &#8216;Aldo Moro&#8217;<\/a>.\n\n\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Laura Petronella Su Radio 3 a partire dalle ore 22.30 del 15 aprile \u00e8 disponibile il podcast sulla mostra \u201cIl Museo che non c\u2019\u00e8. 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