{"id":344,"date":"2020-04-02T17:37:32","date_gmt":"2020-04-02T15:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=344"},"modified":"2020-04-02T17:37:32","modified_gmt":"2020-04-02T15:37:32","slug":"norme-redazionali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/norme-redazionali\/","title":{"rendered":"norme redazionali"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Testi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I testi vanno digitati utilizzando il tondo\nnormale, introducendo il corsivo solamente dove necessario (titolo di opera\nd\u2019arte, titolo di libro, titolo di un capitolo, titolo di poesia, titolo di\nmostra, titolo di film, parola in lingua straniera&#8230;). Dopo il corsivo la\npunteggiatura va in tondo. Non introdurre il neretto, n\u00e9 il MAIUSCOLO, n\u00e9 il\nmaiuscoletto, n\u00e9 tabulazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immagini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualora le immagini a corredo di saggi e schede\nsiano fornite dall\u2019autore, \u00e8 necessario che esse siano in formato jpg o tiff,\ndi qualit\u00e0 e dimensione sufficienti per la stampa, caratteristiche che saranno\nvalutate dal reparto di prestampa insieme al grafico impaginatore. Per immagini\nfornite in formato elettronico o digitale, considerando la dimensione a cui\nsaranno riprodotte, \u00e8 necessaria una risoluzione minima di 300 dpi con\nlarghezza minima di 20 cm.<\/p>\n\n\n\n<p>Eventuali tabelle devono essere fornite in Word,\nmentre eventuali grafici vanno presentati in un file a parte in Word, Excel o\npdf, con risoluzione di 300 dpi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Caratterizzazione del testo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Brani citati<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I brani di altri autori riportati testualmente\nvanno posti in tondo, fra virgolette caporali \u00ab \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre puntini tra parentesi quadre [\u2026] si usano\nper indicare parole omesse all\u2019interno della citazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le aggiunte che l\u2019autore apporta alla\ncitazione vanno in tondo tra parentesi quadre [ ]. Nel caso di citazione nella\ncitazione, va usato un diverso tipo di virgolette: \u00ab\u2026 \u201c\u2026\u201d \u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nota che chiude la prima citazione presente\nin ciascun contributo, l\u2019autore dovr\u00e0 dare conto dei criteri seguiti nella\ntrascrizione dei documenti, indicando, ad esempio, se le maiuscole e minuscole,\nla punteggiatura, gli accenti e le forme grafiche desuete presenti nel testo\noriginale sono stati rispettati o se si \u00e8 preferito modernizzarli.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Parole straniere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se le parole di lingua diversa dall\u2019italiano sono\ninserite nel discorso, e non sono quindi citazioni testuali, vanno in corsivo.\nQualora i termini non italiani siano entrati nell\u2019uso, questi saranno scritti\nnon in corsivo e resteranno invariati al plurale. Se invece si tratta di\ncitazioni testuali, vanno in tondo, fra virgolette caporali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Punteggiatura, accenti e uso delle maiuscole<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I segni di interpunzione dovranno seguire le\nparentesi, le virgolette e i numeri di nota.<\/p>\n\n\n\n<p>Si richiama l\u2019attenzione sull\u2019uso corretto degli\naccenti acuto e grave.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvo i casi in cui si tratti di nome proprio,\nl\u2019uso delle maiuscole nella lingua italiana \u00e8 convenzionale e nessuno dei vari\nsistemi comunemente praticati pu\u00f2 essere considerato del tutto soddisfacente.\nDi massima si seguiranno i seguenti criteri:<\/p>\n\n\n\n<p>a. Vanno in minuscolo i nomi di cariche e\nqualifiche; non si usano maiuscole di rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>b. Vanno in minuscolo gli aggettivi sostantivati\nche indicano gli abitanti di un territorio o Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>c. Vanno in maiuscolo gli aggettivi sostantivati\nche indicano un\u2019area geografica.<\/p>\n\n\n\n<p>d. Per termini che indicano epoche o periodi\nstorici si usa il maiuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>e. Gli anni sono sempre in minuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>f. Le parole Stato e Chiesa vanno in maiuscolo\nsolo quando indicano istituzionalmente l\u2019ente.<\/p>\n\n\n\n<p>g. Il nome comune che indica genericamente\ncircoscrizioni territoriali va in minuscolo, mentre va in maiuscolo se indica\nuna specifica istituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>h. Nel caso di nomi di uffici, organi ed enti si\nlascia libero ciascun autore di utilizzare le maiuscole e minuscole come crede;\nogni scelta deve ovviamente essere rispettata all\u2019interno di ogni saggio.<\/p>\n\n\n\n<p>i. Le parole santo, santi, santa, sante, san,\nsantissimo, santissima non vanno in maiuscolo. Il maiuscolo si usa solo nei\nseguenti casi: se si tratta di denominazione geografica, di denominazione di\nchiese o se si tratta di denominazione usata per antonomasia, non seguito da\nnome proprio: la basilica del Santo (per indicare, ad esempio, la basilica di\nSant\u2019Antonio di Padova).<\/p>\n\n\n\n<p>l. I nomi di palazzi, ville, cappelle, vie,\npiazze vanno in minuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>m. I nomi di musei, gallerie, fondazioni\u2026 seguono\nle maiuscole o minuscole della denominazione originale. Le semplici parole\nmuseo, galleria, fondazione\u2026 nel discorso saranno per\u00f2 in minuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>n. Per indicare sinodi, concili\u2026 si utilizzer\u00e0 la\nmaiuscola nel caso se ne indichi uno in particolare e la minuscola se le parole\nsinodo, concilio\u2026 sono utilizzate nel discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>o. Nei nomi geografici il nome comune sar\u00e0\nminuscolo, il nome proprio con iniziale maiuscola. <\/p>\n\n\n\n<p>p. I punti cardinali hanno la maiuscola se\nindicano un\u2019area geografica, hanno invece la minuscola se indicano la\ndirezione: a sud di Firenze, si diresse verso nord.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Uso dei numeri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I numeri si danno sempre in cifre quando si\ntratta di date, dati statistici, quantit\u00e0 precedute dalle rispettive misure.\nPer l\u2019uso discorsivo dei numeri nel testo si preferisce di massima la\ndenominazione in lettere: si scriver\u00e0 ventitr\u00e9, trentatr\u00e9\u2026 con accento acuto. Le\ndate doppie sono scritte per esteso e separate da un trattino breve. Le unit\u00e0\ndi misura saranno abbreviate quando si tratta di dati tecnici ed estese\nall\u2019interno del discorso. In caso di abbreviazione, non saranno mai seguite dal\npunto fermo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Uso della \u201cd\u201d eufonica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cd\u201d eufonica sar\u00e0 utilizzata quando la\npreposizione \u201ca\u201d e la congiunzione \u201ce\u201d sono seguite da una parola che inizia\ncon la stessa vocale. Fa eccezione \u201cad esempio\u201d, che mantiene la d. Si eviter\u00e0\nsempre l\u2019uso di \u201cod\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Uso dei trattini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il trattino medio sar\u00e0 utilizzato solo per gli\nincisi e negli elenchi; il trattino breve divide parole o numeri senza l\u2019uso di\nspazi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si eviter\u00e0 di utilizzare il trattino nei casi di\nparole composte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riferimento ai nomi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo il nome proprio seguito dal cognome va\nsempre indicato per esteso, mai con la sola iniziale puntata; se l\u2019autore non\nconosce il nome proprio, indicher\u00e0 solo il cognome. Se nel discorso si fa\nriferimento a persone indicandole solo con il cognome, si proceder\u00e0 sempre\nevitando di anteporre l\u2019articolo al cognome.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Uso delle virgolette<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Virgolette basse o caporali \u00ab \u00bb: si usano per le\ncitazioni e per il discorso diretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Virgolette alte o apici doppi \u201c \u201d: si usano per\nespressioni improprie, enfatiche, ironiche e per una citazione interna a una citazione\ntra virgolette caporali.<\/p>\n\n\n\n<p>Virgolette alte singole o apici \u2018 \u2019: si usano\nall\u2019interno delle virgolette basse.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Varie<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si preferiscono le seguenti grafie:<\/p>\n\n\n\n<p>a. Con il, con i, con gli, con la, con le (non\ncol, coi, colla, colle).<\/p>\n\n\n\n<p>b. Medievale (non Medioevale)\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>c. sia\u2026 sia\u2026 (non sia\u2026 che)<\/p>\n\n\n\n<p>d. Per le citazioni di passi dai vangeli, si veda\nl\u2019esempio seguente: (Mt. 18,16-17).<\/p>\n\n\n\n<p>e. All\u2019interno delle parentesi tonde, si\nutilizzano le parentesi quadre: (cfr., a tale proposito, C. Bertelli, <em>Lombardia\nmedievale<\/em>, cit. [vedi nota 9], p. 48).<\/p>\n\n\n\n<p>f. Si preferisce evitare l\u2019uso di abbreviazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>g. Crocifissione non crocefissione; resurrezione\nnon risurrezione; san Gerolamo non Girolamo<\/p>\n\n\n\n<p>Didascalie delle immagini e parte tecnica delle\nschede<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la didascalia \u00e8 la parte tecnica di una\nscheda di catalogo il numero \u00e8 posto all\u2019inizio e seguito da un punto e da un a\ncapo. Tutte le parti vengono separate da un a capo, con lettera minuscola\nall\u2019inizio della riga. La didascalia non si chiude con un punto.<\/p>\n\n\n\n<p>I seguenti esempi relativi a didascalie di saggi\ndovranno essere considerati in maniera analoga anche per le didascalie di\nschede, come indicato per i primi due esempi. Casi particolari, diversi da\nquelli qui menzionati, verranno di volta in volta discussi e risolti con il caporedattore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Opere pittoriche e scultoree<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nome e cognome del\/i pittore\/i o scultore\/i per\nesteso (in tondo); titolo dell\u2019opera (in corsivo). Se si tratta di un\nparticolare dell\u2019opera si scriver\u00e0 \u201cparticolare\u201d, tra virgole, in tondo e\nsubito dopo il titolo. Segue, dopo la data, la collocazione dell\u2019opera, dando\nle informazioni secondo un ordine dal generale al particolare: la citt\u00e0 in cui\nsi trova l\u2019opera (in italiano), l\u2019edificio o il museo (in lingua originale,\nseguito dall\u2019eventuale indicazione della sezione o collezione) o la chiesa\n(seguito dall\u2019eventuale indicazione del luogo specifico: cappella, chiostro\u2026)\nin cui l\u2019opera \u00e8 conservata. Qualora siano indicate, la tecnica di esecuzione e\nle misure seguiranno la data dell\u2019opera e precederanno la collocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>1. Defendente Ferrari, <em>Sant\u2019Eusebio<\/em>,\nparticolare, XVI secolo, Vercelli, Museo Borgogna<\/p>\n\n\n\n<p>2. Francesco Hayez, <em>Il bacio<\/em>, particolare,\n1859, olio su tela, 110 x 88 cm, Milano, Pinacoteca di Brera<\/p>\n\n\n\n<p>3. Vincenzo Danti, <em>Madonna con il Bambino<\/em>,\n1568, Firenze, basilica di Santa Croce<\/p>\n\n\n\n<p><em>Opere architettoniche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0 in cui l\u2019edificio si trova, nome\ndell\u2019edificio (in tondo), indicazione della parte di edificio rappresentato\nnell\u2019immagine riprodotta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Miniature<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Autore in tondo, soggetto della miniatura in\ncorsivo, seguito dall\u2019autore (in tondo) e dal titolo del manoscritto cui la\nminiatura appartiene (in corsivo), preceduti dalla dicitura da (in tondo).\nSeguono la citt\u00e0 (in italiano), il museo (in lingua originale) in cui si trova\nil manoscritto (ed eventuali indicazioni pi\u00f9 specifiche della sezione o\ncollezione), la segnatura del testo, l\u2019indicazione del numero del foglio\npreceduto da c. (carta) e seguito da r\/v (recto\/verso) in corsivo.<\/p>\n\n\n\n<p>1. Ignoto miniatore del XV secolo, <em>Galeazzo\nMaria Sforza in trono riceve da Gerolamo Mangiaria una copia della sua opera<\/em>\n(da Gerolamo Mangiaria, <em>De impedimentis matrimonii<\/em>, Parigi, Biblioth\u00e8que\nNationale de France, ms. Lat. 4586, c. 1r)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Disegni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nome e cognome per esteso dell\u2019autore, seguito da\ntitolo del disegno (in corsivo), data, tecnica, misure in millimetri, museo in\ncui \u00e8 conservato, numero d\u2019inventario.<\/p>\n\n\n\n<p>Gian Lorenzo Bernini, <em>San Gerolamo adora il\nCrocifisso<\/em>, 1665, inchiostro bruno acquerellato su carta, 392 x 294 mm,\nParigi, Mus\u00e9e du Louvre, inv. 9575<\/p>\n\n\n\n<p><em>Incisioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nome e cognome per esteso dell\u2019autore, seguito da\ntitolo dell\u2019incisione (in corsivo), data, tecnica di stampa, museo in cui \u00e8\nconservata, numero d\u2019inventario.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Sabatelli, <em>La peste di Firenze<\/em>,\n1801, acquaforte, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, inv. 1234<\/p>\n\n\n\n<p><em>Crediti fotografici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per ogni fotografia da pubblicare consegnata alla\nredazione, l\u2019autore indicher\u00e0 con esattezza l\u2019archivio, il museo, la\nsoprintendenza ecc. da cui la fotografia \u00e8 stata acquistata, o il nome del\nfotografo che l\u2019ha realizzata, o gli estremi bibliografici del libro da cui \u00e8\nstata tratta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Norme generali per la stesura delle note bibliografiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La voce bibliografica \u00e8 citata per esteso nella\nprima nota e abbreviata nelle successive con rimando alla prima nota in cui \u00e8\ncitata per esteso, come da esempio di seguito:<\/p>\n\n\n\n<p>1 G. Berra, <em>Il giovane Caravaggio in\nLombardia. Ricerche documentarie sui Merisi, gli Aratori e i marchesi di\nCaravaggio<\/em>, Firenze 2005, pp. 33-40. <\/p>\n\n\n\n<p>3 Berra, <em>Il giovane Caravaggio<\/em>, cit. (vedi\nnota 1), pp. 50-57. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel citare un\u2019opera \u00e8 importante attenersi a\nquanto riportato sul frontespizio del testo. Non va indicata la casa editrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il numero della\/e pagina\/e a cui ci si riferisce\nva preceduto da \u201cp.\u201d e \u201cpp.\u201d e deve essere indicato in numeri arabi, separati\nda un trattino breve (-); il numero dopo il trattino sar\u00e0 sempre indicato per\nesteso. Si pu\u00f2 usare inoltre \u201cs.\u201d (seguente), \u201css.\u201d (seguenti) oppure \u201cpassim\u201d:\np. 25; pp. 25-27; pp. 345-349; pp. 23 ss.; pp. 87 passim.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Autore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>a. Iniziale del nome puntata, seguita dal\ncognome.<\/p>\n\n\n\n<p>b. In caso di doppio nome, le due iniziali non\nvanno separate da spazio.<\/p>\n\n\n\n<p>c. Se sono due o tre autori, separare con\nvirgola.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Curatore o traduttore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome del curatore o del traduttore \u00e8 posto\ndopo il titolo dell\u2019opera con l\u2019iniziale del nome puntata e il cognome,\npreceduti dalla locuzione \u201ca cura di\u201d o \u201ctraduzione di\u201d in tondo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Prefazione\/Introduzione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si cita la prefazione o l\u2019introduzione di\nun\u2019opera, si riportano l\u2019iniziale del nome puntata e il cognome, seguiti dalla\ndicitura \u201cPrefazione\/Introduzione a\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Titolo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si separa dal nome dell\u2019autore con una virgola e\nsi d\u00e0 sempre in carattere corsivo. La punteggiatura si riporta come da\nfrontespizio; se manca, separare le partizioni con un punto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Note tipografiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si danno nella lingua in cui figurano sul\nfrontespizio, nel seguente ordine: luogo di edizione e data, &nbsp;non separati da virgola.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Editore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore non viene indicato per le pubblicazioni\nmoderne; il nome dell\u2019editore verr\u00e0 citato prima del luogo di edizione solo per\nopere a stampa antiche per le quali tale riferimento risulti significativo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luogo di edizione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si deve indicare la sede sociale dell\u2019editore e\nnon il luogo di stampa; quando manca si usa la sigla \u201cs.l.\u201d (senza luogo).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Data<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se la pubblicazione non ha data ma \u00e8 possibile\npresumerla, questa \u00e8 riportata tra parentesi quadre; senza certezze, si usa la\nsigla \u201cs.d.\u201d (senza data).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Data e luogo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se mancano sia la data di edizione sia il luogo,\nsi user\u00e0 la sigla \u201cs.n.t.\u201d (senza note tipografiche).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Edizioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In caso si citi un\u2019edizione successiva alla\nprima, si riporter\u00e0 il numero dell\u2019edizione in esponente all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Opere in pi\u00f9 volumi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di opere in pi\u00f9 volumi, editi in luoghi\ne anni diversi, le note tipografiche devono essere quelle relative al volume\nche si cita. Il volume si cita con un numero romano riportato di seguito al\ntitolo (non preceduto dall\u2019abbreviazione vol.), seguito dall\u2019eventuale titolo\nparticolare del volume stesso e dalle specifiche note tipografiche.<\/p>\n\n\n\n<p>G. Candeloro, <em>Storia dell\u2019Italia moderna<\/em>,\nIV, <em>Lo sviluppo del capitalismo e del movimento operaio<\/em>, Milano 1986.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ristampa anastatica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver riportato i dati del volume originale,\nsi indicano, tra parentesi tonde, le note tipografiche della ristampa\nanastatica, precedute dalla dicitura \u201crist. anast.\u201d e da una virgola.<\/p>\n\n\n\n<p>S. Pellico, <em>Il Sacro Monte di Varallo. Carme<\/em>,\nVarallo 1836 (rist. anast. Borgosesia 1979).<\/p>\n\n\n\n<p>Serie di citazioni bibliografiche<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimenti bibliografici che si susseguono\nvengono separati da punto e virgola e dati in ordine cronologico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Come indicare un testo citato nella nota precedente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anzich\u00e9 ripetere il cognome dell\u2019autore si\nutilizza Id. ed Ead.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mantiene invece <em>ibidem<\/em> citando in due\nnote consecutive lo stesso testo con gli stessi numeri di pagina e \u201civi\u201d con\nnumeri di pagina diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>1 V. Castronovo, <em>La revoluci\u00f3n industrial<\/em>,\nBarcelona 1975. <\/p>\n\n\n\n<p>2 Id., <em>Il Piemonte<\/em>, Torino 1977.<\/p>\n\n\n\n<p>3 Ivi, pp. 38-42.<\/p>\n\n\n\n<p>4 G. Bataille, <em>Obras escogidas<\/em>, Barcelona\n1974. <\/p>\n\n\n\n<p>5 Ivi, p. 12.<\/p>\n\n\n\n<p>6 <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Volumi miscellanei<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pio II e le arti. La riscoperta dell\u2019antico da\nFederighi a Michelangelo<\/em>, a cura di A. Angelini, Siena 2005.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Saggi in volumi miscellanei<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>G. Gentilini, <em>Virt\u00f9 ed eroi di un\u2019impresa\ndimenticata: il monumento di Vitaliano e Giovanni Borromeo<\/em>, in <em>I\nmonumenti Borromeo. Scultura lombarda del Rinascimento<\/em>, a cura di M.\nNatale, Torino 1997, pp. 47-82.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cataloghi di mostre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori\ne orafi a Lucca nel tardo Quattrocento<\/em>, catalogo della mostra (Lucca, Museo Nazionale\ndi Villa Guinigi, 3 aprile-11 luglio 2004), a cura di M.T. Filieri, Cinisello\nBalsamo 2004.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Saggi in cataloghi di mostre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>F. Caglioti, <em>Su Matteo Civitali scultore<\/em>,\nin <em>Matteo Civitali<\/em> <em>e il suo tempo <\/em>[\u2026] oppure, se si tratta di una\nseconda citazione del catalogo, F. Caglioti, <em>Su Matteo Civitali scultore<\/em>,\nin <em>Matteo Civitali e il suo tempo<\/em>, cit. (vedi nota 1), pp. 12-35.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Schede in cataloghi di mostre<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>F. Caglioti, in Matteo Civitali <em>e il suo tempo\n<\/em>[\u2026], p. 334, n. 2.2; oppure, se si tratta di una seconda citazione del\ncatalogo, F. Caglioti, in Matteo Civitali <em>e il suo tempo<\/em>, cit. (vedi\nnota 1), p. 334, n. 2.2.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Atti di convegni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Benvenuto Cellini. Kunst und Kunsttheorie im 16.\nJahrhundert, <\/em>Atti\ndel convegno (Frankfurt am Main, 2-5 novembre 2000), a cura di A. Nova, A.\nSchreurs, K\u00f6ln-Weimar-Wien 2003.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articoli in periodici<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A. Angelini, <em>Il busto marmoreo di Alessandro\nVII scolpito da Gian Lorenzo Bernini<\/em>, \u201cProspettiva\u201d, 89-90, 1998, pp.\n184-192.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articoli in quotidiani<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>M. Morasso, <em>La nuova pittura al Salon\nd\u2019Automne. Un consiglio agli ordinatori della Esposizione di Venezia<\/em>, \u201cIl\nMarzocco\u201d, 23 ottobre 1904, p. 3.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lemmi in dizionari o enciclopedie<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>G. De Caro, ad vocem <em>Borghese, Marcantonio<\/em>,\nin <em>Dizionario biografico degli italiani<\/em>, XII, Roma 1970, p. 602.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cataloghi d\u2019aste<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sotheby\u2019s, London, 21 maggio 2007, <em>Important\nEuropean Sculpture<\/em>, lotto n. 10.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Opere a stampa dei secoli XV-XVIII<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>a. Autore<\/p>\n\n\n\n<p>Se il nome dell\u2019autore appare in latino,\nriportarlo al nominativo (se si ritiene opportuno conservare la forma latina),\noppure in volgare se questa \u00e8 la forma pi\u00f9 comunemente usata. Estrapolarlo\ncomunque dal titolo che appare sul frontespizio e in cui normalmente figura al\ngenitivo o in altro caso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul frontespizio: <em>Dictionarii seu repertorii\nmoralis Petri Berchorii<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Citazione: P. Berchorius, <em>Dictionarii seu\nrepertorii moralis Petri Berchorii<\/em>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Se il nome dell\u2019autore non figura sul frontespizio,\nma si ricava da altra parte del libro, riportarlo senza parentesi quadre; se si\nricava da fonti esterne alla pubblicazione usare le parentesi quadre.<\/p>\n\n\n\n<p>b. Titolo<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo, sia in latino sia in volgare, pu\u00f2\nessere abbreviato, purch\u00e9 conservi un senso compiuto. Le omissioni si segnalano\ncon tre puntini.<\/p>\n\n\n\n<p>c. Luogo di edizione<\/p>\n\n\n\n<p>Si riporta come appare sul frontespizio: in\nlatino (Romae; Venetiis; Francofurti\u2026) o in volgare (in Fiorenza; in Vinegia\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>d. Editore o stampatore<\/p>\n\n\n\n<p>Per queste pubblicazioni si indica anche il nome\ndello stampatore\/editore, riportandolo dopo il luogo di edizione nella forma in\ncui si presenta sul frontespizio.<\/p>\n\n\n\n<p>e. Data di edizione<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno di edizione o di stampa va sempre\nriportato in numeri arabi (escludendo il giorno e il mese qualora ci fossero, e\nanche eventualmente espressioni come \u201canno domini\u201d, \u201canno salutis\u201d, \u201cstampato\nnell\u2019anno\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>Se luogo di edizione, editore, stampatore e data\nsi ricavano dal colophon anzich\u00e9 dal frontespizio si danno senza parentesi\nquadre. In caso di mancanza di uno o di tutti questi elementi si usino le sigle\ns.l., s.e., s.d., s.n.t., come per le opere moderne.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Citazioni archivistiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Istituto che conserva il fondo<\/p>\n\n\n\n<p>Viene indicato con una sigla, sciolta nella\ntavola delle abbreviazioni che ogni autore deve allegare al proprio contributo.\nNel caso in cui la denominazione dell\u2019istituto non contenga la localit\u00e0 in cui\nesso si trova, questa deve essere indicata.<\/p>\n\n\n\n<p>ASMi = Archivio di Stato di Milano<\/p>\n\n\n\n<p>BNB = Milano, Biblioteca Nazionale Braidense<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fondo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le denominazioni del fondo, della serie e delle\neventuali sottopartizioni, separate da virgole, vanno date per esteso, in\ncorsivo e con l\u2019inizio di ciascuna partizione in maiuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>ASMi, <em>Atti di governo<\/em>, <em>Uffici e\ntribunali regi<\/em>, <em>Parte antica<\/em>, \u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>Unit\u00e0 archivistica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le indicazioni di busta (o filza, o mazzo, o\npacco, o fascio, o scatola), fascicolo ed eventualmente sottofascicolo e\ninserto, volume o registro vanno in tondo separate da una virgola; il numero va\nin tondo. Per le abbreviazioni con cui indicare le diverse unit\u00e0 si rimanda\nalla tavola delle abbreviazioni. Quando \u00e8 necessario riportare l\u2019oggetto o il\ntitolo dell\u2019unit\u00e0 si usano le virgolette caporali \u00ab \u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando \u00e8 necessario indicare la carta all\u2019interno\ndi un registro si usa \u201cc\u201d puntato, seguito dal numero; ove occorra, il numero\ndella carta \u00e8 seguito, senza spazio e sul rigo, da r per indicare il recto e da\nv per indicare il verso, in corsivo non puntati. Nel caso in cui si debba\nindicare il foglio si usa \u201cf\u201d puntato; per la pagina si usa \u201cp\u201d puntato. Al\nplurale si abbreviano cc. e ff.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dati relativi al documento<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per segnalare il singolo documento si forniranno\ni seguenti dati.<\/p>\n\n\n\n<p>a. Tipo di documento in tondo (relazione,\nverbale, telegramma, appunto, lettera ecc.) o eventuale titolo in corsivo.<\/p>\n\n\n\n<p>b. L\u2019eventuale autore, il mittente e il\ndestinatario di un documento.<\/p>\n\n\n\n<p>c. Eventuale data topica, seguita da giorno, mese\ne anno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ibidem<\/em> e ivi\n\nL\u2019uso di <em>ibidem<\/em> \u00e8 consentito solo nel caso si\ndebba ripetere immediatamente la citazione dello stesso documento. Nel caso in\ncui si citino di seguito due documenti contenuti nella stessa unit\u00e0\narchivistica, nella citazione del secondo l\u2019indicazione dell\u2019istituto, del\nfondo, della serie e di altra eventuale sottopartizione e dell\u2019unit\u00e0 sar\u00e0\nsostituita da ivi.\n\n\n\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testi I testi vanno digitati utilizzando il tondo normale, introducendo il corsivo solamente dove necessario (titolo di opera d\u2019arte, titolo di libro, titolo di un capitolo, titolo di poesia, titolo di mostra, titolo di film, parola in lingua straniera&#8230;). Dopo il corsivo la punteggiatura va in tondo. 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