{"id":2172,"date":"2026-09-25T22:15:22","date_gmt":"2026-09-25T20:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=2172"},"modified":"2026-09-25T22:29:07","modified_gmt":"2026-09-25T20:29:07","slug":"oltre-la-pietra-strategie-narrative-e-digitali-per-il-rilancio-del-museo-lapidario-maffeiano-di-verona-e-delle-collezioni-epigrafiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/oltre-la-pietra-strategie-narrative-e-digitali-per-il-rilancio-del-museo-lapidario-maffeiano-di-verona-e-delle-collezioni-epigrafiche\/","title":{"rendered":"OLTRE LA PIETRA: STRATEGIE NARRATIVE E DIGITALI PER IL RILANCIO DEL MUSEO LAPIDARIO MAFFEIANO DI VERONA E DELLE COLLEZIONI EPIGRAFICHE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Maria Michielutti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel cuore di Verona emerge un paradosso stridente: a pochi passi dall\u2019Anfiteatro Arena, assediato quotidianamente dai turisti, sorge un luogo quasi celato agli occhi dei passanti, il Museo Lapidario Maffeiano. Ad aprirne le porte nel 1745 fu lo spirito illuminista del marchese Scipione Maffei, che volle dedicare un spazio cittadino alla sua preziosa collezione epigrafica affinch\u00e9 fosse accessibile alla cittadinanza <em>(Fig.1)<\/em>. Eppure, sebbene il museo rappresenti la ricchezza intellettuale del settecento veronese, il museo risulta oggi, paradossalmente, l&#8217;istituzione meno visitata della citt\u00e0. La malinconia che si avverte esplorandolo nasce dalla consapevolezza di trovarsi di fronte a un patrimonio estremamente eloquente, eppure costretto all&#8217;invisibilit\u00e0 da barriere comunicative ormai anacronistiche.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"834\" height=\"417\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/museo-veduta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2173\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/museo-veduta.jpg 834w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/museo-veduta-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/museo-veduta-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><figcaption>Figura 1: Cortile del Museo Lapidario Maffeiano<br><em>\u00a9 Foto Ottica Nodari \u2013 Archivio Musei Civici di Verona<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma cosa raccontano le pietre incise &#8211; o \u201canticaglie parlanti\u201d come amava definirle il Maffei &#8211; conservate all\u2019interno del museo? Se in apparenza trasmettono poco o nulla, soprattutto a chi non s\u2019intende di epigrafia o di lingue antiche; esse nascondono vere e proprie vite. Un nome, una famiglia, e rappresentano un tentativo, disperato e tenero al tempo stesso, di sopravvivere all\u2019oblio. A questo punto la domanda da porsi \u00e8 la seguente: come possono i musei lapidari restituire nuovamente una \u201cvoce\u201d a queste testimonianze?<\/p>\n\n\n\n<p>La mia ricerca di tesi magistrale intitolata \u201cStrategie Espositive e Tecnologie Digitali per la Valorizzazione delle Collezioni Epigrafiche. Il Caso del Museo Lapidario Maffeiano di Verona\u201d cerca di trovare una risposta a questa domanda per far si che i musei lapidari, in primis il Maffeiano, possano trasformarsi da silenziosi archivi di pietra in spazi narrativi capaci di raccontare le proprie collezioni epigrafiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura su pietra come dispositivo di comunicazione pi\u00f9 antico svolgeva una doppia funzione: lasciare un messaggio ai vivi e sfidare il tempo. Perci\u00f2 le epigrafi, esempi di \u201cscrittura esposta<a><\/a>\u201d<a href=\"#_bookmark1\">1<\/a>, sono caratterizzate da una straordinaria densit\u00e0 simbolica che si lega intrinsecamente al contesto sociale, culturale ed economico di un popolo. Questa complessit\u00e0, che caratterizza il reperto epigrafico, lo rende difficile da valorizzare, ancor pi\u00f9 se si trova in un contesto espositivo tradizionale, come nel caso del Museo Maffeiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Maffeiano, nel suo allestimento del 1982 curato da Arrigo Rudi e Lanfranco Franzoni, brilla per pulizia estetica e per una sobria illuminotecnica di ispirazione scarpiana, ma soffre l&#8217;assenza di apparati didattici (come si vede in <em>Fig. 2 <\/em>e <em>Fig. 3<\/em>). Una scelta espositiva che, concentrandosi esclusivamente sugli aspetti archivistici e conservativi, taglia fuori chi non possiede competenze specialistiche. Cos\u00ec, senza coordinate concettuali a fare da bussola, il visitatore di oggi sperimenta una visita frammentaria, incapace di penetrare il senso profondo di ci\u00f2 che ha di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, dietro ogni incisione si nasconde un microcosmo umano capace di toccare corde profonde, come lo dimostra la stele funeraria di Gaio Silio Batillo. Un reperto che \u00e8 stato capace di commuovere persino Johann Wolfgang von Goethe durante il suo viaggio a Verona.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2175\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3654-3-1-1280x960.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Figura 2\u2013 Ambiente principale della Sala Greca (sala I), Museo Lapidario Maffeiano, Verona.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2176\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-2048x1536.jpg 2048w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3641-3-1280x960.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Figura 3 \u2013 Sala Romana ed Etrusca (sala II), Museo Lapidario Maffeiano, Verona.<\/em> <em>\u00a9 Foto dell\u2019autrice<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo schema trova un parallelo emblematico nella Galleria Lapidaria dei Musei Vaticani dove, l\u2019assetto ottocentesco che prevede una muratura serrata delle iscrizioni sulle pareti, finisce per renderle inaccessibili persino allo sguardo (<em>Fig.4<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2177\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-720x960.jpg 720w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_2946-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption><em>Figura 4 \u2013 Veduta Galleria Lapidaria vaticana. Galleria Lapidaria, Citt\u00e0 del Vaticano.<\/em><br><em>FOTO \u00a9 GOVERNATORATO SCV \u2013 DIREZIONE DEI MUSEI<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Concepire le iscrizioni come scrigni in cui \u00e8 conservata una memoria vivente, \u00e8 il primo passo per supportare un\u2019evoluzione curatoriale. Il Museo della Comunicazione Scritta dei Romani alle Terme di Diocleziano (Museo Nazionale Romano) ha gi\u00e0 applicato questo paradigma e, con la riorganizzazione del 2013, ha scelto di esporre in un percorso tematizzato l\u2019immenso corpus di iscrizioni latine trattandole come testimonianze primarie per comprendere la complessa e stratificata societ\u00e0 romana.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di la\u2019 del suo valore documentale, l\u2019epigrafe conserva storie di antichi uomini e donne che possono sembrarci familiari e, quindi, a cui possiamo avvicinarci emotivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello di Museo-narrativo che espongo nella mia ricerca, si basa sull\u2019immaginare lo spazio museale come un ambiente narrativo che, attraverso un\u2019accurata drammaturgia, riesca a coinvolgere non solo intellettualmente, ma anche emotivamente il visitatore permettendo di comprendere, apprendere e empatizzare con il contenuto del reperto epigrafico. Attraverso un\u2019organizzazione spaziale evocativa, strumenti informativi stratificati e l\u2019uso di dispositivi digitali applicabili alla didattica \u00e8 possibile ricontestualizzare l\u2019oggetto culturale che, come disse Pomian \u00e8, per definizione, un \u201csemioforo\u201d, cio\u00e8 un frammento di senso sradicato dal suo contesto originari<a><\/a>o<a href=\"#_bookmark6\">2<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso la mia ricerca indaga iniziative consolidate e sperimentali adottate da alcuni musei per le loro collezioni epigrafiche. Lo studio spazia dal caso studio di programmazione di un ambiente immersivo, come l\u2019ambizioso progetto della Galleria Lapidaria dei Musei Capitoli<a><\/a>ni<a href=\"#_bookmark7\">3<\/a>&nbsp;a iniziative sperimentali che hanno previsto l\u2019intreccio di tecniche di storytelling con nuove tecnologie, come il videomapping per il progetto di storytelling della stele di Auvele Felus<a><\/a>ke<a href=\"#_bookmark8\">4<\/a>, oppure il progetto europeo xFORMA<a><\/a>L<a href=\"#_bookmark9\">5<\/a>&nbsp;che ha permesso di sviluppare un\u2019applicazione digitale per garantire un\u2019esperienza phidigital.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dare voce alla pietra non richiede necessariamente allestimenti complessi o budget elevati. Progetti di Digital storytelling come \u201cPronuncia il mio nome. Le voci e le storie di dodici antichi<\/p>\n\n\n\n<p>abitanti di Reggio Emilia\u201d adottato per il Portico dei Marmi al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, ha saputo rievocare le storie impresse nella pietra attraverso l&#8217;interpretazione di attori reali. In questo modo, le antiche epigrafi cessano di essere semplici reperti e tornano a dialogare con chi le guarda, accorciando le distanze dei millenni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019integrazione delle tecnologie digitali nel campo della museologia trova oggi un ulteriore campo di sperimentazione nell\u2019Intelligenza Artificiale. Nella tesi viene proposta come uno strumento utile per la sua duplice funzione: l&#8217;arricchimento dell&#8217;esperienza di visita e la conservazione scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno del museo, l&#8217;IA pu\u00f2 superare i tradizionali e rigidi <em>chatbot<\/em>. Attraverso architetture RAG (Retrieval-Augmented Generation) basate esclusivamente sui database validati dal comitato scientifico del museo, \u00e8 possibile creare <em>Persona AI <\/em>con cui il visitatore pu\u00f2 interfacciarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo di poter interrogare direttamente l&#8217;alter ego digitale di Scipione Maffei sulle sue scoperte, o di puntare la fotocamera del nostro smartphone su una stele affinch\u00e9 i sistemi di <em>Computer Vision <\/em>ne riconoscano i dettagli, offrendo descrizioni audio in tempo reale, una funzione che renderebbe peraltro il museo pienamente accessibile agli utenti ipovedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 nel &#8220;dietro le quinte&#8221; che l&#8217;Intelligenza Artificiale promette i risultati pi\u00f9 sbalorditivi. Progetti internazionali portati avanti da Google DeepMind hanno recentemente dato vita a reti neurali generative multimodali come <em>Ithaca <\/em>e <em>Aeneas<\/em><a><\/a>.<a href=\"#_bookmark11\">6<\/a>&nbsp;Questi modelli non si limitano ad analizzare il testo, ma valutano i dati visivi, la forma dei solchi e persino la tipologia di pietra (come il caratteristico marmo rosso veronese). Il risultato \u00e8 una capacit\u00e0 senza precedenti di ripristinare le lacune di iscrizioni frammentate, con un&#8217;accuratezza che supera il 70% anche nell&#8217;individuazione della datazione e dell&#8217;origine geografica del reperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Applicare queste reti neurali, combinate a software di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) addestrati specificamente per l&#8217;epigrafia e ad algoritmi di analisi semantica (NER), permetterebbe di automatizzare le complesse operazioni di trascrizione dei testi abrasi. Il traguardo finale di questa operazione sarebbe la creazione di un vero e proprio <em>Digital Twin <\/em>(gemello digitale) del Museo Maffeiano: un database open source ad alta risoluzione, interconnesso con grandi archivi globali come EAGLE (Electronic Archive of Greek and Latin Epigraphy).<\/p>\n\n\n\n<p>Rigore filologico e mediazione narrativa non sono obiettivi contrapposti. Ripensare gli apparati comunicativi del Lapidario Maffeiano attraverso gli strumenti contemporanei, significa, in fondo, rinnovare la visione originaria di Scipione Maffei restituendo alla citt\u00e0 un bene comune che finalmente possa essere compreso, oltre che custodito.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_bookmark0\">1<\/a>&nbsp;Per il paleografo Armando Petrucci \u201cqualsiasi tipo di scrittura concepita per essere usata in spazi aperti, o anche in spazi chiusi, per permettere una lettura plurima (di gruppo, di massa) e a distanza di un testo scritto su di una superficie esposta\u201d A. Petrucci (1996). La scrittura. Ideologia e rappresentazione, Torino: Einaudi, p. 20.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><a href=\"#_bookmark2\">2<\/a>&nbsp;K. Pomian<em>, op. cit<\/em>, p.38<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><a href=\"#_bookmark3\">3<\/a>D. Velestino (2009), \u201cLa nuova Galleria Lapidaria dei Musei Capitolini: leggere e comprendere un testo epigrafico\u201d, in Sylloge Epigraphica Barcinonensis (SEBarc), VII, Barcelona: Universitat de Barcelon<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_bookmark4\">4<\/a>&nbsp;Epigrafe conservata al Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi (MuVet) di Vetulonia (Toscana). Lecci N., Vezzi A. (2022), \u201cRaccontare i reperti archeologici: un video olografico per la stele di \u201cAuvele Feluske\u2019\u2019\u201d [Online],, in Atti del 43\u00b0 Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione Congresso della Unione Italiana per il Disegno. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/library.oapen.org\/bitstream\/id\/3d56ca26-2452-4dd9-95be-dbc491743bb5\/1628-1643_Lecci- Vezzi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/library.oapen.org\/bitstream\/id\/3d56ca26-2452-4dd9-95be-dbc491743bb5\/1628-1643_Lecci- Vezzi.pdf<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_bookmark5\">5<\/a>&nbsp;Acronimo che sta per Informal and non-formal E-learning for Cultural Heritage. \u201cInformal and non-formal e-learning for cultural heritage. xFORMAL\u201d. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/xformal.eu\/\">https:\/\/xformal.eu<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_bookmark10\">6<\/a>&nbsp;The Aeneas Team (2025) \u201cAeneas transforms how historians connect the past\u201d [Online], in <em>Google DeepMind.<\/em> Disponibile su: <a href=\"https:\/\/deepmind.google\/blog\/aeneas-transforms-how-historians-connect-the-past\/\">https:\/\/deepmind.google\/blog\/aeneas-transforms-how-historians-connect-the-past\/<\/a>; The Ithaca Team (2022) \u201cPredicting the past with Ithaca\u201d [Online], in <em>Google DeepMind <\/em>Disponibile su: <a href=\"https:\/\/deepmind.google\/blog\/predicting-the-past-with-ithaca\/\">https:\/\/deepmind.google\/blog\/predicting-the-past-with-ithaca\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Michielutti Nel cuore di Verona emerge un paradosso stridente: a pochi passi dall\u2019Anfiteatro Arena, assediato quotidianamente dai turisti, sorge un luogo quasi celato agli occhi dei passanti, il Museo Lapidario Maffeiano. 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