{"id":2111,"date":"2026-04-30T15:51:24","date_gmt":"2026-04-30T13:51:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=2111"},"modified":"2026-04-30T15:57:22","modified_gmt":"2026-04-30T13:57:22","slug":"i-musei-oltre-lesotico-come-e-cambiato-lo-sguardo-sullarte-orientale-in-italia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/i-musei-oltre-lesotico-come-e-cambiato-lo-sguardo-sullarte-orientale-in-italia\/","title":{"rendered":"I MUSEI OLTRE L\u2019ESOTICO: COME \u00c8 CAMBIATO LO SGUARDO SULL\u2019ARTE ORIENTALE IN ITALIA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Noemi Divano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In Italia la maggior parte delle istituzioni culturali \u00e8 dedicata alla produzione artistica europea, con la quale il pubblico occidentale ha molta familiarit\u00e0, in quanto appartenente alla nostra tradizione figurativa. Siamo abituati a un contatto quasi costante con il patrimonio artistico: impariamo a conoscere le opere dei grandi maestri gi\u00e0 nei libri di scuola, siamo circondati dalle rappresentazioni della produzione artistica occidentale e perci\u00f2 riusciamo a riconoscere con facilit\u00e0 i paradigmi dell\u2019arte europea esposta nella maggior parte dei musei italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Sul nostro territorio, per\u00f2, si trovano anche collezioni non appartenenti alla nostra tradizione figurativa, come quelle custodite nei musei d\u2019arte orientale, presenti soprattutto in nord Italia: ad esempio, il Museo Edoardo Chiossone di Genova, il MAO di Torino e i musei d\u2019arte orientale di Venezia e Trieste. Si tratta di raccolte eterogenee che testimoniano la storia e le usanze delle civilt\u00e0 asiatiche e che al contempo raccontano i rapporti tra l\u2019Italia e i paesi dell\u2019Estremo Oriente, in particolare il Giappone. Sono oggetti che rappresentano culture molto diverse da quella europea, per questo motivo \u00e8 pi\u00f9 difficile per il pubblico occidentale comprendere il loro valore espressivo. Ciononostante, queste opere affascinano il visitatore perch\u00e9 si discostano dalla nostra eredit\u00e0 culturale: \u00e8 il riflesso dell\u2019antica visione europea dell\u2019Oriente, legata all\u2019attrazione per l\u2019esotico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Storicamente, infatti, in particolare tra il XV e il XVIII secolo, l\u2019Europa ha guardato all\u2019arte asiatica con il filtro dell\u2019orientalismo, la visione dell\u2019Oriente dal punto di vista occidentale. Nel suo saggio <em>Orientalismo<\/em>, Edward Said definisce l\u2019Oriente come un\u2019invenzione dell\u2019Occidente, sin dall\u2019antichit\u00e0 luogo di avventure, popolato da creature curiose, ricco di ricordi ricorrenti e paesaggi, di esperienze eccezionali. L\u2019Occidente ha creato una nozione collettiva, un\u2019idea di Europa per acquisire maggiore forza e senso di identit\u00e0 contrapponendo un \u201cnoi\u201d europei agli \u201caltri\u201d non europei, un\u2019idea radicata di superiorit\u00e0 rispetto agli altri popoli e alle altre culture; dopotutto, l\u2019Oriente \u00e8 stato la sede delle pi\u00f9 antiche, ricche ed estese colonie europee, \u00e8 il concorrente principale in campo culturale ed \u00e8 uno dei pi\u00f9 ricorrenti e radicati simboli del diverso. Un simbolo, appunto, perch\u00e9 l\u2019Orientalismo si basa interamente sull\u2019esteriorit\u00e0, su una rappresentazione dell\u2019Oriente creata dall\u2019Occidente, che lo descrive come un mondo lontano, misterioso e affascinante<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Inoltre, i manufatti asiatici sono entrati a far parte della societ\u00e0 occidentale come prodotti di lusso, tra le rarit\u00e0 tanto ambite dai nobili e dai reali, ad esempio la seta e la porcellana, ma anche armi, accessori, sculture, oggetti d\u2019uso quotidiano o religioso, considerati preziosi, ma anche curiosi, perch\u00e9 provenienti da una cultura diversa. L\u2019arte orientale \u00e8 stata oggetto di fascinazione, collezionismo e moda: le opere venivano apprezzate dagli occidentali principalmente per le loro qualit\u00e0 estetiche, materiali e decorative, ma sono anche state sottratte al loro contesto originale e quindi non considerate per il loro vero significato e funzione. Questo approccio si rifletteva anche nei musei e nelle esposizioni, in cui le culture extraeuropee erano spesso classificate come \u201cprimitive\u201d e lette attraverso categorie occidentali. Le modalit\u00e0 di catalogazione, allestimento e narrazione delle opere hanno per molto tempo contribuito a sedimentare un\u2019immagine orientalista basata sulla loro estetica<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Quindi, la conoscenza dell\u2019Oriente che si \u00e8 diffusa in Europa \u00e8 stata accompagnata da uno spirito coloniale e dall\u2019attrazione verso l\u2019esotico e l\u2019inconsueto, sfociando in una visione che si \u00e8 radicata in Occidente e ha influenzato a lungo la percezione delle opere orientali presenti nei nostri musei. Per allontanarsi da questa percezione e comunicare al meglio questi patrimoni museali \u00e8 importante chiedersi: queste opere sono ancora considerate esotiche dal pubblico occidentale?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"607\" height=\"485\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2112\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d1.jpg 607w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d1-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><figcaption><em>Allestimento del Museo d&#8217;Arte Orientale di Venezia a Palazzo Vendramin Calergi, fine XIX secolo.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Sicuramente oggi qualcosa \u00e8 cambiato, perch\u00e9 siamo maggiormente esposti a differenti culture grazie a Internet, i media, i viaggi e la globalizzazione. Quelli che un tempo erano considerati prodotti bizzarri e insoliti, come le spezie, il t\u00e8 o la carta, ora fanno parte delle nostre abitudini in modo talmente profondo da non riuscire pi\u00f9 a isolarli e distinguerli. La cultura orientale in particolare \u00e8 entrata nella nostra quotidianit\u00e0 e nei nostri gusti, soprattutto in specifici campi, come quello culinario e dell\u2019intrattenimento: i ristoranti di sushi e di cucina cinese si trovano in tutte le maggiori citt\u00e0 italiane, i cartoni animati giapponesi vengono trasmessi da tempo in televisione e film di produzione asiatica sono sempre pi\u00f9 presenti nei cinema italiani. Inoltre, la prospettiva tra Oriente e Occidente \u00e8 stata ribaltata dalla nuova immagine che hanno acquisito i maggiori paesi asiatici, basata sulle tecnologie all\u2019avanguardia e sulla societ\u00e0 in cui convivono perfettamente tradizione e progresso. Se prima era l\u2019Oriente che guardava all\u2019Europa come un modello da seguire, ad esempio durante la Restaurazione Meiji in Giappone, oggi le maggiori potenze asiatiche sono i principali esempi di modernit\u00e0 e innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Quindi, la percezione occidentale delle opere orientali antiche \u00e8 passata dall\u2019essere profondamente condizionata dalla mentalit\u00e0 coloniale ed eurocentrica, che vedeva l\u2019Oriente come luogo lontano, misterioso e affascinante, a un approccio pi\u00f9 consapevole, influenzato dai contenuti esterni, come i prodotti della cultura pop e gli elementi che hanno costruito la notoriet\u00e0 globale dei paesi asiatici, tramite i quali il pubblico di oggi ha la possibilit\u00e0 di conoscere meglio il mondo orientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Perci\u00f2, l\u2019arte asiatica non \u00e8 pi\u00f9 percepita come \u201caltra\u201d, ma nonostante questo cambiamento persiste ancora una certa fascinazione per l\u2019esotico, che tende a semplificare o distorcere culture complesse, soprattutto nei casi in cui mancano informazioni o le opere sono presentate senza contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Molti musei oggi cercano attivamente di superare questa visione attraverso nuove pratiche curatoriali, come ripensare gli allestimenti, contestualizzare le opere e spiegare i loro significati e funzioni originali, oltre a metterle in dialogo con le opere occidentali. Ad esempio, il MAO di Torino ha adottato un approccio relazionale e transculturale per comunicare le sue collezioni, organizzando mostre ed eventi focalizzati sulla circolazione di oggetti, idee e simboli tra Asia ed Europa, che insistono sulle interconnessioni invece che sull\u2019alterit\u00e0<a href=\"#_ftn1\">[3]<\/a>. Anche l\u2019introduzione della nuova guida del museo, curata dal direttore Davide Quadrio, si intitola: \u201cMuseo dallo sguardo orientale: guida alla fruizione del nuovo MAO\u201d ed esplicita l\u2019obiettivo del museo: non mostrare \u201cl\u2019Oriente\u201d, ma relazioni storiche globali, stimolando nuove interpretazioni non eurocentriche del patrimonio che custodisce<a href=\"#_ftn2\">[4]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"667\" height=\"832\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2113\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d2.jpg 667w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d2-241x300.jpg 241w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><figcaption><em>La nuova guida del Museo d&#8217;Arte Orientale di Torino, Silvana Editoriale, 2025.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Anche al Museo delle Culture di Milano, che conserva una ricca collezione di oggetti asiatici, il percorso espositivo \u00e8 stato rinnovato in modo da ricostruire la provenienza delle opere e le storie delle figure dietro ad esse, evidenziando le influenze culturali e le relazioni internazionali che hanno fatto da sfondo alla formazione del patrimonio museale. \u00c8 stata posta particolare attenzione alla narrazione, che si concentra su alcuni temi complessi come la globalizzazione, l\u2019imperialismo e il mercantilismo: la sezione dedicata agli oggetti asiatici propone un dialogo tra le opere originali e quelle di manifattura europea di ispirazione orientale, risaltando il grande successo dei prodotti asiatici in Occidente e come abbiano influenzato i gusti del nostro continente<a href=\"#_ftn1\">[5]<\/a>. Il linguaggio che accompagna la visita \u00e8 pensato per allontanarsi il pi\u00f9 possibile dalla mentalit\u00e0 eurocentrica e per contrastare gli stereotipi e le semplificazioni, in linea con la vocazione del museo, che si propone di mettere in dialogo le culture e le comunit\u00e0<a href=\"#_ftn2\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"441\" height=\"284\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2114\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d3.jpg 441w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/d3-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><figcaption><em>Allestimento della collezione permanente del Mudec, Milano.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Quindi, oggi il concetto di esotico non \u00e8 scomparso del tutto, ma \u00e8 riconosciuto sempre di pi\u00f9 come una costruzione occidentale, e non come caratteristica intrinseca delle opere, perch\u00e9 il pubblico contemporaneo ha uno sguardo pi\u00f9 critico verso il colonialismo, le appropriazioni e gli stereotipi. Resta comunque difficile superare secoli di rappresentazioni e credenze che si sono radicate nel nostro immaginario e anche se alcuni musei stanno cercando attivamente di decostruire questa percezione, il processo \u00e8 ancora in corso e pu\u00f2 essere approfondito. Abbiamo visto che si pu\u00f2 intervenire sulla comunicazione e sull\u2019allestimento, ma si pu\u00f2 intervenire a tal punto da cambiare la percezione del pubblico? \u00c8 davvero possibile togliere completamente il filtro dello sguardo occidentale dal pubblico europeo?<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Collezione permanente. MUDEC. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.mudec.it\/collezione-permanente-2\/\">https:\/\/www.mudec.it\/collezione-permanente-2\/<\/a> (Consultato il 14\/04\/2026)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Orsini C. Per una curatela critica della nuova collezione permanente del Mudec: il mondo visto da qui? In: Milano Globale. Il mondo visto da qui. Milano: 24 ore cultura, MUDEC, 2015, pp. 17-21<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[3]<\/a> Manifesto. MAO Torino. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.maotorino.it\/it\/welcome\/manifesto\/\">https:\/\/www.maotorino.it\/it\/welcome\/manifesto\/<\/a> (Consultato il 10\/04\/2026)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[4]<\/a> Murata M. Museo dallo sguardo orientale: guida alla fruizione del nuovo MAO. In: Quadrio D. (a cura di) Visioni. Guida alle collezioni del MAO Museo d\u2019Arte Orientale di Torino. Milano: Silvana Editoriale, 2025, pp. 12-13<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[5]<\/a> Said E. Orientalismo. Torino: Bollati Boringhieri, 1991, pp. 3-7<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[6]<\/a> Fidao E. Ah, i lampi! Ieri ad Oriente, oggi a Occidente. La musealizzazione dell\u2019arte giapponese e i musei d\u2019arte orientale: analisi storica di un processo e dei suoi risultati in Italia. Tesi di laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle attivit\u00e0 culturali, Universit\u00e0 Ca\u2019Foscari, Venezia, a.a. 2022-2023, p. 95<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Collezione permanente. MUDEC. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.mudec.it\/collezione-permanente-2\/\">https:\/\/www.mudec.it\/collezione-permanente-2\/<\/a> (Consultato il 14\/04\/2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Fidao E. Ah, i lampi! Ieri ad Oriente, oggi a Occidente. La musealizzazione dell\u2019arte giapponese e i musei d\u2019arte orientale: analisi storica di un processo e dei suoi risultati in Italia. Tesi di laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle attivit\u00e0 culturali, Universit\u00e0 Ca\u2019Foscari, Venezia, a.a. 2022-2023, p. 95<\/p>\n\n\n\n<p>Manifesto. MAO Torino. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.maotorino.it\/it\/welcome\/manifesto\/\">https:\/\/www.maotorino.it\/it\/welcome\/manifesto\/<\/a> (Consultato il 10\/04\/2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Murata M. Museo dallo sguardo orientale: guida alla fruizione del nuovo MAO. In: Quadrio D. (a cura di) Visioni. Guida alle collezioni del MAO Museo d\u2019Arte Orientale di Torino. Milano: Silvana Editoriale, 2025, pp. 12-13<\/p>\n\n\n\n<p>Orsini C. Per una curatela critica della nuova collezione permanente del Mudec: il mondo visto da qui? In: Milano Globale. Il mondo visto da qui. Milano: 24 ore cultura, MUDEC, 2015, pp. 17-21 Said E. Orientalismo. Torino: Bollati Boringhieri, 1991, pp. 3-7<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Noemi Divano In Italia la maggior parte delle istituzioni culturali \u00e8 dedicata alla produzione artistica europea, con la quale il pubblico occidentale ha molta familiarit\u00e0, in quanto appartenente alla nostra tradizione figurativa. 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