{"id":2090,"date":"2026-02-03T18:49:34","date_gmt":"2026-02-03T17:49:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=2090"},"modified":"2026-02-03T18:49:34","modified_gmt":"2026-02-03T17:49:34","slug":"la-perdita-della-memoria-culturale-il-caso-della-striscia-di-gaza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/la-perdita-della-memoria-culturale-il-caso-della-striscia-di-gaza\/","title":{"rendered":"La perdita della memoria culturale: il caso della Striscia di Gaza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Annamaria Carlotta Ragazzi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>La Striscia di Gaza \u00e8 un territorio di straordinaria ricchezza storica, un autentico palinsesto di reperti e monumenti lasciati dalle svariate civilt\u00e0 che l\u2019hanno abitata o che vi hanno transitato in quanto snodo delle vie commerciali. Tuttavia, nonostante tale patrimonio, l\u2019exclave ha sofferto di una tutela carente ed \u00e8 stata inevitabilmente segnata da decenni di conflitti, condizione ulteriormente aggravatasi negli ultimi due anni dopo lo scoppio delle ostilit\u00e0 tra Israele e Hamas. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 ad un mese dall\u2019inizio della guerra del 2023, infatti, l\u2019ONG Heritage for Peace ha stimato la distruzione o il danneggiamento di oltre venti tra i pi\u00f9 importanti siti archeologici ed edifici di rilevanza culturale.<a href=\"#_edn1\">[1]<\/a>. &nbsp;Tra le prime vittime si registrano anche i musei, come il Museo di Rafah e il Museo Culturale di Al Qarara, gravemente danneggiato dall\u2019impatto di un missile nelle immediate vicinanze, nonostante gli avvisi diramati dal governo israeliano di evacuare l\u2019edificio (Fig. 1)<a href=\"#_edn2\">[2]<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Figura 1 <\/strong>Danni al Museo Culturale Al Qarara<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"336\" height=\"189\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2094\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.png 336w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-300x169.png 300w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Mohammad Abulehia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non sono stati risparmiati nemmeno i siti religiosi, come la Grande Moschea Omari della citt\u00e0 di Gaza, luogo sacro millenario quasi completamente distrutto, ad eccezione del minareto (Fig. 2)<a href=\"#_edn3\">[3]<\/a>. La moschea ospitava anche una biblioteca con manoscritti e libri rari la cui digitalizzazione era terminata nel 2022 grazie all\u2019Hill Museum and Manuscript Library in partnership con il <em>British Library Endangered Archives Programme<\/em><a href=\"#_edn4\">[4]<\/a>. In occasione degli attacchi a questo luogo di culto le Forze di Difesa Israeliane (IDF) avrebbero dichiarato che l\u2019edificio era utilizzato da Hamas come base terroristica<a href=\"#_edn5\">[5]<\/a>. Resta tuttavia aperta la questione se un intervento di tale intensit\u00e0 possa essere l\u2019unica opzione praticabile nei confronti di un monumento che, pur eventualmente impiegato per fini militari, possiede una rilevanza storica e religiosa di prim\u2019ordine. Se non altro, il cessate il fuoco dell\u2019ottobre 2025 ha permesso l\u2019avvio delle operazioni di sgombero delle macerie, ma il restauro non pu\u00f2 iniziare perch\u00e9 mancano materiali e strumenti adeguati<a href=\"#_edn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Figura 2 <\/strong>La Grande Moschea Omari al 31 gennaio 2025<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"350\" height=\"197\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2092\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.jpeg 350w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>EPA Photo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A risentire dei combattimenti sin dai primi mesi \u00e8 stata anche l\u2019area della necropoli romana di Ard-al-Moharbeen (Jabaliya) recentemente scoperta, interessata da attacchi con ordigni al fosforo bianco che, combinati al clima invernale, hanno compromesso la preservazione del sito, successivamente distrutto<a href=\"#_edn7\">[7]<\/a>. Nel dicembre 2023 \u00e8 scomparso, inoltre, l\u2019ultimo Hammam rimasto nella citt\u00e0 di Gaza, l\u2019Hammam al-Sammara, ancora utilizzato dalla popolazione locale<a href=\"#_edn8\">[8]<\/a>. Tra le perdite pi\u00f9 gravi per il patrimonio palestinese si annovera altres\u00ec la devastazione del Palazzo del Pasci\u00e0, il Qasr al-Basha (Citt\u00e0 di Gaza), risalente al periodo mamelucco, che ospitava un museo con artefatti scavati nella Striscia (Fig. 3)<a href=\"#_edn9\">[9]<\/a>. Per ora, pochi pezzi, come un frammento del coperchio di un sarcofago bizantino, sono stati recuperati dalle macerie<a href=\"#_edn10\">[10]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le principali distruzioni si sono registrate gi\u00e0 dal principio degli scontri, nel settembre 2025, dopo che ad inizio anno la Banca Mondiale aveva stimato il 53% dei beni culturali del territorio come danneggiati o distrutti, l\u2019aviazione israeliana \u2013 a seguito dell\u2019avviso di evacuazione per la presenza sospetta di infrastrutture di Hamas \u2013 ha colpito una torre della citt\u00e0 di Gaza che ospitava un deposito della Scuola Biblica e Archeologica francese di Gerusalemme, istituzione impegnata negli scavi della zona per pi\u00f9 di un ventennio<a href=\"#_edn11\">[11]<\/a>. Ciononostante, grazie alla collaborazione tra lo staff del Museo d\u2019Arte e di Storia di Ginevra, operatori e volontari sul campo, \u00e8 stato possibile salvare circa il 70% dei reperti presenti nell\u2019edificio<a href=\"#_edn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come avvengono tutte queste distruzioni? Un rapporto di una Commissione di indagine indipendente delle Nazioni Unite ha stimato che il 71% dei danneggiamenti sia da imputare ai bombardamenti, quindi in larga parte indiretti, mentre il 29% delle distruzioni culturali avverrebbe tramite bulldozer o carri armati, perci\u00f2 deliberatamente<a href=\"#_edn13\">[13]<\/a>. &nbsp;Nonostante ci\u00f2, l\u2019IDF ha sempre affermato di agire solo per necessit\u00e0 militari, minimizzando gli attacchi a strutture non coinvolte qualora vi siano alternative praticabili<a href=\"#_edn14\">[14]<\/a>. Va inoltre tenuto in conto il ruolo di Hamas che, negli anni, non ha mancato di edificare strutture abitative e campi militari su siti archeologici, come l\u2019antico porto di Anthedon<a href=\"#_edn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Figura 3 <\/strong>Qasr al-Basha, prima e dopo la distruzione<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2093\" width=\"307\" height=\"372\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Getty Images<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto concerne la tutela della cultura, le Nazioni Unite si avvalgono poi della propria agenzia specifica, l\u2019UNESCO, che, sin dallo scoppio del conflitto, ha monitorato tramite immagini satellitari e il controllo incrociato di fonti nazionali e internazionali lo stato dei beni culturali nel territorio e, dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, ha potuto gradualmente iniziare alcune valutazioni in loco, ove le condizioni di sicurezza lo permettessero, verificando danni a 150 siti<a href=\"#_edn16\">[16]<\/a>. L\u2019organizzazione, funge inoltre da guida per la gestione delle rovine del patrimonio culturale, specialmente in vista del futuro recupero dei beni<a href=\"#_edn17\">[17]<\/a>. In aggiunta, nell\u2019aprile 2025 ha organizzato al Cairo un seminario di formazione sulla lotta al traffico illecito di beni culturali, con un approfondimento anche sul caso di Gaza, dove tale fenomeno risulta accentuato a causa della situazione di crisi<a href=\"#_edn18\">[18]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro si inserisce anche la decisione presa durante la 46a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale (New Delhi, 2024) di iscrivere il Monastero di Sant\u2019Ilarione a Tell Umm Amer (Municipalit\u00e0 di Nuiserat) nella Lista del Patrimonio Mondiale in pericolo<a href=\"#_edn19\">[19]<\/a>. L\u2019anno precedente era stato iscritto nella Lista dei Beni Culturali sotto temporanea protezione rafforzata, secondo quanto stabilito dall\u2019articolo 11, comma 9 del Secondo Protocollo alla Convenzione dell\u2019Aja per la protezione dei Beni culturali in caso di conflitto armato<a href=\"#_edn20\">[20]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene ricordare, per\u00f2, che oltre ai professionisti e volontari in prima linea e alle organizzazioni internazionali, anche i musei svolgono un ruolo importante come rifugio per opere e reperti provenienti da territori che, a causa di guerre, disordini o calamit\u00e0 naturali, non possono temporaneamente garantirne la tutela e la valorizzazione. \u00c8 questo il caso del gi\u00e0 citato MAH di Ginevra, che dal 2007 custodisce pi\u00f9 di 500 opere provenienti dall\u2019Autorit\u00e0 palestinese e databili dall\u2019et\u00e0 del bronzo a quella ottomana<a href=\"#_edn21\">[21]<\/a>. All\u2019epoca, infatti, i reperti giunsero al museo per una mostra sulla storia di Gaza e ivi rimasero rifugiati a causa della presa di potere di Hamas e del conseguente blocco israeliano<a href=\"#_edn22\">[22]<\/a>. Proprio nel 2024, per celebrare il settantesimo anniversario della Convenzione dell\u2019Aja, il museo ha organizzato l\u2019esposizione <em>Patrimoine en Peril<\/em> (5 ottobre 2024 \u2013 9 febbraio 2025), riproponendo alcuni di questi reperti<a href=\"#_edn23\">[23]<\/a>. &nbsp;Un centinaio di questi manufatti sono successivamente stati esposti all\u2019Institute du Monde Arabe di Parigi per divenire i protagonisti di <em>Tr\u00e9sors sauv\u00e9s de Gaza: 5.000 ans d\u2019histoire <\/em>(3 aprile 2025 \u2013 2 novembre 2025), una mostra il cui obiettivo era raccontare il valore e la complessit\u00e0 di un territorio crocevia di popoli, costumi e culture eterogenee<a href=\"#_edn24\">[24]<\/a>.<br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref1\">[1]<\/a> Su questo tema vedi <em>Heritage for Peace. <\/em><em>Report on the Impact of the Recent War in 2023 on the Cultural Heritage in Gaza Strip &#8211; Palestine <\/em>[Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: https:\/\/www.heritageforpeace.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Report-of-the-effects-of-the-last- war-of-2023-on-the-cultural-heritage-in-Gaza-Strip-Palestine-english.pdf. (Consultato il 10\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref2\">[2]<\/a> S. Geranpayeh (2024). Dreams of rebuilding Gaza: five culture workers share their stories. <em>The Art Newspaper<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.theartnewspaper.com\/2024\/02\/29\/dreams-of-rebuilding-gaza-five-culture-workers-share-their-stories\">https:\/\/www.theartnewspaper.com\/2024\/02\/29\/dreams-of-rebuilding-gaza-five-culture-workers-share-their-stories<\/a>. (Consultato l\u20198\/1\/2026); I. F. Saber (2024). A \u2018cultural genocide\u2019: Which of Gaza\u2019s heritage sites have been destroyed? <em>Al Jazeera<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2024\/1\/14\/a- cultural-genocide-which-of-gazas-heritage-sites-have-been-destroyed. (Consultato il 24\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref3\">[3]<\/a> Saber, <em>op. cit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref4\">[4]<\/a> <a href=\"https:\/\/hmml.org\/about\/global-operations\/gaza\/\">https:\/\/hmml.org\/about\/global-operations\/gaza\/<\/a>. (Consultato il 24\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref5\">[5]<\/a> N. Hisson (2023). One of Gaza&#8217;s Oldest Mosques Damaged in Fighting; It Was Used by Hamas, IDF Says. <em>Haaretz<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/2023-12-10\/ty-article\/.premium\/one-of-gazas-oldest-mosques-damaged-in-fighting-it-was-used-by-hamas-idf-says\/0000018c-53d7-db23-ad9f-7bdf62f30000\">https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/2023-12-10\/ty-article\/.premium\/one-of-gazas-oldest-mosques-damaged-in-fighting-it-was-used-by-hamas-idf-says\/0000018c-53d7-db23-ad9f-7bdf62f30000<\/a>. (Consultato il 24\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref6\">[6]<\/a> Y. Knell (2025). &#8216;Like first aid for manuscripts&#8217;: Recovery work begins at Gaza&#8217;s war-damaged heritage sites. <em>BBC<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/c157n1g977go\">https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/c157n1g977go<\/a>. (Consultato il 19\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref7\">[7]<\/a> Saber, <em>op. cit<\/em>; Y. Knell (2025). Saving Gaza\u2019s past. The frantic race to save historic treasures from Israeli bombs. <em>BBC <\/em>[Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.bbc.co.uk\/news\/resources\/idt-e26c7357-09f8-42af-81ae-42cbaf04b593\">https:\/\/www.bbc.co.uk\/news\/resources\/idt-e26c7357-09f8-42af-81ae-42cbaf04b593<\/a>. (Consultato il 24\/1\/2026). <em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref8\">[8]<\/a> Saber, <em>op. cit<\/em>; Knell, Saving Gaza\u2019s past <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref9\">[9]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.wmf.org\/monuments\/gaza\">https:\/\/www.wmf.org\/monuments\/gaza<\/a>. (Consultato il 24\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref10\">[10]<\/a> Knell, &#8216;Like first aid for manuscripts&#8217; <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref11\">[11]<\/a> L. Montagnoli (2025). La distruzione del patrimonio archeologico di Gaza non canceller\u00e0 la cultura palestinese. <em>Artribune<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/archeologia-arte-antica\/2025\/10\/distruzione-patrimonio-culturale-gaza-danni\/\">https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/archeologia-arte-antica\/2025\/10\/distruzione-patrimonio-culturale-gaza-danni\/<\/a>. (Consultato il 13\/1\/2025).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref12\">[12]<\/a> S. Geranpayeh (2025). How one Swiss museum helped to evacuate thousands of Gaza artefacts ahead of an Israeli strike. <em>The Art Newspaper<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.theartnewspaper.com\/2025\/09\/17\/how-one-swiss-museum-helped-to-evacuate-thousands-of-gaza-artefacts-ahead-of-an-israeli-strike\">https:\/\/www.theartnewspaper.com\/2025\/09\/17\/how-one-swiss-museum-helped-to-evacuate-thousands-of-gaza-artefacts-ahead-of-an-israeli-strike<\/a>. (Consultato il 19\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref13\">[13]<\/a> Montagnoli,<em> op. cit.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref14\">[14]<\/a> Knell, Saving Gaza\u2019s past <em>cit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref15\">[15]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref16\">[16]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/gaza\/assessment?hub=102070\">https:\/\/www.unesco.org\/en\/gaza\/assessment?hub=102070<\/a>. (Consultato il 24\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref17\">[17]<\/a> UNESCO<em>. Impact and consequences of the current situation in the Gaza strip\/Palestine in all aspects of UNESCO\u2019s mandate<\/em> [Online]. 28 ottobre 2025. Disponibile in formato pdf su Internet all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/unesdoc.unesco.org\/ark:\/48223\/pf0000396192\/PDF\/396192eng.pdf.multi\">https:\/\/unesdoc.unesco.org\/ark:\/48223\/pf0000396192\/PDF\/396192eng.pdf.multi<\/a>. (Consultato il 12\/1\/2025).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref18\">[18]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.unesco.org\/en\/articles\/unesco-hosts-training-fight-against-illicit-trafficking-northeast-africa-and-arab-states\">https:\/\/www.unesco.org\/en\/articles\/unesco-hosts-training-fight-against-illicit-trafficking-northeast-africa-and-arab-states<\/a>. (Consultato il 13\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref19\">[19]<\/a> https:\/\/www.unesco.it\/it\/news\/palestina-la-nuova-iscrizione-del-monastero-di-santilarione- tell-umm-amer-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-unesco-per-fronteggiare-limpatto-del- conflitto-armato\/. (Consultato l\u201911\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref20\">[20]<\/a> <em>International List of Cultural Property Under Enhanced Protection <\/em>[Online]. 1999. Disponibile in formato pdf su Internet all\u2019indirizzo: https:\/\/www.unesco.org\/sites\/default\/files\/medias\/fichiers\/2024\/05\/Enhanced-Protection-List- 2023_Eng.pdf?hub=415. (Consultato l\u201911\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref21\">[21]<\/a> L. De Micco (2025). A Parigi quei tesori di Gaza che sarebbero potuti andare distrutti. <em>Il Giornale dell\u2019Arte<\/em> [Online]. Disponibile all\u2019indirizzo: <a href=\"https:\/\/www.ilgiornaledellarte.com\/Mostre\/A-Parigi-quei-tesori-di-Gaza-che-sarebbero-potuti-andare-distrutti\">https:\/\/www.ilgiornaledellarte.com\/Mostre\/A-Parigi-quei-tesori-di-Gaza-che-sarebbero-potuti-andare-distrutti<\/a>. (Consultato il 19\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref22\">[22]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref23\">[23]<\/a> https:\/\/www.geneve.ch\/actualites\/exposition-patrimoine-peril. (Consultato il 26\/1\/2026); <a href=\"https:\/\/www.mahmah.ch\/expositions\/patrimoine-en-peril\">https:\/\/www.mahmah.ch\/expositions\/patrimoine-en-peril<\/a>. (Consultato il 26\/1\/2026).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ednref24\">[24]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.imarabe.org\/fr\/agenda\/expositions-musee\/derniers-jours-tresors-sauves-gaza-5000-ans-histoire\">https:\/\/www.imarabe.org\/fr\/agenda\/expositions-musee\/derniers-jours-tresors-sauves-gaza-5000-ans-histoire<\/a>. (Consultato il 26\/1\/2026).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Annamaria Carlotta Ragazzi La Striscia di Gaza \u00e8 un territorio di straordinaria ricchezza storica, un autentico palinsesto di reperti e monumenti lasciati dalle svariate civilt\u00e0 che l\u2019hanno abitata o che vi hanno transitato in quanto snodo delle vie commerciali. 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