{"id":2020,"date":"2025-03-24T20:44:19","date_gmt":"2025-03-24T19:44:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=2020"},"modified":"2025-03-24T20:44:19","modified_gmt":"2025-03-24T19:44:19","slug":"le-memorie-del-futuro-musei-e-ricerca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/le-memorie-del-futuro-musei-e-ricerca\/","title":{"rendered":"Le memorie del futuro. Musei e ricerca"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"has-text-align-center\"><strong>di Costanza Fusi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"597\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chgr-597x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2021 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chgr-597x1024.jpg 597w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chgr-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chgr-560x960.jpg 560w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/chgr.jpg 715w\" sizes=\"(max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Evelina Christillin &#8211; Christian Greco, <em>Le memorie del futuro &#8211; Musei e ricerca<\/em>, Einaudi, Torino 2021<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato nel 2021 per la collana <em>Vele<\/em> Einaudi, <em>Le memorie del futuro. Musei e ricerca<\/em>, \u00e8 un breve, essenziale contributo che riflette sul ruolo dell\u2019istituzione museale nella contemporaneit\u00e0, esplorando vari aspetti delle dinamiche storiche e sociali che la vedono protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo, scritto a quattro mani da Evelina Christillin e Christian Greco \u2013 che rispettivamente occupano dal 2012 e dal 2014 le posizioni di Presidente della Fondazione Museo delle Antichit\u00e0 Egizie e Direttore del Museo Egizio, di Torino \u2013 trova il suo perfetto collocamento in un panorama, di lavoro sul campo e di ricerca accademica, che ormai da anni promuove interventi di ripensamento e trasformazione della cultura, del patrimonio e delle politiche e <em>poetiche<\/em>, per citare Ivan Karp e Steven Lavine (1991), legate ai musei. Dalla fine degli anni \u201980 del secolo scorso, infatti, con l\u2019avvento del movimento della <em>New Museology<\/em> (Vergo, 1989), i musei si sono riscoperti attivi protagonisti del loro tempo, sempre pi\u00f9 in aperto dialogo con la societ\u00e0 che li ospita e della quale essi sono, si potrebbe dire, <em>lenti<\/em> e <em>specchi<\/em>. Scandagliati nelle loro strutture fisiche e concettuali, costantemente subiscono \u2013 e pianificano essi stessi \u2013 trasformazioni che agiscono sull\u2019istituzione in profondit\u00e0, sia dall\u2019esterno che dall\u2019interno. Trasformazioni spaziali, che coinvolgono gli edifici museali stessi, le connessioni instaurate con il paesaggio urbano in cui si inseriscono e le modalit\u00e0 espositive del patrimonio che conservano e valorizzano; ma anche trasformazioni relazionali, nella continua ri-definizione dei rapporti con le comunit\u00e0 e i loro molteplici <em>stakeholders<\/em> (quali pubblici, collezionisti, curatori); trasformazioni di valore e significato, infine, della cultura materiale custodita tra le loro mura. Mutamenti che forniscono di volta in volta, come sottolineano gli autori, nuove chiavi interpretative per le fondamentali definizioni di memoria, di patrimonio e di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto efficace la struttura del testo, capace di rendere una visione d\u2019insieme dell\u2019ampio sistema di relazioni che coinvolgono l\u2019istituzione museale a 360 gradi. Cinque i capitoli proposti, dai titoli concisi \u2013 I. la memoria; II. la storia; III. il presente; IV. gli oggetti; V. il futuro prossimo \u2013 che definiscono i temi generali sui quali si srotola il <em>fil rouge<\/em> di pensiero seguito dagli autori.<\/p>\n\n\n\n<p>In poco pi\u00f9 di un centinaio di pagine, con grande capacit\u00e0 di sintesi, Evelina Christillin e Christian Greco raccolgono e condensano le tante riflessioni che accompagnano il loro lavoro quotidiano. Al centro di queste ponderate meditazioni, una visione del museo che non \u00e8 soltanto un frutto del passato, e neanche, al contempo, soltanto un organismo attivo, oggi, nel presente; un museo, invece, che da sempre \u00e8 in continua evoluzione, che trasforma s\u00e9 stesso e i suoi oggetti nel tentativo concreto di proporre nuove relazioni con la societ\u00e0 e nuovi modelli per la sua comprensione. Si tratta di un campo oggi in fase di grande esplorazione: infatti, attenzioni sempre nuove e diverse \u2013 e una gestione spesso purtroppo al di l\u00e0 delle stesse capacit\u00e0 dell\u2019istituzione \u2013 sono necessarie per esplorare i rapporti che il museo costruisce e intrattiene con i suoi pubblici, con le comunit\u00e0 d\u2019origine dei manufatti, e soprattutto con gli studiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 dichiarato dal sottotitolo, permea infatti l\u2019intero testo un\u2019attenzione particolare al ruolo della ricerca in relazione al museo. Quale ruolo deve e pu\u00f2 mantenere l\u2019attivit\u00e0 di ricerca nello spazio di lavoro del museo? Nell\u2019analisi dei due autori, il compito primario del museo <em>\u00e8<\/em> la ricerca stessa, l\u2019unica vera strada possibile per il futuro, finalizzata ad una conoscenza fortemente multidisciplinare del patrimonio. Ci\u00f2 che non si conosce, si perde. L\u2019oblio \u00e8 un rischio che grava costantemente sulla cultura materiale. Si chiedono quindi a tal proposito Evelina Christillin e Christian Greco: \u00abi musei concorrono alla morte delle opere che ospitano nelle loro collezioni o sono l\u2019ultimo baluardo perch\u00e9 esse possano sfuggire alla fine di un\u2019esistenza messa in pericolo da una miriade di fattori quali oblio, mancanza di risorse, conflitti, disastri ambientali o pi\u00f9 semplicemente incuria?\u00bb (p. 56). Contrari a quel filone di studi che ha visto il museo archeologico spesso e volentieri esaltare le qualit\u00e0 estetiche della cultura materiale, isolandola pertanto dal contesto originario e trasformandola in <em>opera d\u2019arte<\/em> \u2013 il cosiddetto \u201ceffetto museo\u201d \u2013 i due autori esprimono chiaramente la loro opinione. Le memorie, testimonianze materiali del passato, se mute, dimenticate sugli scaffali o abusate e decontestualizzate, restano invisibili. I musei devono pertanto prendere posizione e lavorare per reimmergere nella Storia i loro oggetti, raccontarli offrendo al pubblico la loro \u2013 il pi\u00f9 possibile \u2013 completa rete di connessioni e la loro temporale profondit\u00e0, al fine di fornirne una chiave interpretativa, e favorire e promuovere pertanto una comunicazione estetica, visiva e intellettuale del patrimonio che, con riferimento forte a quello antico, mancherebbe altrimenti di voce propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante sottolineare che, esplorando a pi\u00f9 riprese il concetto di <em>agency<\/em> riferita agli oggetti (Gell, 1998), gli autori indagano anche il rapporto strettissimo, co-dipendente \u2013 e per questo motivo anche talvolta limitante \u2013 tra istituzione e cultura materiale, sottolineando al contempo il classico conflitto tra la necessit\u00e0 di conservare il patrimonio fisico, come testimonianza dell\u2019antichit\u00e0, e l\u2019esigenza di comunicare attraverso di esso il presente, di renderlo protagonista materiale attivo di dinamiche intangibili in continua evoluzione. Quella dei due autori \u00e8 una posizione affascinante: \u00abil ruolo dei musei si identifica proprio nel discorso intellettuale che vede filosofi, antropologi e sociologi affrontare le problematicit\u00e0 del presente, cercando di comprendere e comporre il rapporto dialettico tra passato e futuro, tra forze innovatrici e conservatrici\u00bb (p. 12). Contestualizzate all\u2019interno di questo dibattito, le azioni del conservare e valorizzare il patrimonio mondiale dell\u2019umanit\u00e0, compiti dei musei, permettono di comprendere a fondo i meccanismi dei cambiamenti che investono la societ\u00e0. Il museo assume la funzione di ponte tra generazioni, apre uno spazio comune di dialogo tra passato e presente, <em>attualizzando<\/em> i ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui, la necessit\u00e0 di soffermarsi a pi\u00f9 riprese anche sul concetto di memoria. Oggetto del primo capitolo, la memoria fornisce il punto di partenza per porsi una domanda che ritorna pi\u00f9 volte, quasi prepotentemente, tra le righe: a chi appartiene il passato? Molteplici le risposte proposte nelle pagine di <em>Le memorie del futuro<\/em>, che aprono a loro volta, come immancabilmente succede, spazi per nuove domande: il passato \u00e8 veramente rilevante per la societ\u00e0 contemporanea? Quanto possiamo considerare il passato parte della nostra societ\u00e0 e comunit\u00e0? E soprattutto, quanto del passato \u00e8 radicato nel presente? \u00abFornendo in maniera consapevole un significato alla percezione pubblica del passato\u00bb (p. 16), ci dicono gli autori, i musei impongono in questo senso una loro visione, non neutrale. Ne sono allo stesso tempo garanti e <em>creatori<\/em>, e possiamo pertanto considerare la loro azione essenziale nella formazione \u00abe nello sviluppo di una societ\u00e0 critica che sappia interrogarsi sulle sfide politiche, sociali e ambientali\u00bb (p. 27).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte dedicata alla storia, (Cap. II) \u00e8 delineata una vera e propria cronologia <em>essenziale<\/em> della vita dell\u2019istituzione. Il museo dalle origini ai giorni nostri; una storia narrata per tappe che non perde mai di vista l\u2019obiettivo finale e non tralascia quindi i tanti collegamenti alle dinamiche del presente. Ponendo a confronto le varie definizioni di museo, analizzate criticamente e in correlazione le une con le altre, il testo ripercorre i vari momenti che hanno segnato l\u2019attuale composizione della definizione ICOM, pubblicata a seguito delle consultazioni di Praga nel 2022. Nelle pagine del volume, di definizioni dell\u2019istituzione museo, i due autori ne propongono molte: aggettivi, frasi, interi paragrafi sono dedicati a descrivere ci\u00f2 che il museo \u00e8, potrebbe e dovrebbe essere, analizzando il suo statuto attuale e ponendolo in una relazione critica rispetto ai ruoli avuti in passato e a quelli che avr\u00e0 in un prossimo futuro. Musei come luoghi di frontiera, \u00abchiamati a rompere il legame identitario fra nazione e territorio\u00bb (p. 69). Ma anche musei come laboratori di innovazione, come attori attivi nel definire una memoria collettiva che sappia fornire delle risposte alle istanze che si formano diacronicamente nella societ\u00e0; luoghi, quindi, in cui creare e condividere una memoria collettiva, ma anche dove cercarla, si potrebbe aggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p>Invitando i musei a un confronto sui temi attualmente pi\u00f9 caldi, i due autori analizzano poi la situazione museologica del presente (Cap. III, V), sottolineando il grande bisogno generalizzato di \u00abfornire risposte efficaci a temi complessi e a questioni etiche divenute sempre pi\u00f9 rilevanti\u00bb (p. 50) delle quali i musei non possono oggi non curarsi. Toccano quindi il tema delle restituzioni \u2013 opportunit\u00e0 per i musei di ripensare il proprio ruolo all\u2019interno delle comunit\u00e0 \u2013 inserendole in un discorso polivocale che si serve di alcuni concreti e \u201cmediatici\u201d avvenimenti degli ultimi anni per entrare nel vivo delle complesse relazioni tra musei e \u00abpaesi fonte\u00bb (p. 65).&nbsp; Protagonisti dell\u2019analisi anche i cambiamenti che la globalizzazione ha portato alle nostre societ\u00e0 e che investono il museo e la percezione del territorio nel quale esso si trova ad operare.<\/p>\n\n\n\n<p>Intersecando storia, filosofia, politica, antropologia, e naturalmente gli studi di cultura materiale, che si nutrono di tutte queste discipline, Evelina Christillin e Christian Greco hanno redatto una <em>guida<\/em>, leggera e approfondita, dedicata a chi dai musei \u00e8 soltanto attratto e incuriosito, a chi con i musei lavora quotidianamente e a chi voglia entrare in contatto con gli aspetti pi\u00f9 critici e le dinamiche pi\u00f9 <em>rischiose<\/em> dei rapporti che questa istituzione intrattiene costantemente con la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guida che porta con s\u00e9 anche, infine, un invito a riflettere su cosa il museo pu\u00f2 ancora insegnarci, a sviluppare modelli interpretativi che siano validi per il futuro, che ci consentano di arrivare a definire quella che gli autori chiamano una \u00abnuova semantica museale\u00bb (p. 113). Vedere il mondo attraverso le lenti dei musei ci permette infatti di muoverci all\u2019interno dei loro lunghissimi orizzonti temporali, imparando a cambiare e ampliare il nostro punto di vista. Facendo ci\u00f2, ci poniamo in una prospettiva pi\u00f9 completa, capiamo il nostro ruolo nel presente abbracciando il passato, tracciamo una biografia della societ\u00e0 senza confini temporali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli aspetti del testo meritevoli di considerazione mi preme segnalare il frequente inserimento di riferimenti alla disciplina archeologica e, nello specifico, agli studi di egittologia \u2013 di cui Christian Greco \u00e8 eminente referente nel panorama italiano. Citazioni tratte da antichi testi, vicende storiche narrate con brillante vivacit\u00e0, richiami a studi approfonditi su oggetti e tradizioni, parallelismi con la societ\u00e0 e le usanze della civilt\u00e0 dell\u2019antico Egitto avvolgono l\u2019intero testo, catapultando il lettore in uno spazio-tempo passato molto diverso da quello contemporaneo, <em>rinfrescante<\/em>, seppur antico, e che, incredibilmente, senza interferire con il quadro ampio di analisi portato avanti dai due autori, non fa che rendere ancora pi\u00f9 concreto e visibile il rapporto con le vicende storiche e sociali contemporanee vissute dall\u2019istituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un testo che stimola una curiosit\u00e0 particolare, dunque, che propone interessanti intuizioni e che raccoglie in una solida cornice critica le esperienze e le riflessioni personali \u2013 e professionali \u2013 dei due autori. Con estrema semplicit\u00e0 Evelina Christillin e Christian Greco riportano alla luce in queste pagine concetti complessi e fortemente interconnessi tra loro, condensando traiettorie di ricerca decennali in un quadro chiarissimo, denso di ottimi spunti e riferimenti. Idee concrete di lavoro per un futuro prossimo ma anche, \u00e8 necessario riconoscerlo, il resoconto di desideri in parte utopici, che \u2013 per nostra fortuna \u2013 nella mente degli umanisti non svaniscono mai. Per concludere, potremmo quindi solo augurarci che le preghiere dei due autori vengano ascoltate, o meglio, lette.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti citate<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gell, A. (1998): <em>Art and Agency. An Anthropological Theory<\/em>. Oxford: Clarendon Press.<\/p>\n\n\n\n<p>Karp, I. e Lavine, S. (1991): <em>Exhibiting Cultures: The Poetics and Politics of Museum Display<\/em>. Washington and London: Smithsonian Books. Vergo, P. (1989): <em>The New Museology. <\/em>London: Reaktion Books.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Costanza Fusi Evelina Christillin &#8211; Christian Greco, Le memorie del futuro &#8211; Musei e ricerca, Einaudi, Torino 2021 Pubblicato nel 2021 per la collana Vele Einaudi, Le memorie del futuro. Musei e ricerca, \u00e8 un breve, essenziale contributo che riflette sul ruolo dell\u2019istituzione museale nella contemporaneit\u00e0, esplorando vari aspetti delle dinamiche storiche e sociali [&hellip;]<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/le-memorie-del-futuro-musei-e-ricerca\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Le memorie del futuro. 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