{"id":1936,"date":"2024-07-04T12:26:28","date_gmt":"2024-07-04T10:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1936"},"modified":"2024-07-04T12:26:28","modified_gmt":"2024-07-04T10:26:28","slug":"il-giovane-cavalcaselle","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/il-giovane-cavalcaselle\/","title":{"rendered":"il giovane cavalcaselle"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"has-text-align-center\">di Antonio Soldi<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"225\" height=\"316\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/soldi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1937 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/soldi.jpg 225w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/soldi-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Giovanni Mazzaferro, <em>Il giovane Cavalcaselle. \u00abIl pi\u00f9 curioso, il pi\u00f9 intrepido, il pi\u00f9 appassionato di tutti gli affamati di pittura\u00bb<\/em> (prefazione di Donata Levi), Olschki, Firenze 2023<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Cosa si nasconde dietro all\u2019instancabile attivit\u00e0 di un conoscitore d\u2019arte come Giovanni Battista Cavalcaselle? Rispondere a questa domanda procedendo da una definizione rigida della pratica della <em>connoisseurship<\/em> pu\u00f2 essere complesso e, forse, converrebbe insistere sull\u2019intensa frequentazione delle opere d\u2019arte: su quel corpo a corpo necessario allo sviluppo del riflesso condizionato che \u00e8 il fondamento di questo sapere. Anche in base a queste difficolt\u00e0, ripercorrere la formazione di un conoscitore del calibro di Cavalcaselle, studiando il materiale privato che sta dietro alla produzione pubblica, pu\u00f2 essere un\u2019operazione stimolante e proficua. \u00c8 questo l\u2019obbiettivo che si \u00e8 posto Giovanni Mazzaferro in <em>Il giovane Cavalcaselle<\/em>, attraverso un\u2019accurata indagine dei materiali di lavoro dello studioso conservati alla Biblioteca Marciana di Venezia<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>, in uno sforzo che rappresenta un\u2019utile occasione per mettere in luce aspetti storico artistici e metodologici di primaria importanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Intanto, investigare la vita di un appassionato d\u2019arte \u2013 di un uomo che ha forgiato la sua conoscenza nelle fatiche di interminabili viaggi<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> \u2013 offre una chiara testimonianza del clima in cui operavano appassionati d\u2019arte attivi in Europa durante il XIX secolo, pionieri di una materia che si stava sviluppando con straordinario entusiasmo<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. Come scrive Mazzaferro \u00abla <em>connoisseurship<\/em> pi\u00f9 elevata dell\u2019Ottocento fu un fenomeno di conoscenze e collaborazioni internazionali [\u2026]. Per questo motivo <em>Il giovane Cavalcaselle<\/em> \u00e8 un libro che prova a esplorare anche la \u2018Repubblica dei conoscitori\u2019 europei di met\u00e0 Ottocento e le figure che pi\u00f9, con lo storico dell\u2019arte, ebbero a che fare\u00bb<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. In secondo luogo, esaminare attraverso gli appunti di Cavalcaselle il suo <em>modus operandi<\/em> pu\u00f2 rivelarsi di grande utilit\u00e0 anche oggi, ora che da diversi anni la fotografia diffusa e Internet hanno stravolto la disciplina storicoartistica. Potr\u00e0 sembrare strano ma si impara ancora molto dai metodi dai vecchi conoscitori, soprattutto rispetto a una meticolosit\u00e0 nell\u2019osservazione che, oggi, \u00e8 spesso diminuita dalla velocit\u00e0 imposta dai moderni sistemi tecnologici. In questo senso accenniamo a una peculiarit\u00e0 della <em>connoisseurship<\/em>, una qualit\u00e0 che ci spinge a valutare con molta attenzione anche le espressioni pi\u00f9 remote di questa disciplina. Non c\u2019\u00e8 dubbio, infatti, che da vecchie e superate proposte di attribuzione si possono ottenere importanti informazioni. Il discorso potrebbe qua essere lungo: limitiamoci a dire che da una paternit\u00e0, per quanto errata possa essere, capiamo qualcosa in pi\u00f9 della cultura critica e figurativa del tempo; cos\u00ec come, talvolta, si possono ottenere indizi su un precedente stato di conservazione o, come spesso accadde, su dinamiche esogene all\u2019opera d\u2019arte (come logiche di collezione o scelte semi arbitrarie relative alla volont\u00e0 di affermazione attraverso il possesso di determinati autori e non di altri). Infine, un libro come questo ha anche il merito non sottovalutabile di contribuire a una rivalutazione dell\u2019attivit\u00e0 del conoscitore che, soprattutto in certi ambiti, viene spesso trattata con il sospetto di chi ci vuole vedere soltanto gli aspetti pi\u00f9 controversi e deteriori<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>. Tornare alle origini di questa disciplina pu\u00f2 significare rivalutarne i suoi nobili intenti, certi che una buona classificazione sia il primo passo verso una solida conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Come Mazzaferro non manca di ricordare, non sono state poche le difficolt\u00e0 incontrate nel tentativo di districarsi nel gruppo delle carte di Cavalcaselle. Il materiale presente nel fondo \u00e8 infatti estremamente eterogeneo, privo di un ordine cronologico e, molto spesso, inteso dallo storico dell\u2019arte come un palinsesto, in cui i commenti scritti si intrecciano pur appartenendo a momenti diversi<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>. Inoltre, i disegni che fissano composizioni o dettagli dei dipinti non sono necessariamente relativi al primo incontro del conoscitore con l\u2019opera<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. Altre complicazioni riguardano la consapevolezza che i documenti pervenuti alla Marciana non rappresentino la totalit\u00e0 dei materiali di lavoro di Cavalcaselle: l\u2019assenza di un numero imprecisato di appunti e la parzialit\u00e0 dell\u2019epistolario conservato aumentano la difficolt\u00e0 di ricostruire con precisione la strada percorsa dallo studioso<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>. L\u2019arduo obbiettivo raggiunto da Mazzaferro \u2013 quello di fornire una panoramica della cultura visiva di Cavalcaselle quando lasci\u00f2 l\u2019Italia \u2013 trova una efficacissima espressione nel passaggio in cui descrive quanto sia importante osservare gli \u00abscarti nelle calligrafie e l\u2019uso dei differenti inchiostri, nonch\u00e9 la posizione del rimando all\u2019interno della nota\u00bb<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>: insomma, anche l\u2019autore ha dovuto in qualche misura condurre un\u2019operazione di <em>connoisseurship<\/em>, avventurandosi in manoscritti, cronologie e collegamenti, alla scoperta dei misteriosi anni di formazione di un giovane e brillante appassionato d\u2019arte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">G. Mazzaferro, <em>Lo sguardo condiviso. Il viaggio di Giovan Battista&nbsp;Cavalcaselle&nbsp;e Charles Eastlake nel Centro Italia (settembre 1858)<\/em>, in \u201cStudi di Memofonte\u201d, 29 (2022), pp. 25-69. G. Mazzaferro, <em>Il giovane Cavalcaselle. \u00abIl pi\u00f9 curioso, il pi\u00f9 intrepido, il pi\u00f9 appassionato di tutti gli affamati di pittura\u00bb<\/em>, (prefazione di Donata Levi), Firenze 2023<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> La digitalizzazione del materiale di archivio \u00e8 stata fondamentale per portare a termine la ricerca. L\u2019archivio \u00e8 consultabile al seguente link: https:\/\/fondocavalcaselle.bibliotecanazionalemarciana.it\/&nbsp; &nbsp;Mazzaferro 2023, p. XIII.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Mazzaferro 2023, p. 35<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> L\u2019attivit\u00e0 di conoscitore di Cavalcaselle si incrocia con il lavoro di importanti studiosi e appassionati d\u2019arte. Oltre, naturalmente, al sodale Joseph Archer Crowe, ricordiamo qua anche Otto M\u00fcndler, Charles&nbsp;Lock&nbsp;Eastlake, Gustav Waagen, Johann David Passavant. Sul viaggio alla scoperta dell\u2019Italia centrale intrapreso nel 1858 da Cavalcaselle ed Eastlake, si veda Mazzaferro 2022, pp. 25-69<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Mazzaferro 2023, p. XIV<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Nella prefazione al libro, Donata Levi ricorda come la pratica della <em>connoisseurship<\/em> durante gli anni Ottanta sia stata \u00absottoposta a un\u2019ondata di critiche per il suo presunto approccio pseudo-positivista, legato allo sfruttamento capitalista dell\u2019arte e alle strategie di acquisizione dei musei, considerati \u2013 seguendo le suggestioni foucaltiane \u2013 come istituzioni di potere\u00bb. Questi pregiudizi sopravvivono e si riproducono in certi ambiti accademici. <em>Ibidem<\/em> 2023, p. V<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, p. 3<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, p. 3<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, p. 4<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, p. 6<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Soldi Giovanni Mazzaferro, Il giovane Cavalcaselle. \u00abIl pi\u00f9 curioso, il pi\u00f9 intrepido, il pi\u00f9 appassionato di tutti gli affamati di pittura\u00bb (prefazione di Donata Levi), Olschki, Firenze 2023 Cosa si nasconde dietro all\u2019instancabile attivit\u00e0 di un conoscitore d\u2019arte come Giovanni Battista Cavalcaselle? 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