{"id":1551,"date":"2022-12-15T23:30:08","date_gmt":"2022-12-15T22:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1551"},"modified":"2026-07-13T21:25:41","modified_gmt":"2026-07-13T19:25:41","slug":"collezionismo-e-identita-nazionale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/collezionismo-e-identita-nazionale\/","title":{"rendered":"collezionismo e identit\u00e0 nazionale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Nadia Barrella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"619\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/bajamonte_cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1552 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/bajamonte_cover.jpg 500w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/bajamonte_cover-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Carmelo Bajamonte, <em>Collezionismo e identit\u00e0 nazionale &#8211; La collezione del duca della Verdura tra Risorgimento e Senato del Regno<\/em>, Napoli, Luciano Editore, 2022<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La storia della collezione Verdura rappresenta un tassello nella frammentaria e ancora poca nota storia del collezionismo privato a Palermo che, come quella di altre \u2018province meridionali\u2019, non gode di una solida e continuata tradizione di studi, a dispetto della intensa storia culturale che ne caratterizza l\u2019orizzonte geografico dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento fino al nuovo secolo.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Iniziatore della collezione \u00e8 il duca Francesco Benzo e Mortillaro (1794-1858) senatore della citt\u00e0 di Palermo, poi pretore e intendente di provincia (a Potenza e a Palermo), gentiluomo di camera della corte borbonica sotto Ferdinando II di Borbone: una collezione in cui i due nuclei pi\u00f9 significativi \u2013 l\u2019antico, una straordinaria raccolta di ceramiche figurate, e l\u2019arte moderna, dipinti dai primitivi ai contemporanei dell\u2019800 \u2013, rispecchiavano i comuni interessi della classe colta del Regno delle Due Sicilie. Una collezione finalizzata a rappresentare il prestigio della famiglia che un inedito inventario <em>post mortem<\/em> consente di radiografare molto puntualmente: dipinti, oggetti di archeologia, ceramica rinascimentale, manufatti Cina e Giappone, gioielli, ori e argenti, mobili artistici, <em>naturalia<\/em>, disegni e stampe, libri compongono una collezione \u2018enciclopedica\u2019 accumulata nelle varie sale del palazzo di famiglia. Documento prezioso che nel suo andamento stanza per stanza restituisce la collocazione di oggetti dettata dal gusto, i nomi di artisti cui i periti attribuiscono le opere esaminate, e descrizioni di luoghi come la galleria del palazzo vero e proprio \u2018colpo di teatro\u2019 del collezionista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il passaggio della collezione Giulio Benso e Sammartino duca della Verdura (1816-1904), il vero protagonista di questo libro, segna una seconda fase della sua storia, anche nel passaggio legale mirato a salvaguardare l\u2019unit\u00e0 della collezione dopo la morte del duca Francesco. Personaggio di prima linea del Risorgimento italiano, animato da ideali di libert\u00e0 e unit\u00e0 nazionale, senatore del Regno al parlamento nazionale dal 1862, Giulio Benso condivide con il padre la passione collezionistica con fermenti nuovi e diversi orientamenti (specializzazione della raccolta d\u2019arte e separazione della collezione archeologica da lui venduta al museo, attenzione alle arti decorative e alla maiolica rinascimentale\u2026). Cambia adesso &nbsp;il gesto collezionistico e non \u00e8 secondario il fatto che il duca Giulio abbia la possibilit\u00e0 di frequentare, anche per ovvie ragioni di lavori si senatore del Regno d\u2019Italia, diverse citt\u00e0, importanti piazze del mercato d\u2019arte \u2013 Torino, Firenze e Roma, Napoli \u2013 mettendo a segno acquisti di straordinaria qualit\u00e0 e baster\u00e0 citare la porta lignea di Benedetto da Maiano proveniente dalla Badia di Fiesole, gli oggetti islamici acquistati a Firenze, i libri di disegni di Giacomo Amato comprati a Roma. Acquisti volti a conferire alla collezione di famiglia una decisa impronta nazionale e identitaria in grado di documentare non pi\u00f9, o non solo, la storia delle arti della Sicilia o del Regno borbonico ma il quadro pi\u00f9 ampio dell\u2019arte della Nazione in cui l\u2019esperienza meridionalistica era riposizionata in una cornice pi\u00f9 ampia. La collezione cos\u00ec, secondo l\u2019intendimento perseguito dal collezionista palermitano, conferisce corporeit\u00e0 fisica all\u2019idea di arte \u2018dell\u2019Italia\u2019, dato visivo della sua storia culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Non casualmente, la collezione, guadagner\u00e0 presto una visibilit\u00e0 non solo nazionale (il principe Gaetano Filangieri riconosceva le maioliche ispano-moresche dell\u2019amico Giulio fra le migliori d\u2019Italia) ma europea, come testimonia il rapporto fra il duca palermitano e Jean-Charles Davillier, uno dei massimi studiosi in Europa di maioliche e porcellane con il quale Giulio Benso \u00e8 in contatto. La quadreria Verdura sar\u00e0 visitata da conoscitori e storici dell\u2019arte in anni di definizione della <em>connoisseurship<\/em> e della fisionomia del patrimonio artistico d\u2019Italia: Giovan Battista Cavalcaselle, che lasci\u00f2 traccia nei suoi taccuini di disegni di dipinti osservati a palazzo Verdura, Gustavo Frizzoni in vista della formazione di un catalogo nazionale di beni artistici o Wilhelm von Bode negli anni dell\u2019incremento maggiore del museo da lui diretto, tutti frequentarono la collezione con diverse finalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il libro prova a raccogliere tracce sparse fra letteratura artistica (guidistica, cataloghi di asta, pagine di <em>comnnoisseurship<\/em>) e inedite fonti d\u2019archivio di enorme utilit\u00e0: la collezione del duca della Verdura si trova cos\u00ec inserita in un quadro pi\u00f9 ampio documentato da inventari di beni, pratiche di acquisti e vendite, relazioni degli uffici di esportazione, denunce di furti, modelli e funzioni del mercato antiquariale (circolazione e consumo di beni fra sensali locali e agenti stranieri), episodi di donazioni e passaggi dal privato al pubblico (Giulio Benso decide di donare alcuni oggetti della sua raccolta perch\u00e9 divengano bene comune), allestimenti di musei ed esposizioni (l\u2019Esposizione Nazionale di Palermo 1891-92 di cui Benso fu convinto promotore), fonti visive (albumine di interni di case coeve, villa Whitaker o villa Bordonaro, per configurare i luoghi e gli allestimenti della collezione Verdura). Le ricognizioni archivistiche hanno posto in luce alcuni specifici episodi relativi alla collezione Verdura in termini di acquisti, all\u2019interno di un quadro pi\u00f9 generale fatto di storie personali e collettive, conservazione e dispersione dell\u2019immenso patrimonio culturale italiano fra i due secoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La vendita all\u2019asta a Roma nel 1894, presso la casa d\u2019aste di Domenico Corvisieri, rappresenta l\u2019epilogo della storia della collezione: la vendita, corredata da catalogo dettagliatissimo e illustrato da fotografie, ne disperde l\u2019immenso corpo fra collezionisti (fra questi i napoletani Carlo Giovene di Girasole e il conte Giovan Vincenzo Galanti che acquistarono porcellane e maioliche), antiquari e funzionari di museo (Hugo von Tschudi assicur\u00f2 oggetti Verdura al <em>Kaiser Friedrich Museum<\/em> di Berlino). Dispersione continuata anche con gli eredi di Giulio Benso che via via venderanno allo Stato (il quattrocentesco <em>Trittico della Verdura<\/em> di Tommaso de Vigilia, comprato nel 1910 con l\u2019avallo di Adolfo Venturi per il Museo Nazionale di Palermo) o a privati dileguando cos\u00ec del tutto il patrimonio familiare (\u00e8 il caso della <em>Madonna col Bambino <\/em>copia antica da Jean Van Eyck totalmente dileguata). Destino comune a molte collezioni dell\u2019Italia meridionale (penso alle collezioni Sambon, Tesorone, Giovene ecc.) travolte da una spaventosa onda d\u2019urto, sullo scorcio del secolo e all\u2019aprirsi di quello nuovo, cui non era estranea a diversi livelli la scarsa coscienza del patrimonio nazionale. &nbsp; Come osservava Pomian: \u00abla storia delle collezioni \u00e8 in realt\u00e0 una storia dei rapporti con l\u2019invisibile\u00bb e, come quella raccontata in questo libro, in un <em>continuo<\/em> di tempo fra il suo passato e il nostro futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nadia Barrella Carmelo Bajamonte, Collezionismo e identit\u00e0 nazionale &#8211; La collezione del duca della Verdura tra Risorgimento e Senato del Regno, Napoli, Luciano Editore, 2022 La storia della collezione Verdura rappresenta un tassello nella frammentaria e ancora poca nota storia del collezionismo privato a Palermo che, come quella di altre \u2018province meridionali\u2019, non gode [&hellip;]<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/collezionismo-e-identita-nazionale\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">collezionismo e identit\u00e0 nazionale<\/span><\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":310,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1551"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1551"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1553,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1551\/revisions\/1553"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}