{"id":1543,"date":"2022-12-09T18:14:08","date_gmt":"2022-12-09T17:14:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1543"},"modified":"2022-12-09T18:14:08","modified_gmt":"2022-12-09T17:14:08","slug":"scambiarsi-le-arti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/scambiarsi-le-arti\/","title":{"rendered":"scambiarsi le arti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Costanza Fusi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"430\" height=\"645\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1544 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover.jpg 430w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/cover-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Anna Castelli, Franco La Cecla, <em>Scambiarsi le arti, Arte e antropologia<\/em>, Milano, Bompiani, 2022<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center\"><strong>Arte o antropologia? Se <em>guardiamo <\/em>bene, entrambe<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Pi\u00f9 spesso di quanto si creda, arte e antropologia si mescolano, arrivando a scambiarsi i rispettivi <em>ruoli<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In questo saggio a quattro mani, dalla prosa attenta e particolarmenteincuriositadai meccanismi artistici e dal potere che essi esercitano sulla societ\u00e0, il rapporto tra queste due discipline acquista un volto nuovo, e lo fa per la prima volta. Si varca una soglia, si oltrepassa un confine. Si decantano le molteplici e sfaccettate sopravvivenze di un mondo all\u2019interno dell\u2019altro. Il \u00abrincorrersi tra arte e antropologia\u00bb, che non solo sembrano essere state connesse da sempre, ma che addirittura, cos\u00ec esplorate, rendono taluni loro fenomeni caratterizzanti persino pi\u00f9 comprensibili, sciogliendo vari nodi. Il libro \u00e8 la quintessenza di un vero e proprio cantiere, un progetto ideato dai due autori negli anni (che \u00e8 divenuto recentemente anche un corso di laurea per l\u2019Universit\u00e0 IULM di Milano, alla quale entrambi insegnano), che consiste nel mostrare come la \u00abvoglia di comparare mondi\u00bb, ispirata dall\u2019uso di \u00abstrumenti nuovi di ricerca\u00bb, possa portare stimoli e domande impreviste. E si sa, chi sa porsi buone domande, otterr\u00e0 probabilmente buone risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nato dalla collaborazione con la storica dell\u2019arte contemporanea Anna Castelli, il testo \u00e8 un altro ramo che si va ad innestare sulla gi\u00e0 brillante produzione saggistica, sempre magneticamente attratta dalle problematiche della societ\u00e0 contemporanea, di Franco La Cecla, antropologo e architetto, del quale ricordiamo <em>Il malinteso. Antropologia dell\u2019incontro<\/em> (1997), <em>Africa loro<\/em> (2019), <em>Contro l\u2019architettura <\/em>(2010) e <em>Contro l\u2019urbanistica<\/em> (2015). Con una sorta di permanente capovolgimento della prospettiva di indagine, <em>Scambiarsi le arti<\/em> presenta incontri autentici e inattesi, o forse attesi, s\u00ec, ma qui finalmente <em>vissuti<\/em>. Presenze e assenze, sguardi reali e nascosti dietro le telecamere e gli specchi, idoli viventi e di pietra, performance rituali ed esposizioni museali, che indagano quel \u00abmondo che guarda noi che lo guardiamo\u00bb con inedita sensibilit\u00e0. Il testo si muove tra osservatori neutri (gli antropologi <em>alla Malinowski<\/em>), che entrano nelle maglie complesse \u2013 e dalle quali risulta loro poi impossibile uscire \u2013 della partecipazione attiva, estetica, performativa, ed artisti contemporanei che invece, deliberatamente, scelgono di <em>astrarsi<\/em> per riuscire a cogliere pi\u00f9 profondamente alcuni aspetti della loro stessa ricerca artistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nella bibliografia non mancano all\u2019appello i nomi che hanno segnato i pi\u00f9 importanti turning points negli studi di antropologia degli ultimi trent\u2019anni, da Alfred Gell a James Clifford, da David Freedberg e Carlo Severi fino allo stesso Michael Taussig, (antropologo australiano e professore alla Columbia University, la cui introduzione impreziosisce il volume creando una fitta rete iniziale di riferimenti che tutto il testo poi, nelle sue varie parti, riprende e approfondisce), dei quali si analizza la produzione pi\u00f9 \u201climinale\u201d, quella che si nutre di intersezioni e congiunzioni cross-disciplinari; ecco appunto, la soglia. E lo stesso vale per i contributi degli artisti, citati come coloro che negli ultimi anni, grazie alle loro pratiche, hanno intaccato volontariamente o involontariamente l\u2019equilibrio che sorregge le teorie antropologiche e che si ritrovano in queste pagine con \u00abuna speciale attenzione ai casi, al concreto delle storie, all\u2019aspetto non generalizzabile delle singole culture e geografie.\u00bb <em>Scambiarsi le arti<\/em> \u00e8 la prova che le storie portano \u201clontano\u201d, che partire dalle storie (anche e soprattutto quelle pi\u00f9 apparentemente sotterranee), cercate, assimilate, destrutturate, riassemblate e poi raccontate sempre con la giusta dose di introspezione e immediatezza linguistica, apre delle porte che non si credeva potessero esistere. Le similarit\u00e0 e differenze tra le culture, che da sempre sono al centro della ricerca di Franco La Cecla ritornano in questo volume, e <em>segnano<\/em> i confini tra le discipline. Sono sguardi e modi di vedere, tipologie diverse di percezione del mondo, appartenenze a classi di realt\u00e0 che non si presentano mai \u2013 e non dobbiamo dimenticarlo \u2013 come solidi blocchi di cemento ma che sono invece fluidi, interscambiabili. Un testo che presenta una insolita delicatezza di analisi, necessaria in questo caso per affrontare anche le pi\u00f9 <em>temibili<\/em> e complesse dinamiche del presente, e che si inserisce in modo trasversale, con un\u2019opera di facile e piacevole lettura ma dalle interessanti ricadute, nei dibattiti museologici attuali. Un\u2019operazione che ribalta e contribuisce a scalfire, quindi, anche \u201cbarando\u201d un po\u2019 \u2013 bisogna ammetterlo \u2013 quelle prospettive unidirezionali e regole monolitiche che hanno guidato, almeno fino a qualche tempo fa, lo sviluppo di alcuni settori del sistema dell\u2019arte contemporanea, da un lato, e dell\u2019antropologia, dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"549\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1545\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/01.jpg 549w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/01-300x243.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 549px) 100vw, 549px\" \/><figcaption>Immagine 1: Steven Feld durante una cerimonia Koluba, Bosavi, Nuova Guinea, 1982.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"708\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/02-708x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1546\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/02-708x1024.jpg 708w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/02-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/02-664x960.jpg 664w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/02.jpg 734w\" sizes=\"(max-width: 708px) 100vw, 708px\" \/><figcaption>Immagine 2: Shiva che sorveglia il villaggio. Immagine dal volume Priya Mookerjee, Pathway Icon &#8211; The Wayside Art of India, Thames and Hudson, 1987.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"363\" height=\"240\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/03.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1547\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/03.jpg 363w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/03-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><figcaption>Immagine 3: Immagine tratta da Michael Taussig, Il mio museo della cocaina. Antropologia della polvere bianca, Milieu, Milano. Foto: Michael Taussig.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">A Millepiani, Museo delle Periferie ha ospitato una presentazione del libro <em>Scambiarsi le arti, Arte e antropologia<\/em> il giorno 21 giugno 2022. Discutono con gli autori Giorgio de Finis e Rosa Jij\u00f3n. Disponibile al seguente link: <a href=\"https:\/\/youtu.be\/11Wzsq6YYzQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/youtu.be\/11Wzsq6YYzQ<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Costanza Fusi Anna Castelli, Franco La Cecla, Scambiarsi le arti, Arte e antropologia, Milano, Bompiani, 2022 Arte o antropologia? Se guardiamo bene, entrambe Pi\u00f9 spesso di quanto si creda, arte e antropologia si mescolano, arrivando a scambiarsi i rispettivi ruoli. 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