{"id":1478,"date":"2022-07-03T17:26:55","date_gmt":"2022-07-03T15:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1478"},"modified":"2022-07-03T17:26:55","modified_gmt":"2022-07-03T15:26:55","slug":"ebrei-e-cristiani-nella-cappella-sistina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/ebrei-e-cristiani-nella-cappella-sistina\/","title":{"rendered":"Ebrei e cristiani nella Cappella Sistina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Tommaso Casini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:26% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"692\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-692x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1479 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-768x1137.jpg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-1037x1536.jpg 1037w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-1383x2048.jpg 1383w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri-648x960.jpg 648w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/careri.jpg 1729w\" sizes=\"(max-width: 692px) 100vw, 692px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Giovanni Careri, <em>Ebrei e cristiani nella Cappella Sistina<\/em>, traduzione di Giuseppe Lucchesini, Macerata, Quodlibet, 2020<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La Cappella Sistina \u00e8 esempio di incessante capacit\u00e0 interpretativa per la complessit\u00e0 dei suoi significati: dai primi momenti \u00a0della sua storia fino ai dibattiti sul suo decennale restauro alla fine del \u2018900. Oggetto pi\u00f9 di contemplazione ammirata che di critiche e atti censori, che pure vi furono, e che alterarono l\u2019aspetto e il significato del <em>Giudizio<\/em>. Per cinquecento anni il vasto programma di affreschi ha dato origine a una quantit\u00e0 di letteratura senza precedenti, tanto che le argomentazioni critiche e visive offrono ancora possibili novit\u00e0. Il volume di Giovanni Careri, in edizione tradotta in italiano e aggiornata rispetto a quella uscita in Francia nel 2013, dal titolo <em>Le torpeur des Anc\u00e9stres. Juif et chr\u00e9tiens dans la chapelle Sixtine<\/em>, suggerisce di cambiare prospettiva partendo da qualcosa di meno osservato dagli occhi dei visitatori, e tradizionalmente anche da quelli degli storici dell\u2019arte. Il fulcro della nuova chiave interpretativa riconsidera le figure degli Antenati di Cristo, rappresentati da Michelangelo nelle lunette e negli archi della volta, da cui inizia una nuova e coerente interpretazione della cappella nel suo insieme. I re e i patriarchi della linea di Abramo e di Davide, da cui discesero rispettivamente Giuseppe e Ges\u00f9, svolgono un ruolo decisivo nella comprensione delle implicazioni ideologiche dell\u2019opera comprendendo gli affreschi quattrocenteschi delle pareti laterali realizzati sotto la direzione del Perugino, quelli della volta e il <em>Giudizio Universale<\/em>. Un ciclo rivelatore delle eterogenee strategie visuali della narrazione della sto- ria della Chiesa, dalle sue origini alla sua fondazione istituzionale, alla conclusione e della sua missione, all\u2019immanenza della fine dei tempi. Aspetti chiave densi di significati per l\u2019interpretazione complessiva, ancorch\u00e9 impegnative per l\u2019opera di montaggio e di smontaggio dei temi rappresentati e delle analisi delle loro relazioni concettuali che s\u2019impongono continuamente allo spettatore. Tale lavorio si rende tuttavia necessario nell\u2019intento di cogliere, da parte dell\u2019autore, il significato del capolavoro michelangiolesco sia nell\u2019ambito artistico sia nel contesto storico e religioso della sua epoca. Forte di un\u2019ampia letteratura consolidata negli ultimi decenni Careri mette in luce le scottanti inquietudini ed esigenze di rinnovamento della cristianit\u00e0 di cui Michelangelo si fece interprete attuando un ambizioso progetto di riforma cristiana dell\u2019arte, sul quale influ\u00ec fortemente la teoria della somiglianza presente negli scritti di San Paolo, incentrata su un\u2019antropologia dell\u2019immagine cristologica, tesa a valorizzare la coscienza o la conoscenza di s\u00e9 dell\u2019individuo. La potente innovazione artistica di Michelangelo risult\u00f2 cos\u00ec originata da una precisa concezione della storia umana e divina non conforme alla tradizione, recentemente indagata appunto anche dagli storici. Per svelare il significato dell\u2019istante che precede la fine della storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 necessario attribuire agli Antenati del cristianesimo un ruolo ideologico fondamentale. I patriarchi ebrei con la loro presenza in posture di torpore, esemplificano l\u2019inerzia spirituale nel riconoscere la natura messianica e incarnata di Cristo, rappresentano cio\u00e8, nella loro inerzia, la complessa dialettica di esclusione e inclusione, elemento basilare dell\u2019identit\u00e0 cristiana e del disegno salvifico di Dio. Il volume si articola in tre densi capitoli arricchiti da 156 illustrazioni. Il primo \u00e8 dedica- to al <em>Giudizio Universale<\/em>, esaminato nella sia nella sua dimensione storico-artistica sia nella sua forza di dirompente innovazione rispetto alla visione tradizionale, di Vasari e Gilio. Nel secondo, si ricostruisce l\u2019operazione di montaggio storico nell\u2019intero ciclo degli affreschi della Sistina, attraverso un confronto tra la storia degli ebrei e quella dei cristiani. Il terzo capitolo si incentra sugli Antenati di Cristo di cui si \u00e8 detto, svolgendo l\u2019analisi dal problema della genealogia degli ebrei come modello storico e antropologico, sino al fenomeno dell\u2019antigiudaismo presente nella Roma di Giulio II e di Michelangelo \u2013 in una relazione che fu sempre travagliata e ambivalente. Ne emerge un quadro nuovo di analogia tra il cristiano negligente e l\u2019ebreo spiritual- mente inerte con una riflessione acuta riguardo al cos\u00ec detto autoritratto di personificazione di Michelangelo come Antenato di Cristo, sintomo del suo difficile percorso religioso. Il volume ha il merito di offrire nuovi approcci teorici e storiografici che, se sono necessari per spiegare le caratteristiche del capolavoro di Michelangelo, ci permettono di ripensare anche ai metodi e le questioni di entrambi questi campi disciplinari. Lo si afferma molto esplicitamente, per quanto riguarda la storia dell\u2019arte, nelle pagine che l\u2019autore de- dica ai limiti e dell\u2019iconologia, e alla necessit\u00e0 di ripensare il pensiero warburghiano della <em>Pathosformel <\/em>e soprattutto introducendo la pratica del \u00abmontaggio\u00bb, o alla possibilit\u00e0 di ricostruire una sorta di archeologia della modernit\u00e0 pittorica dal \u00abnaturalismo domestico\u00bb del ciclo degli Antenati. Anche per quanto riguarda l\u2019altro ambito disciplinare a cui il volume appartiene, quello della storia del cristianesimo in et\u00e0 moderna, \u00e8 indubbia l\u2019originalit\u00e0 e la forza dell\u2019approccio di Giovanni Careri: la scelta di privilegiare la lettura basata sull\u2019antropologia dell\u2019immagine cristiana, invece di una ricerca di fonti di ispirazione testuale della Sistina, necessaria ma talvolta sterile, si rivela particolarmente fruttuosa. Il volume esplora con efficace coerenza il progetto artistico di Michelangelo, ma permette anche di riconoscere negli affreschi della Sistina un documento essenziale per lo studio della storia delle relazioni tra cristiane- simo ed ebraismo in epoca moderna e allo sviluppo di una riflessione sul rapporto tra storia dell\u2019arte e antropologia religiosa, il cui carattere indispensabile \u00e8 illustrato dall\u2019interpreta- zione del capolavoro michelangiolesco. In conclusione al testo Careri propone di continuare la riflessione sulla figura del torpo- re nel secolo XX, secondo la prospettiva trans-storica di Walter Benjamin. A questo scopo viene proposto il confronto tra la posa degli Antenati e una foto di scena in <em>Aspettando Godot<\/em>, di Samuel Beckett, (2005) in cui gli attori sono seduti allo stesso modo, a ricordare l\u2019attualit\u00e0 sempre rintracciabile dell\u2019intuizione michelangiolesca riguardo all\u2019immanenza del tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tommaso Casini Giovanni Careri, Ebrei e cristiani nella Cappella Sistina, traduzione di Giuseppe Lucchesini, Macerata, Quodlibet, 2020 La Cappella Sistina \u00e8 esempio di incessante capacit\u00e0 interpretativa per la complessit\u00e0 dei suoi significati: dai primi momenti \u00a0della sua storia fino ai dibattiti sul suo decennale restauro alla fine del \u2018900. 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