{"id":1472,"date":"2022-07-03T17:19:31","date_gmt":"2022-07-03T15:19:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1472"},"modified":"2022-07-03T17:19:31","modified_gmt":"2022-07-03T15:19:31","slug":"raffaels-schule-von-athen-von-der-philosphenakademie-zur-hall-of-fame","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/raffaels-schule-von-athen-von-der-philosphenakademie-zur-hall-of-fame\/","title":{"rendered":"Raffaels Schule von Athen: Von der Philosphenakademie zur Hall of Fame"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>di Tommaso Casini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:28% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"697\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-697x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1473 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-697x1024.jpg 697w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-768x1129.jpg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-1045x1536.jpg 1045w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-1394x2048.jpg 1394w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor-653x960.jpg 653w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/keazor.jpg 1742w\" sizes=\"(max-width: 697px) 100vw, 697px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-medium-font-size\">Henry Keazor, <em>Raffaels Schule von Athen: Von der Philosphenakademie zur Hall of Fame<\/em>, Berlin, Verlag Klaus Wagenbach, 2021<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nel proliferare di convegni e studi per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, senza l\u2019intenzione di formulare classifiche o gerarchie d\u2019importanza, appare di grande originalit\u00e0 l\u2019idea di esplorare anche l\u2019impatto che ha avuto l\u2019opera e l\u2019immagine critica del maestro d\u2019Urbino nel lungo periodo e in particolare nel corso del \u2018900, senza escludere l\u2019attualit\u00e0 iconografica che ne restituisce la contemporaneit\u00e0. Il soggetto iconico della <em>Scuola di Atene <\/em>nelle stanze vaticane, ad esempio, \u00e8 stato adattato, imitato e reinterpretato centinaia di volte nel corso dei secoli. Mancava uno studio serio e articolato sulla migrazione inter- mediale dell\u2019affresco: dall\u2019affresco al dipinto; dalla stampa alla fotografia, da questa fino al videoclip. Henry Keazor descrive dettagliatamente questo fenomeno poliedrico, e per molti aspetti spiazzante, in un ponderoso studio, declinando le numerose peculiari ragioni che hanno fatto si che il grande affresco commissionato nel 1509 da papa Giulio II, al ventiseienne Raffaello, divenisse un soggetto popolare al pari dell\u2019immagine replicata e risemantizzata della <em>Creazione di Adamo <\/em>di Michelangelo e <em>l\u2019Ultima cena <\/em>di Leonardo. L\u2019affresco di Raffaello, con le sue 58 figure variamente interpretate sia sul piano dell\u2019aderenza alle fisionomie tramandate dei filosofi dell\u2019antichit\u00e0, sia riguardo alla somiglianza con pittori e personaggi dell\u2019epoca di Raffaello ha una complessa storia di ricezione. Significativo \u00e8 l\u2019inizio di questo processo quando Giorgio Ghisi che cristianizz\u00f2 l\u2019idea pittorica di Raffaello nella sua incisione su rame del 1550 sostituendo il filosofo Platone con l\u2019evangelista Paolo. Il processo di trasformazione e appropriazione non si concentra \u2013 osserva Keazor \u2013 solo sulla folla dei protagonisti ma anche sull\u2019idea classica dell\u2019architettura dipinta come accade alcuni secoli dopo dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres <em>L\u2019Apoteosi di Omero <\/em>(1827).<br>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un punto decisivo nel \u2018900 che determina l\u2019elaborazione espansa di alcuni dei capolavori dell\u2019antichit\u00e0 o del Rinascimento nelle forme della rimediazione, oltre i confini dei significati degli originali. Dai videoclip che citano la <em>Scuola d\u2019Atene <\/em>ai film di Hollywood, dalle fotografie delle star del calcio a quelle della musica fino all\u2019inserimento dei personaggi di lego, Keazor per definire questa specifica forma di riuso si serve del termine \u00abHall of Fame\u00bb. A dimostrazione dell\u2019impatto manifesto che l\u2019idea raffaellesca \u2013 originale tanto da non avere precedenti &#8211; ha prodotto un archetipo nelle sue variegate forme di ricezione successive. \u00abUn intero libro su un solo affresco? si chiede Keazor all\u2019inizio del suo lavoro &#8211; cosa ha di speciale l\u2019affresco della <em>Scuola di Atene<\/em>? \u00bb L\u2019autore del volume enuclea cinque principali ragioni: la forza innovativa dell\u2019anacronismo della scena, ovvero la rap- presentazione insolita di vedere raggruppati in un unico momento i pi\u00f9 importanti filoso- fi dell\u2019antichit\u00e0, provenienti da diverse epoche e contesti geografici. Essi rappresentando diversi ambiti filosofici come mezzo di acquisizione di conoscenze nel campo delle varie arti e scienze, ma l\u2019artista ne ha creato allo stesso tempo un\u2019immagine ideale di \u2018status\u2019 e \u2018corporazione\u2019 della filosofia replicabile in altri ambiti. L\u2019immagine del resto \u00e8 stata spesso usata sulle copertine dei testi di storia della filosofia.<br>In secondo luogo: poich\u00e9 non ci sono ritratti autentici documentati della maggior parte dei filosofi raffigurati, Raffaello decise di dare loro caratteristiche liberamente inventate o ispirate ai volti di famosi artisti del Rinascimento. La leggenda dei pi\u00f9 eminenti filosofi dell\u2019antichit\u00e0 fu cos\u00ec letteralmente incarnata da alcuni dei pi\u00f9 importanti contemporanei di Raffaello, come Michelangelo, Leonardo da Vinci, Bramante o Sodoma, nobilitando nello scambio il ruolo sociale dell\u2019artista come sottoline\u00f2 tra i primi Vasari. <em>Hall of fame in di- sguise <\/em>quindi. In terzo luogo \u2013 continua Keazor &#8211; invece della confusione che ci si potrebbe aspettare dall\u2019effetto anacronistico dei personaggi che si ritrovano da tempi e contesti di- versi, Raffaello trov\u00f2 un principio scenografico e drammaturgico molto efficace costruendo stringenti relazioni, raggruppando le varie personalit\u00e0 raffigurate. L\u2019effetto sorprendente \u2013 che si riverbera quindi nelle innumerevoli forme di citazione &#8211; risiede cio\u00e8 nell\u2019impatto della disposizione delle figure nell\u2019affresco di per s\u00e9 slegate e, per di pi\u00f9, in parte distanti tra loro, le une dalle altre per mezzo di una sapiente distribuzione scenografica nello spazio. I gruppi di figure ottenute in questo modo sembrano essere armoniosamente integrate in un tutto dalla cornice architettonica circostante.<br>Ma vi \u00e8 di pi\u00f9: l\u2019unit\u00e0 coerente non \u00e8 dovuta di per s\u00e9 alla drammaturgia e ai principi di ordine compositivo sviluppati da Raffaello. Le innumerevoli modalit\u00e0 di ricezione e adattamento dell\u2019insieme, come aveva sostenuto Leo Steinberg riferendosi all\u2019interpretazione incessante dell\u2019<em>Ultima cena <\/em>leonardesca, hanno colto tutto questo e fanno risaltare nel corso del tempo il valore della composizione della <em>Scuola di Atene<\/em>, attraverso la capacit\u00e0 di rilettura, ponendoci davanti al potere della forma sintattica visiva adattabile del grande affresco vaticano. Se ne desume che pur allontanandosi cronologicamente e visivamente dal soggetto originale della <em>Scuola d\u2019 Atene<\/em>, o addirittura in casi completamente indipendenti da esso, si possono comprendere le peculiari convinzioni politiche di ogni epoca in cui \u00e8 stato riutilizzato anche negli declinazioni parodistiche, nelle rievocazioni che troviamo nei <em>tableaux vivant <\/em>della <em>Scuola d\u2019Atene<\/em>, la messa in scena in film, la citazione nei fumetti, nella pubblicit\u00e0, nei video musicali, testimonianza della stretta combinazione di principi di ordine drammaturgico, compositivo e architettonico. Il questo importante lavoro di Keazor aleggia anche lo spirito di Warburg, che avrebbe trovato straordinariamente calzante il fenomeno di traduzione della <em>Scuola d\u2019Atene <\/em>come era avvenuto con il <em>Dejeuner sur l\u2019Herbe <\/em>di Manet che aveva guardato alla composizione campestre di Marcantonio Raimondi e quindi a Raffaello. Questo libro con abilit\u00e0 interroga la ricezione e le interpretazioni, gli adattamenti e le adozioni ricontestualizzate nell\u2019era mediale che sono e saranno sempre pi\u00f9 presenti sotto i nostri occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tommaso Casini Henry Keazor, Raffaels Schule von Athen: Von der Philosphenakademie zur Hall of Fame, Berlin, Verlag Klaus Wagenbach, 2021 Nel proliferare di convegni e studi per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, senza l\u2019intenzione di formulare classifiche o gerarchie d\u2019importanza, appare di grande originalit\u00e0 l\u2019idea di esplorare anche l\u2019impatto che ha [&hellip;]<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/raffaels-schule-von-athen-von-der-philosphenakademie-zur-hall-of-fame\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Raffaels Schule von Athen: Von der Philosphenakademie zur Hall of Fame<\/span><\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":300,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1472"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1474,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1472\/revisions\/1474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}