{"id":1225,"date":"2021-11-21T20:08:29","date_gmt":"2021-11-21T19:08:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1225"},"modified":"2021-11-21T20:13:28","modified_gmt":"2021-11-21T19:13:28","slug":"feuilles-de-memoire-un-carnet-de-dessins-florentins-du-musee-du-louvre-de-lacademie-du-dessin-a-filippo-baldinucci","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/feuilles-de-memoire-un-carnet-de-dessins-florentins-du-musee-du-louvre-de-lacademie-du-dessin-a-filippo-baldinucci\/","title":{"rendered":"Feuilles de m\u00e9moire: Un carnet de dessins florentins du Mus\u00e9e du Louvre; De l\u2019Acad\u00e9mie du dessin \u00e0 Filippo Baldinucci"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Elena Vaiani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"235\" height=\"333\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/immagine-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1226\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/immagine-1.png 235w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/immagine-1-212x300.png 212w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"justify-text\">Jacqueline Lalande Biscontin, con contributi di Catherine Monbeig Goguel e Ariane de la Chappelle, <em>Feuilles de m\u00e9moire: Un carnet de dessins florentins du Mus\u00e9e du Louvre; De l\u2019Acad\u00e9mie du dessin \u00e0 Filippo Baldinucci<\/em>, Cyriacus: Studien zur Rezeption der Antike 7, Wiesbaden, Franz Philipp Rutzen, Verlag, 2015 <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il D\u00e9partement\ndes Arts Graphiques del Mus\u00e9e du Louvre conserva un taccuino costituito da 59\nfogli, in gran parte utilizzati anche sul verso, per un totale di 100 disegni,\nche recano i numeri di inventario 954-1011. Il taccuino, di grande interesse e\ndal contenuto estremamente complesso, porta il nome del suo collezionista, il\nfiorentino Filippo Baldinucci (1624-1697), che acquis\u00ec i disegni attorno al\n1690. Baldinucci risistem\u00f2 il taccuino per inserirlo nel primo dei quattro\nalbum in cui era organizzata la sua raccolta grafica; in una nota manoscritta, verosimilmente\nsua, sul primo foglio, indica in Pontormo l\u2019autore dei disegni. L\u2019intera\ncollezione, dopo essere stata ininterrottamente propriet\u00e0 dei suoi eredi,\ngiunse al Mus\u00e9e Napol\u00e9on nel 1806 e da qui al Louvre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il\ntaccuino \u00e8 stato ora pubblicato e catalogato nel libro <em>Feuilles de m\u00e9moire<\/em>,\nche affronta questo materiale dando ragione, sin dalla struttura del libro,\ndell\u2019estrema complessit\u00e0 del materiale. Il catalogo \u00e8&nbsp; composto da una prima parte introduttiva, che\naffronta sostanzialmente il contenuto, la datazione, la tradizione del\ntaccuino, a cura di Jacqueline Biscontin, che \u00e8 autrice anche delle schede di\ncatalogo che seguono. Dopo di esse, un contributo di Catherine Monbeig Goguel,\ndedicato all\u2019attribuzione dei disegni, e infine un ultimo scritto di Ariane de\nla Chapelle, che si \u00e8 occupata degli aspetti materiali (carta, filigrane etc.)\ndei fogli e sottolinea i vari smembramenti e ricomposizioni del taccuino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In\nun\u2019ottica di tradizione grafica, di fortuna di motivi e forme, il pazientissimo\nlavoro di rintracciare le coordinate culturali e temporali del taccuino, i suoi\npossibili modelli sia come raccolta intera, sia come singoli fogli, le ragioni,\nspesso complesse, della (com)presenza di tematiche tipicamente antiquarie e di\nmotivi rinascimentali in una raccolta che presenta forti elementi di\nomogeneit\u00e0, rappresentano a parere di chi scrive l\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante del\ncatalogo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il\ntaccuino infatti contiene interamente copie e vi si alternano immagini di\ntripodi, elmi, capitelli, arredi, fregi decorativi antichi e rinascimentali,\ncandelabri, architetture e vasi, il gruppo di disegni pi\u00f9 numeroso. I\nriferimenti culturali principali sono le citt\u00e0 di Siena, Roma e Firenze e in\nparticolare l\u2019Accademia del disegno di Giorgio Vasari e Vincenzo Borghini; \u00e8\nstato composto nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, con un <em>terminus ante <\/em>fissato\nal 1589. Un <em>corpus<\/em> da consultare da esperti, pi\u00f9 che un taccuino di\nlavoro privato, un repertorio documentato di forme. Il contesto e la datazione\nsuggeriscono immediatamente una fittissima rete di fonti e modelli, che\nJacqueline Biscontin ricostruisce in modo impeccabile, verificando le varie\noccorrenze degli oggetti in altri taccuini contemporanei. Tra di essi, scalati\ncronologicamente, il codex Zichy di Budapest, l\u2019Escurialensis, il codice\nbarberiniano di Giuliano da Sangallo e, a Berlino, quello di Marten Van\nHeemskerk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Particolarmente\ninteressante, nell\u2019intreccio tra antico e moderno, tra contenuto dell\u2019album e\ntradizione grafica, il caso dei vasi. L\u2019album contiene 55 disegni di vasi, un\ncorpus che rivela un interesse eccezionale, costruito attraverso una fitta rete\ndi modelli. Vasi antichi celebri (come il vaso Torlonia) sono affiancati da\naltri oggi non rintracciati e\/o moderni, in un intento enciclopedico che, a\nquest\u2019altezza cronologica, pare orientato verso il repertorio di motivi e\nforme, pi\u00f9 che ad uno studio di nomenclatura e archeologico, come sar\u00e0 per\nNicolas-Fabri de Peiresc, nei cui album non a caso ritornano molte delle figure\ndel codice Baldinucci. Un precedente importante, che vale anche per la sezione\nsui tripodi, che indica come l\u2019ambiente fiorentino-romano tardocinquecentesco\nabbia avuto un valore fondante per lo sviluppo degli interessi antiquari e\nartistici successivi. Inoltre, il codice Baldinucci \u00e8 un altro testimone di una\ndecina di vasi contenuti nell\u2019album <em>Antichit\u00e0 Diverse <\/em>del <em>Museo\nCartaceo <\/em>di Cassiano dal Pozzo, colpevolmente non citato dalla critica a\npartire dal catalogo dell\u2019album di Lille di Raffaello da Montelupo (Lemerle\n1997) &#8211; ritenuto modello dei fogli Dal Pozzo &#8211; fino al recente catalogo\ndell\u2019album di Windsor (Vaiani 2016).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Un secondo aspetto di grande interesse riguarda prima di tutto l\u2019attribuzione dei disegni a Pontormo, dovuta come detto allo stesso Baldinucci, che ha resistito quasi tre secoli nella letteratura critica. A partire dall\u2019 <em>Inventaire g\u00e9n\u00e9ral des dessins italiens <\/em>(Monbeig Goguel 1972) \u00e8 invece apparso chiaro come non fosse pi\u00f9 sostenibile una paternit\u00e0 del maestro fiorentino. In secondo luogo, la variet\u00e0 di stile dei disegni ha fatto discutere sulla presenza di pi\u00f9 mani nel taccuino: tuttavia, si propende per un solo artista (seguendo, in questo, Baldinucci), abile non solo nella copia di soggetti ma anche dello stile dei suoi modelli. A partire da ci\u00f2, il catalogo offre una nuova attribuzione del taccuino: fondata sul disegno preparatorio, conservato al Louvre, per l\u2019affresco <em>Il martirio dei diecimila<\/em> nella chiesa di San Desiderio di Pistoia, opera del pittore Sebastiano Vini, nativo di Verona ma attivo soprattutto in Toscana (con un passaggio per\u00f2 anche a Mantova) nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, di cui sono provati i contatti con Vasari e Borghini. Nel disegno (ma non nell\u2019affresco) sono visibili dei motivi decorativi che ornavano il basamento, che presentano, secondo Monbeig Goguel, grandi affinit\u00e0 con lo stile dell\u2019autore del taccuino Baldinucci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Una cos\u00ec grande complessit\u00e0 di materiale chiaramente pu\u00f2 esporre a qualche, inevitabile, imprecisione e perplessit\u00e0. Appare abbastanza discutibile l\u2019interpretazione secondo cui le \u2018note\u2019 di Pontormo, menzionate da Baldinucci, possano essere fogli staccati e dispersi (p. 7); \u00e8 pi\u00f9 \u2018economico\u2019 pensare che si tratti delle stesse note di scrittura presenti accanto agli oggetti (\u2018in alcuni di essi disegni\u2019) sui fogli del taccuino arrivato sino a noi. Nel merito delle schede, la traduzione di \u2018Diis Manibus\u2019 (inv. 956, p. 85) \u00e8 imprecisa (\u2018par les m\u00e2nes des dieux\u2019): si tratta degli dei Mani. La citazione degli album del Museo Cartaceo non \u00e8 sempre precisa: <em>Nettuno <\/em>e <em>Antichit\u00e0 Diverse<\/em> sono due album distinti e a quest\u2019ultimo appartengono i disegni 10293-4, 10295, 10297 (a p. 451 e altrove attribuiti all\u2019altro album). E rispetto ai vasi che si ritrovano in <em>Antichit\u00e0 Diverse <\/em>(inv. 994v, 995, 997, 999) si ravvisa forse un\u2019eccessiva fiducia nell\u2019autenticit\u00e0 dei vasi \u2018etruschi\u2019, disegni che paiono non immuni da interventi fantasiosi degli artisti. Infine, nella \u2018costruzione\u2019 del libro, la discussione dell\u2019attribuzione poteva essere anteposta, dato che nel saggio della Biscontin il nome di Vini non appare praticamente mai (perch\u00e9 il saggio sull\u2019attribuzione \u00e8 alla fine del catalogo) e forse sarebbe stato meglio integrare l\u2019informazione nel quadro della ricca ricostruzione del contesto fiorentino di quel saggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nessuna osservazione puntuale pu\u00f2 comunque in alcun modo sminuire l\u2019enorme merito di questo lavoro eccellente a pi\u00f9 livelli, che suscita ulteriore considerazioni. La prima di metodo: dal lavoro emerge con forza lo straordinario valore della tradizione grafica e culturale nella comprensione di raccolte di questo tipo. Pi\u00f9 ancora dell\u2019analisi dei singoli disegni, se possibile, \u00e8 rilevante il lavoro di identificazione di fonti e tangenze, che fa s\u00ec che cataloghi di questo tipo siano non solo utili per la comprensione del materiale affrontato, ma diventino cruciali per l\u2019analisi anche di tutte le altre voci citate (taccuini, documenti, testi, etc.) e delle modalit\u00e0 in cui le forme, la cultura, i saperi si trasmettono (contatti tra artisti ed eruditi, istituzioni come le accademie, canali come i carteggi). La seconda, conseguente, di forma (il catalogo di per s\u00e9): opere di questo genere riaffermano con forza la centralit\u00e0 di ricerche di respiro cos\u00ec ampio, il cui esito finale non pu\u00f2 che essere una pubblicazione a stampa. Nell\u2019epoca delle risorse on-line, assolutamente imprescindibili e meritevoli, la lettura di un catalogo fa comprendere quale rischio possa essere fermarsi alle ottime e documentate informazioni di schede di databases: si perdono trame, legami, narrazioni difficilmente rappresentabili online. E&nbsp; dell\u2019imprescindibilit\u00e0 dello strumento-catalogo, questo libro \u00e8 ulteriore ed eccellente esempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Monbeig Goguel 1972: C. Monbeig Goguel, <em>Mus\u00e9e du\nLouvre, Cabinet des dessins. Inventaire g\u00e9n\u00e9ral des dessins italiens. I. Vasari\net son temps<\/em>, Paris 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Lemerle 1997: F. Lemerle, \u2018Livre de dessins de Michel-Ange\u2019, in <em>Catalogue des dessins italiens. Collection du Palais des Beaux-Arts de Lille, <\/em>a cura di B. Brejon de Lavergn\u00e9e, Paris\/Lille 1997, pp. 283-9. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Vaiani 2016: E. Vaiani, <em>The Paper Museum of Cassiano dal Pozzo<\/em>: A\/V: <em>The<\/em> Antichit\u00e0 Diverse <em>album<\/em>, London 2016 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elena Vaiani Jacqueline Lalande Biscontin, con contributi di Catherine Monbeig Goguel e Ariane de la Chappelle, Feuilles de m\u00e9moire: Un carnet de dessins florentins du Mus\u00e9e du Louvre; De l\u2019Acad\u00e9mie du dessin \u00e0 Filippo Baldinucci, Cyriacus: Studien zur Rezeption der Antike 7, Wiesbaden, Franz Philipp Rutzen, Verlag, 2015 Il D\u00e9partement des Arts Graphiques del [&hellip;]<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/feuilles-de-memoire-un-carnet-de-dessins-florentins-du-musee-du-louvre-de-lacademie-du-dessin-a-filippo-baldinucci\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Feuilles de m\u00e9moire: Un carnet de dessins florentins du Mus\u00e9e du Louvre; De l\u2019Acad\u00e9mie du dessin \u00e0 Filippo Baldinucci<\/span><\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":300,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1225"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1225"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1230,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1225\/revisions\/1230"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}