{"id":1204,"date":"2021-11-21T19:31:39","date_gmt":"2021-11-21T18:31:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1204"},"modified":"2021-11-21T20:14:08","modified_gmt":"2021-11-21T19:14:08","slug":"michelangelos-sculpture-selected-essays","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/michelangelos-sculpture-selected-essays\/","title":{"rendered":"michelangelo&#8217;s sculpture. selected essays"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Tommaso Casini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide\" style=\"grid-template-columns:19% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"212\" height=\"275\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/immagine.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1205\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"justify-text\">Leo Steinberg, <em>Michelangelo\u2019s Sculpture. Selected essays<\/em>, The University of Chicago Press, 2018<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Leo Steinberg (1920-2011) storico dell\u2019arte cosmopolita,\nnato a Mosca, vissuto tra Berlino, Londra e New York, conosceva bene l\u2019Italia e\nin particolar modo la cultura artistica a Roma tra Rinascimento e Barocco. Della\nsua vasta produzione \u00e8 stato tradotto in lingua italiana il libro &#8211;\nfondamentale &#8211; <em>La&nbsp;sessualit\u00e0\ndi&nbsp;Cristo nell\u2019arte&nbsp;rinascimentale e&nbsp;il&nbsp;suo\noblio&nbsp;nell\u2019epoca moderna<\/em> (New York 1983 \u2013 Milano, Saggiatore, 1986) poi\nriuscito in forma ampliata nel 1996 da University Chicago Press, ma non pi\u00f9 riedito\nin italiano<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. A\ncompensazione di questa immeritata disattenzione, nel maggio del 2017, si \u00e8\ntenuto a Roma un congresso internazionale dal titolo \u201cLeo Steinberg Now. Il\npensiero attraverso gli occhi\u201d in cui \u00e8 stata messa a fuoco l\u2019attualit\u00e0 della figura\ndi uno studioso eclettico, e per certi versi eretico, che ha lasciato una traccia significativa nella storia della\ncritica d\u2019arte per l\u2019acume del suo pensiero. I numerosi e vasti studi di\nSteinberg, dall\u2019arte moderna a quella contemporanea, hanno mostrato sotto una\nnuova luce artisti come Leonardo, Michelangelo, Borromini, Picasso, De Kooning,\nRauschenberg e Johns, sollevando questioni cruciali riguardo al loro linguaggio\ne, pi\u00f9 ampiamente, riguardo ai temi delle arti visive. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">I libri e i saggi di Steinberg risultano sempre\nspiazzanti per le novit\u00e0 metodologiche e per l\u2019apertura verso nuovi campi\nd\u2019indagine. Si pensi a <em>Other Criteria:\nConfrontations with Twentyth-Century Art<\/em> (Oxford Univeristy Press, New\nYork, 1972), o alla lettura del Cenacolo vinciano attraverso la fortuna visiva\na stampa e pittorica in <em>Leonardo\u2019s\nIncessant Last Supper<\/em> (New York, 2001). Il ruolo che l\u2019opera critica di\nSteinberg ha svolto nel dibattito culturale europeo e statunitense del secolo XX,\ne le questioni teoriche e metodologiche che ha illuminato nel campo degli studi\nstorico-artistici, finora erano stati poco indagati, e sono oggetto della\nlettura critica a pi\u00f9 voci che si annuncia trasversale e interdisciplinare, negli\natti del menzionato convegno romano, al momento dell\u2019uscita di questa\nrecensione disponibili in libreria<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Ad alimentare in maniera significativa il\nrinnovato interesse per Steinberg \u00e8 stato pubblicato nell\u2019autunno del 2018 l\u2019atteso\n<em>Michelangelo\u2019s Sculpture. Selected\nessays<\/em> da The University of Chicago Press, il\nprimo di cinque volumi previsti dei suoi scritti prodotti durante la\nsessantennale carriera di accademico e prolifico conferenziere la cui variegata\nattivit\u00e0 \u00e8 rimasta in gran parte in forma dattiloscritta. Per Steinberg era consuetudine\nrivedere e aggiornare gli argomenti delle sue ricerche nel corso degli anni come\naccaduto per i celebri saggi su <em>Las\nMeninas<\/em> di Vel\u00e1zquez e <em>Les\nDemoiselles d&#8217;Avignon<\/em> di Picasso. Il volume pertanto offre uno spettro\ncompleto dei testi gi\u00e0 editi, e qui ripubblicati (spesso con integrazioni) e\naltri invece totalmente inediti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Poco prima della morte lo studioso aveva incaricato Sheila\nSchwartz, sua collaboratrice per cinquant\u2019anni, di organizzare la pubblicazione\npostuma di saggi gi\u00e0 editi e conferenze tenute durante il corso della sua\ncarriera. Il primo volume, dedicato alla scultura di Michelangelo oggetto di\nqueste righe, sar\u00e0 seguito nell\u2019autunno del 2019 da quello sulla pittura del\nmaestro toscano, con un\u2019introduzione di Alexander Nagel. Composto di undici\ncapitoli tratter\u00e0 l\u2019ampio raggio che va dal Tondo Doni alla Cappella Paolina passando\nper il corpus principale dedicato agli studi sugli affreschi sistini. Successivamente\nseguiranno i volumi sui maestri antichi, Picasso e altri maestri moderni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Cinque dei nove saggi del volume sulla scultura si\nconcentrano sulle Piet\u00e0 michelangiolesche &#8211; quella di San Pietro (1498-99), la\nPiet\u00e0 fiorentina (1547-55), ora nel Museo dell&#8217;Opera del Duomo, e la Piet\u00e0\nRondanini oggi al Castello sforzesco di Milano, iniziata nel 1552 alla quale\nMichelangelo lavorava \u2013 come noto &#8211; ancora poco prima della sua morte nel 1564 e\ninfine la Madonna nella cappella dei Medici a Firenze (1521-1534). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il lavoro di editing,&nbsp;\nmeticoloso e attento di Sheila Schwartz \u2013 in occasione anche del trasferimento\nal Getty Research Institute di Los Angeles delle carte dello studioso &#8211; ha\nconsentito di creare una pubblicazione coesa ed omogenea che rappresentasse al\nmeglio il pensiero di Steinberg destreggiandosi filologicamente tra le varie\nversioni delle numerose conferenze e articoli pubblicati, eliminando le\nridondanze e lavorando nel massimo rispetto dell\u2019autore, per il risultato\nfinale reso con ammirevole acribia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nonostante Steinberg abbia insegnato lungamente storia\ndell\u2019arte prima all\u2019Hunter College di New York, e poi all&#8217;Universit\u00e0 della\nPennsylvania, a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;70 del secolo scorso, per quasi\ndue decenni, \u00e8 sempre stato considerato un <em>outsider<\/em>\ntra gli storici dell&#8217;arte. Richard Neer apre la sua introduzione al volume\ncitando Ernst H. Gombrich che in una celebre recensione sul <em>New York Review of Books<\/em>, nel 1977,\naveva scritto a proposito dei suoi studi su Michelangelo: &#8220;E\u2019 un modello\npericoloso da seguire\u201d, per la sua attitudine a privilegiare il piano visivo su\nquello letterario, allegorico e storico-documentario. La formazione di\nSteinberg \u2013 continua Neer \u2013 si era svolta pi\u00f9 nei musei e nelle scuole d\u2019arte\nche nelle biblioteche. Da qui l\u2019idea di attribuire al discorso attorno alle\nimmagini i famosi \u201cother criteria\u201d privilegiando la comparazione con altre\nimmagini della tradizione iconografica \u2013 con una particolare attenzione alla\nstoria dell\u2019incisione di determinati soggetti &#8211; intessendola di argute\nriflessioni sui punti di vista dell\u2019osservatore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Steinberg era un attento iconologo e al contempo collezionista\ndi stampe. Considerava per\u00f2 il metodo iconologico una delle chiavi tra le molte\nutilizzabili per la comprensione dei linguaggi visivi nella loro complessit\u00e0.\nGli altri includevano l\u2019imprescindibile studio ravvicinato in prima persona\ndell&#8217;opera e l&#8217;esperienza di ricezione da parte dello spettatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Questa\nmetodologia di ispirazione olistica lo port\u00f2 ad avanzare una serie di opinioni\naudaci, anche non ortodosse su Michelangelo. Nella visione di Steinberg, la\nfigura michelangiolesca nell&#8217;arte esisteva non solo come una delle pi\u00f9 alte\ncelebrazioni della complessa bellezza umana, della sua corporeit\u00e0, ma anche il\npotente veicolo per la rappresentazione di emozioni in un racconto implicito\nche dava forma concreta e simbolica ad aspetti fondamentali della dottrina teologica\ncristiana. Come scrive in &#8220;Body and Symbol in the <em>Medici Madonna<\/em>&#8220;: &#8220;nelle mani di Michelangelo, l&#8217;anatomia\ndiventa teologia&#8221;. E cos\u00ec Steinberg sostiene che, nella Piet\u00e0 romana, il\nsignificato della giovinezza osservata e commentata della Vergine deve essere comparata\nalla virilit\u00e0 giovanile di Cristo per comprenderla come la Sposa di Cristo, un\nconcetto teologico di lunga durata, ma mai prima cos\u00ec esplicitamente espresso\nnell&#8217;arte visiva. Oppure come si vede nella Piet\u00e0 fiorentina l&#8217;artista aveva scientemente\neliminato in un secondo tempo dal gruppo marmoreo la gamba sinistra di Cristo accavallata\nsu quella di Maria perch\u00e9, pur volendo esprimere un&#8217;idea simile, temeva che\nsarebbe stato letto come un simbolo esplicitamente carnale (come accade nel\nBacio di Rodin posto a confronto) e non come matrimonio spirituale o ancora\ncome le gambe incrociate di Maria nella Madonna Medici simboleggiano la sua\neterna verginit\u00e0. Riflessioni tanto innovative da leggere quanto stimolanti su\ncui meditare nuovamente per riconsiderare il\nruolo del corpo nel linguaggio figurativo di Michelangelo che non vedeva\nseparazione tra \u201cforma, espressione e contenuto\u201d e coinvolgeva l\u2019anatomia umana\nnella sua totalit\u00e0 per dare articolata visualizzazione a complessi concetti\nteologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Uno dei saggi pi\u00f9 sorprendenti e ironici del libro \u00e8 appunto &#8220;The Florentine Piet\u00e0: The Missing Leg Twenty Years After&#8221;, edito su \u201cThe Art Bulletin\u201d, nel 1989, in cui Steinberg argomenta e risponde nel dettaglio a due decenni di reazioni accademiche alla sua interpretazione da parte di celebri studiosi di Michelangelo come Sir John Pope-Hennessy, Frederick Hartt e Athena Tacha Spear. Uno dei denominatori comuni della polemica dei suoi detrattori era stato mettere sotto accusa la credibilit\u00e0 scientifica di Steinberg, che ravvisavano flagranti errori intenzionali e citazioni interpolate. Pope-Hennessy dedic\u00f2 un&#8217;appendice alla terza edizione del suo famoso studio, <em>Italian High Renaissance and Baroque Sculpture<\/em> (1985), in cui alter\u00f2 polemicamente il titolo originale del saggio di Steinberg da &#8220;Metafore dell&#8217;amore e della nascita nelle Piet\u00e0 di Michelangelo&#8221; in &#8220;Metamorfosi dell&#8217;amore e della nascita nella Piet\u00e0 di Michelangelo&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Nel volume \u00e8 incluso anche un saggio del 1996 pubblicato su\nARTnews, in cui Steinberg respinse polemicamente l&#8217;attribuzione di quello che \u00e8\nora noto come il giovane arciere, opera giovanile di Michelangelo.\nL&#8217;attribuzione era stata fatta nel 1995 da Kathleen Weil-Garris Brandt dopo\naver esaminato una statua di marmo che aveva adornato a lungo l&#8217;atrio del\nconsolato francese di New York senza attirare apparentemente alcuna attenzione.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Uno dei piaceri e interesse profondo che suscita questo\nlibro \u00e8 la priorit\u00e0 che si evince dall&#8217;atto di guardare. Steinberg era un\nimplacabile scrutatore di opere d&#8217;arte, e nelle pagine del libro splendidamente\nillustrato ci sentiamo guidati dai suoi occhi che conducono alle sue proposte\ndi comprensione del lavoro di Michelangelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Spesso le rivelazioni per il lettore sono notevoli, come nel\ncaso della spiegazione dei modi in cui l&#8217;artista ha ottenuto che il marmoreo corpo\ndi Cristo, uomo adulto, sia in grado di adattarsi al grembo della Vergine nella\nPiet\u00e0 vaticana. Il percorso del ragionamento viene effettuato con un ricco\ncorredo di immagini fotografiche scattate da inediti punti di vista. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">\u00c8 in questa metodologia ferrea del cambio di sguardo, sul filo di un ragionamento complesso, presentato in un linguaggio talvolta ricercato e molto personale, che risiede l&#8217;importanza del primo volume degli scritti di Steinberg che prelude all&#8217;intera serie che verr\u00e0. Steinberg pone al centro della scena l&#8217;atto di guardare senza pregiudizi dogmatici e ideologici, insistendo su di esso come strumento primario e indispensabile per comprendere le opere d&#8217;arte.  Il clima intellettuale in cui ci immerge sostiene quanto la teoria della lettura-critica, e l\u2019acuta polemica siano l&#8217;unica vera via per la saggia conoscenza, il ritorno dell&#8217;occhio e della mente intelligenti e acuti di Leo Steinberg sono oggi quanto mai necessari.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Altri testi tradotti in italiano sono: <em>Il finale di\npartita di Picasso<\/em>,\nin E. Grazioli (a cura di), <em>Pablo Picasso <\/em>(Riga n. 12), Milano 1996, pp. 284-318; <em>Las Meninas di\nVel\u00e1zquez<\/em>,\nin A. Nova (a cura di), <em>Las Meninas. Vel\u00e1zquez, Foucault e l\u2019enigma della\nrappresentazione<\/em>,\nIl Saggiatore, Milano 1997, pp. 75-88; <em>Altri Criteri<\/em>, in G. Di\nGiacomo, C. Zambianchi,\n(a cura di), <em>Alle\norigini dell\u2019opera d\u2019arte contemporanea<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2008, pp. 95-138.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a>\n<em>Leo Steinberg Now<\/em>, a\ncura di G. Cassegrain, C. Cieri Via, J. Koering e S. Schwartz, Roma, Campisano\nEditore 2019; si veda anche D. Di Cola, <em>Leo Steinberg e un libro inedito su Mantegna. Presenze\ne assenze del corpo di Cristo<\/em>, in <em>Spazi bianchi. Le espressioni letterarie,\nlinguistiche e visive dell\u2019assenza<\/em>, a cura di A. Buoniconto, R. Cesaro, G.\nSalvati, Soveria Mannelli, Rubettino Editore, 2019, pp. 399-411, nonch\u00e9 sempre\ndi D. Di Cola, <em>Disegno e danza \u00abguide\nmigliori dell\u2019erudizione\u00bb. Esperienze e metafore del corpo nel pensiero di Leo\nSteinberg, <\/em>in<em>&nbsp;In corso d\u2019opera. Ricerche dei\ndottorandi di storia dell\u2019arte della Sapienza, (2), a cura di C. Di Bello, R.\nGandolfi, M. Latella, Roma 2018, pp. 295-302.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tommaso Casini Leo Steinberg, Michelangelo\u2019s Sculpture. Selected essays, The University of Chicago Press, 2018 Leo Steinberg (1920-2011) storico dell\u2019arte cosmopolita, nato a Mosca, vissuto tra Berlino, Londra e New York, conosceva bene l\u2019Italia e in particolar modo la cultura artistica a Roma tra Rinascimento e Barocco. 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