{"id":1188,"date":"2021-11-09T22:03:03","date_gmt":"2021-11-09T21:03:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?page_id=1188"},"modified":"2021-11-09T22:03:03","modified_gmt":"2021-11-09T21:03:03","slug":"riportare-il-caolino-in-marmo-la-grande-mostra-su-giovanni-antonio-cybei-a-carrara","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/riportare-il-caolino-in-marmo-la-grande-mostra-su-giovanni-antonio-cybei-a-carrara\/","title":{"rendered":"Riportare il caolino in marmo. La grande mostra su Giovanni Antonio Cybei a Carrara"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\"><strong>di Annamaria Ducci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Esattamente 225 anni fa, nell\u2019ottobre del 1796, Giovanni Battista Fornieri assal\u00ec a colpi di mazza il monumento equestre del duca Francesco III d\u2019Este che si ergeva, dal 1774, in Piazza Sant\u2019Agostino a Modena. Fornieri era un illustre libraio della citt\u00e0, uomo colto educato alla filosofia dei Lumi e aveva ceduto al vento rivoluzionario che dai valichi alpini spirava ora anche in Italia. Per quell\u2019atto Fornieri fu arrestato e incarcerato, ma non miglior sorte tocc\u00f2 alla statua. Di quel colossale monumento alto quasi sette metri, realizzato in marmo di Carrara, non resta oggi che un frammento, un monumentale piede destro. Abbattuta in quanto troppo danneggiata, nel 1805 quella statua fu sostituita con una ecumenica effigie della Immacolata, a segnale di una ritrovata concordia civica. Le statue di Francesco III e del suo cavallo furono poi letteralmente ridotte in briciole; la gloriosa effigie del duca fu cos\u00ec riportata al suo stato minerale. La polvere di carbonato di calcio fu venduta alla Manifattura del conte Carlo Filippo Aldrovandi Marescotti di Bologna, ed il caolino che se ne ricav\u00f2 serv\u00ec a realizzare sontuosi piatti in maiolica. Da immagine dell\u2019autorit\u00e0 suprema di Modena, quel monumento fin\u00ec dunque ad imbandire le tavole aristocratiche italiane. <em>Sic transit gloria mundi <\/em>(Fig. 1).  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.1-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1189\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.1-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.1-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.1-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.1.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 1. Giovanni Antonio Cybei, <em>Frammento del monumento equestre del duca Francesco III d\u2019Este<\/em> (1774, marmo di Carrara, Modena, Museo Civico d\u2019Arte) e Manifattura del conte Carlo Filippo Aldrovandi Marescotti, Piatto (fine XVIII secolo, mezza maiolica a terzo fuoco, collezione privata).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Perch\u00e9 ci siamo dilungati nel\nnarrare questa vicenda? Non solo perch\u00e9 quell\u2019atto \u2018vandalico\u2019 illustra alla\nperfezione le ondulazioni della storia, svelando un episodio chiave del\nfenomeno (quanto mai attuale) della iconoclastia ed in particolare\ndell\u2019abbattimento delle statue anche nel nostro Paese. Non solo, ancora, perch\u00e9\nci narra delle oscillazioni del gusto in una fase stilistica quanto mai\ndifficile da definire, tra echi tardobarocchi e nuovi canoni neoclassici : la\nstatua principesca infatti, non fu restaurata, n\u00e9 conservata; chi volesse\nfarsene un\u2019idea pu\u00f2 guardare al suo modello in gesso, mutilo, appartenente alle\ncollezioni dell\u2019Accademia di Belle arti di Carrara, o alla bella veduta di\nPiazza Sant\u2019Agostino dipinta da Giuseppe Maria Soli e oggi al Museo del\nCastello Sforzesco di Milano. Ma soprattutto la storia del monumento modenese \u00e8\nmetafora perfetta della fortuna critica del grande artista che quella statua di\nFrancesco III d\u2019Este realizz\u00f2: Giovanni Antonio Cybei (Carrara, 1706-1784).\nScultore di fama europea, artista di corte dei potenti del tempo, Cybei fu ben\npresto offuscato da Antonio Canova, ed il suo nome si disperse come polvere nel\nvento della storia, proprio come il marmo frantumato del suo insigne monumento\nmodenese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Una importante e bella esposizione carrarese, da poco conclusasi, ha inteso proprio risarcire questo vuoto storico, riscoprendo questa grande personalit\u00e0 artistica, e con lui riportare all\u2019attenzione degli studiosi uno snodo fondamentale nella storia della scultura italiana del Settecento. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La mostra<em> Giovanni Antonio Cybei e il suo tempo. Insigne statuario per le corti europee e Primario Direttore dell\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara<\/em>, curata da Gerardo de Simone e Luciano Massari, si \u00e8 tenuta a Carrara dall\u201911 giugno al 10 ottobre 2021. Con oltre cento pezzi tra opere d\u2019arte e documenti, la mostra si \u00e8 articolata in ben quattro sedi cittadine (Museo CARMI a Villa Fabbricotti alla Padula; Accademia di Belle Arti di Carrara; Palazzo Binelli; Palazzo Cucchiari) e ha rappresentato l\u2019evento centrale delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione dell\u2019Accademia di cui Cybei fu il primo direttore dal momento della sua fondazione nel 1769. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La figura dello scultore (che fu anche ecclesiastico e lasci\u00f2 opere nel Duomo e nel San Francesco di Carrara) \u00e8 stata cos\u00ec attentamente ricostruita attraverso un\u2019esposizione dal respiro ampio, con pezzi del patrimonio \u2013 ricchissimo \u2013 dell\u2019Accademia stessa, ma anche con molti prestiti di livello, principalmente sculture in marmo provenienti da collezioni pubbliche e private, che in molti casi sono state restaurate per l\u2019occasione ritrovando cos\u00ec quelle morbide forme plastiche, quelle carezze epidermiche e finezze in punta di cesello di cui lo scultore carrarino fu maestro. Cybei si era formato proprio a Carrara con uno dei massimi esponenti della scultura tardobarocca, Giovanni Baratta, il quale giovinetto lo invi\u00f2 a Roma per fare apprendistato presso Agostino Cornacchini. Richiamato in patria, Cybei oper\u00f2 a lungo assieme al primo maestro, il quale, come gli altri scultori di Carrara, aveva il proprio studio \u201cal Baluardo\u201d, prospiciente la via Carriona, ovvero il percorso antico che lambiva i margini del centro storico e lungo cui dalle cave scendevano a valle i grandi blocchi marmorei. Proprio in quell\u2019atelier Cybei avrebbe tenuto le prime lezioni dell\u2019Accademia, impiantatasi poi dal 1780 in Palazzo Rosso Del Medico, e infine, nel 1807, nel rinnovato Palazzo Cybo-Malaspina. Di nuovo a Roma nel 1750, Cybei istitu\u00ec una importante collaborazione col pittore Corrado Giaquinto (spia di un\u2019osmosi tra le arti ben pi\u00f9 frequente di quanto non siamo normalmente portati a ritenere). Forte anche di questa nuova esperienza romana, lo scultore si vide assegnare importanti commissioni, tra cui il celebre monumento funebre di Francesco Algarotti nel Camposanto monumentale di Pisa (1768). L\u2019anno successivo fu quello decisivo: il felice ritratto di Aleksej Orlov, comandante della flotta imperiale russa, gli spalanc\u00f2 le porte dei potenti di mezza Europa, a cominciare dalla stessa Caterina la Grande, di cui Cybei esegu\u00ec un busto-ritratto che sarebbe stato anch\u2019esso spazzato via dal vento della storia, nel 1917. Il busto-ritratto divenne in effetti con Cybei un genere moderno, nella reinterpretazione e al contempo superamento del modello berniniano. La colta aristocrazia ammirava quelle effigi per il delicato equilibrio tra espressione del carattere e contenimento delle emozioni, una <em>medietas<\/em> in pieno rispondente alla filosofia e all\u2019etica illuminista. Si spiega cos\u00ec il gran numero di busti di sovrani, come quello del giovane Pietro Leopoldo di Lorena, granduca di Toscana (Fig. 2), o di Maria Teresa Cybo-Malaspina duchessa di Massa, figlia di una Gonzaga e moglie di Ercole III d&#8217;Este (la versione preparatoria in terracotta del suo ritratto si ammira nelle collezioni dell\u2019Accademia, Fig. 3). Ma lo scultore immortal\u00f2 anche alcuni tra i maggiori esponenti della cultura italiana del tempo, primo fra tutti Ludovico Antonio Muratori, il cui busto marmoreo ci accoglie dal 1774 nella Biblioteca Estense di Modena (Fig. 4). Da una collezione privata inglese proviene invece la straordinaria coppia di busti raffiguranti probabilmente due fratellini, volti di bambini come sospesi in bilico tra Arcadia e preromanticismo, cui il marmo nero dei piedistalli dona un malinconico sapore funereo che certo dovette ammaliare gli <em>amateurs<\/em> d\u2019epoca vittoriana (Fig. 5). <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.2-1024x768.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"1190\" data-link=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?attachment_id=1190\" class=\"wp-image-1190\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.2-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.2-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.2-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.2.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 2. Giovanni Antonio Cybei, <em>Ritratto di Pietro Leopoldo d\u2019Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana <\/em>(1771, marmo statuario, Pisa, Museo Nazionale di Palazzo Reale, Direzione Regionale Musei della Toscana).<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.3-1024x768.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"1191\" data-link=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?attachment_id=1191\" class=\"wp-image-1191\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.3-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.3-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.3-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.3.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 3. Giovanni Antonio Cybei, <em>Ritratto di Maria Teresa Cybo d\u2019Este<\/em> (1774, terracotta, Carrara, Accademia di Belle Arti).<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.4-1024x768.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"1192\" data-link=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?attachment_id=1192\" class=\"wp-image-1192\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.4-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.4-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.4-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.4.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 4. Giovanni Antonio Cybei, <em>Ritratto di Ludovico Antonio Muratori<\/em> (1774, marmo statuario, Modena, Biblioteca Estense Universitaria).<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.5-1024x768.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"1193\" data-link=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/?attachment_id=1193\" class=\"wp-image-1193\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.5-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.5-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.5-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.5.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 5. Giovanni Antonio Cybei, <em>Ritratto di fanciulla e Ritratto di fanciullo<\/em> (1763, marmo, Regno Unito, Collezione privata).<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\"> Oltre ai marmi nella mostra di Carrara sono stati esposti anche materiali che definire accessori sarebbe riduttivo: bozzetti in gesso e terracotta (splendido, nella sua freschezza, quello per il suddetto monumento modenese, Fig. 6), dipinti, disegni preparatori, stampe, libri antichi e ancora importanti documenti (come il Chirografo di fondazione dell\u2019Accademia vergato dalla duchessa Maria Teresa) e due meravigliose mappe acquarellate del territorio e della costa apuani nell\u2019ultimo quarto del Settecento.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.6-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1194\" srcset=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.6-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.6-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.6-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/FIG.6.jpeg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fig. 6. Giovanni Antonio Cybei, <em>Modello della statua equestre del duca Francesco III d\u2019Este<\/em>, bozzetto (1772, terracotta, collezione privata).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">La mostra \u00e8 stata soprattutto un\u2019occasione per riscoprire Carrara ed il suo centro storico. Ormai da troppo tempo adagiata sulla sola economia &#8211; miliardaria, ma malata &#8211; dell\u2019attivit\u00e0 estrattiva e del suo indotto, la citt\u00e0 aveva ed avrebbe ancora bisogno di una scossa che ne riattivi quella vivace storia culturale e civile che \u2013 anche grazie alla presenza dell\u2019Accademia \u2013 l\u2019ha contraddistinta per buona parte del Novecento. Attraverso una non facile ma virtuosa opera di messa a sistema di finanziamenti pubblici e privati, i curatori sono riusciti in un\u2019impresa che pareva impossibile per una citt\u00e0 lontana dai circuiti del turismo culturale. Ottima la scelta di distribuire l\u2019esposizione aprendo al pubblico non solo la sede storica dell\u2019Accademia ma anche due tra i palazzi nobiliari pi\u00f9 eleganti del centro urbano. Penetrando nelle aule storiche dell\u2019Accademia i visitatori della mostra hanno potuto contemplarne le decorazioni ad affresco ed i fregi in gesso e scoprirne la ricchissima gipsoteca; cos\u00ec, questa estate nuova linfa vitale \u00e8 stata infusa ad una istituzione tra le pi\u00f9 illustri della storia dell\u2019arte italiana, riportata alla ribalta dalle molte recensioni positive dell\u2019esposizione comparse su testate locali e nazionali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Ma la mostra Cybei ha avuto anche un ulteriore merito. Grazie all\u2019impegno profuso nella preparazione da parte dei due curatori e di un comitato scientifico di altissimo profilo, l\u2019esposizione ha confermato come sia in atto, ormai da qualche decennio, un processo di crescita scientifica, oltre che didattica, nel mondo dell&#8217;AFAM. Non pochi tra i progetti di ricerca, mostre e pubblicazioni in storia dell\u2019arte provengono oggi proprio da docenti e studenti delle maggiori accademie d\u2019arte italiane. Da questo punto di vista sarebbe auspicabile un pi\u00f9 stretto dialogo tra accademie ed universit\u00e0, per superare vetuste resistenze da parte di ambedue le istituzioni ed il pregiudizio di una dicotomia incolmabile tra <em>fare<\/em> arte e <em>studiare<\/em> arte, ancora in parte diffusi. La bella mostra di Carrara, cui sar\u00e0 presto associata anche una corposa pubblicazione, ha dimostrato in pieno che tutto questo \u00e8 possibile. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Annamaria Ducci Esattamente 225 anni fa, nell\u2019ottobre del 1796, Giovanni Battista Fornieri assal\u00ec a colpi di mazza il monumento equestre del duca Francesco III d\u2019Este che si ergeva, dal 1774, in Piazza Sant\u2019Agostino a Modena. Fornieri era un illustre libraio della citt\u00e0, uomo colto educato alla filosofia dei Lumi e aveva ceduto al vento [&hellip;]<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/riportare-il-caolino-in-marmo-la-grande-mostra-su-giovanni-antonio-cybei-a-carrara\/\" class=\"more-link\">Read More <span class=\"screen-reader-text\">Riportare il caolino in marmo. La grande mostra su Giovanni Antonio Cybei a Carrara<\/span><\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":300,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1188"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1188"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1200,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1188\/revisions\/1200"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siscaonline.it\/joomla\/2019\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}